Nei primi quattro mesi del 2026 sono stati immatricolati in Italia 4.050 nuovi camper, il 14,96% in più rispetto alle 3.523 unità dello stesso periodo dello scorso anno. Una crescita superiore di quasi cinque punti alla media europea, ferma al 10%, che conferma il buon momento del turismo itinerante e anticipa uno degli appuntamenti più attesi dal comparto: il Salone del Camper, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre.

Il camper piace sempre di più agli italiani. E a settembre torna la fiera a Parma
Le immatricolazioni dei camper crescono del 14,96%, sopra la media europea

Un mercato che cresce tra nuovo, usato e noleggio

I numeri descrivono un mercato sostenuto sia dalle nuove immatricolazioni sia dalla vitalità dell’usato e del noleggio. Alla base c’è una domanda che continua a premiare una forma di vacanza costruita con maggiore autonomia, dalla scelta delle tappe alla durata delle soste, fino alla possibilità di modificare l’itinerario durante il viaggio. Una tendenza che incide anche sui territori attraversati, perché distribuisce i consumi lungo il percorso e porta visitatori in borghi, aree interne e località lontane dai flussi principali.

Il camper piace sempre di più agli italiani. E a settembre torna la fiera a Parma
Nuovo, usato e noleggio trainano un turismo più libero e diffuso nei territori

«Una vacanza in camper risponde alle esigenze di personalizzazione delle esperienze: è un modo di viaggiare più libero, flessibile e modulabile. Permette di scegliere tempi e itinerari, raggiungere luoghi autentici lontani dai grandi flussi e gestire la spesa lungo il percorso di viaggio, arricchendo le comunità locali - osserva Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper. La crescita delle immatricolazioni conferma che questa forma di vacanza è una componente determinante per la crescita del turismo italiano». L’aumento registrato tra gennaio e aprile rafforza una tendenza già emersa nel corso del 2025. Nei dodici mesi dello scorso anno, infatti, in Italia erano stati immatricolati 7.936 camper nuovi, con un incremento del 10,56% rispetto al 2024. Nello stesso periodo i passaggi di proprietà erano cresciuti del 6,05% e, sommando nuovo e usato, gli italiani avevano acquistato complessivamente più di 44mila camper.

L’Italia corre più dell’Europa e resta centrale nella produzione

Il confronto con il resto d’Europa aiuta a misurare la portata del dato. Come anticipato, nei primi quattro mesi del 2026 le immatricolazioni europee sono passate da 58.539 a 64.406 unità, con una crescita del 10%. L’Italia, con il suo +14,96%, ha quindi mostrato un andamento più vivace rispetto alla media continentale, pur all’interno di un mercato che continua ad avere nella Germania il proprio riferimento principale. Nel 2025 il mercato tedesco aveva totalizzato 75.368 nuove immatricolazioni, pari a oltre il 46% del totale europeo.

Il camper piace sempre di più agli italiani. E a settembre torna la fiera a Parma
L’Italia cresce più della media europea, in un mercato ancora dominato dalla Germania

L’Italia occupa invece il terzo posto tra i produttori di camper del continente, dopo Germania e Francia, ed esporta più dell’80% dei veicoli realizzati. Dietro ogni mezzo c’è una filiera composta da costruttori, aziende specializzate nei telai, produttori di componenti e accessori, imprese che si occupano degli allestimenti e operatori dei servizi legati ai veicoli ricreazionali. La componentistica italiana rifornisce sia i marchi nazionali sia quelli europei, contribuendo a sostenere un comparto industriale fortemente orientato all’esportazione.

Quanto vale il turismo in camper per i territori

Il valore generato dal comparto, però, prosegue anche dopo l’acquisto del camper e si trasferisce nei territori toccati dagli itinerari. Secondo diversi studi, la spesa giornaliera media di un equipaggio composto da due persone si avvicina ai 200 euro. La cifra comprende sosta e pernottamento, ristorazione, prodotti enogastronomici e artigianali, ingressi nei musei e utilizzo dei trasporti pubblici. Proprio la possibilità di distribuire questa spesa lungo il viaggio rende il turismo in camper interessante anche per le località meno frequentate. Un’area attrezzata può prolungare la permanenza dei visitatori e trasformare una tappa di passaggio in un soggiorno di più giorni, con ricadute su ristoranti, negozi, attività culturali e produttori locali. In questa direzione va il Fondo aree di sosta e turismo di prossimità del ministero del Turismo, che ha selezionato 152 progetti sui 237 presentati.

Le risorse assegnate ammontano a 25.760.191 euro e serviranno a realizzare o riqualificare 4.464 piazzole in 170 Comuni. Il 43,3% dei finanziamenti è destinato al Sud e alle Isole, il 28,5% al Nord e il restante 28,2% al Centro. Il bando si rivolgeva soprattutto ai Comuni con meno di 20mila abitanti, oltre alle località interessate da grandi eventi o situate vicino a siti Unesco e cammini riconosciuti. Una volta completati, gli interventi potrebbero generare 267 milioni di euro di ricavi all’anno, con un impatto economico complessivo di lungo periodo superiore a 373 milioni. L’obiettivo è creare una rete di strutture capace di accogliere i viaggiatori e accompagnarli alla scoperta di territori che spesso restano ai margini dei circuiti turistici più battuti.

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L’open air verso 68,4 milioni di pernottamenti nel 2026

A rafforzare questo scenario contribuiscono le previsioni sul turismo open air. Per l’intero 2026, l’Osservatorio Turismo Outdoor stima 68,4 milioni di pernottamenti, lo 0,4% in più rispetto all’anno precedente, e una spesa diretta di 5,12 miliardi di euro, pari a circa 75 euro al giorno per persona. La componente internazionale dovrebbe raggiungere 37,8 milioni di pernottamenti, quella italiana dovrebbe invece restare stabile a 30,6 milioni. Nel confronto tra i sei principali mercati europei analizzati dall’Osservatorio, l’Italia si colloca al secondo posto per presenze open air, alle spalle della Francia.

Il mercato si ritrova al Salone del Camper di Parma

Su tutti questi numeri si aprirà la 17ª edizione del Salone del Camper - Caravan, accessori, percorsi e mete, organizzata dalle Fiere di Parma in collaborazione con Apc, l’Associazione produttori caravan e camper. Dal 12 al 20 settembre costruttori, operatori e pubblico potranno confrontarsi sulle novità del mercato, dai veicoli agli allestimenti, fino agli accessori e alle destinazioni legate al turismo itinerante. L’edizione del 2025 aveva superato le 107mila presenze, con più di 310 espositori provenienti da 22 Paesi e oltre 600 veicoli presentati su una superficie espositiva di 110mila metri quadrati.

Il camper piace sempre di più agli italiani. E a settembre torna la fiera a Parma
Il Salone del Camper torna alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre

La manifestazione aveva inoltre ospitato 13 aree dedicate agli eventi e alle attività esperienziali, oltre a più di 500 giornalisti e blogger accreditati. Per nove giorni Parma tornerà così a riunire l’intera filiera del caravanning e del turismo en plein air. Il Salone offrirà al pubblico la possibilità di visitare i veicoli, confrontare modelli, dotazioni e prezzi e raccogliere indicazioni per i viaggi dei mesi successivi. Allo stesso tempo, sarà il luogo nel quale leggere l’evoluzione di un mercato che nel 2026 è partito più velocemente della media europea.