Ogni anno, da oltre vent’anni, un particolare giorno di ottobre la mia famiglia prepara delle squisite cotolette alla milanese con pomodorini e insalata, una crostata di nutella e apre una bottiglia di Dom Perignon con la quale festeggiamo insieme il mio compleanno. Non voglio regali, il regalo è stare con loro a condividere il pranzo o la cena, in relazione ai vari impegni. Questo semplice rituale mi riempie di gioia, ogni volta mi emoziono, non soffro per l’età che avanza bensì ricordo con piacere i compleanni ma soprattutto l’affettuosa compagnia.

Certi cibi possono rievocare piacevoli ricordi in ognuno di noi
Certi cibi possono rievocare piacevoli ricordi in ognuno di noi

Il cibo che riporta alla mente persone e momenti speciali

La crostata di nutella viene proposta una sola volta all’anno, ma basta un singolo piatto per risvegliare in me, come in ognuno di noi, un ricordo al quale ha fatto seguito un’emozione. Basta un luogo, una canzone, un profumo o un piatto particolare. Un piatto che abbiamo condiviso con qualcuno di speciale e che ci ritorna in mente anno dopo anno. Il desiderio di rivivere quell’emozione è forte, ma è bene sapere che non potremo rivivere la stessa emozione nello stesso modo perché le cose cambiano, cambiano le persone, tutto cambia in definitiva. Accettare il cambiamento è una condizione mentale necessaria per vivere meglio. Sottolineo meglio in quanto non si tratta di bene o male, ma di essere consapevoli, di vivere quel momento come unico e irripetibile.

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Le occasioni a tavola che diventano ricordi indelebili

Altre occasioni ci porteranno nuovi ricordi e nuove emozioni. Per chi viaggia molto potrebbe bastare il panino mangiato velocemente prima di un appuntamento che, se ci ha consentito di chiudere un importante contratto, ricorderemo emozionati con gioia, e per coloro che sono superstiziosi il piatto fisso. Altri ricorderanno una promozione, il pranzo di Natale oppure una normale cena tra colleghi che poi si è trasformata in qualcosa di indimenticabile. Ricordo un invito ricevuto da un collega di molti anni addietro che desiderava farci assaggiare la famosa bagna càuda cucinata in maniera tradizionale nella sua baita di montagna. Eravamo in 7 e tutti abbiamo concordato che sarebbe stato divertente e piacevole passare una serata in compagnia senza pensare al lavoro. Mentre ci dirigevamo verso la sua baita, un collega disse «ma la bagna càuda non è pesante? Domani lavoro e ho una riunione importante». Sorridendo, gli abbiamo risposto di stare sereno e che bastava non esagerare con cibo e vino. Purtroppo, ci sbagliavamo.

La bagna càuda, una specialità storica piemontese, che però può risultare difficile da digerire
La bagna càuda, una specialità storica piemontese, che però può risultare difficile da digerire

Infatti, una volta arrivati dopo circa un’ora e mezza di viaggio, l’odore fortissimo che usciva dalla baita aveva colpito le nostre narici già dal parcheggio. La baita, piccola e accogliente, odorava completamente e pesantemente di aglio, acciughe e olio cotti nella terracotta (fujot), il vino abbondava e a fine cena l’idea di dormire lì sembrava la migliore soluzione dopo una gustosissima e piacevolissima serata. Niente da fare, dovevamo tornare a Milano, la riunione del collega, altri impegni di tutti e, piccolo problema ma decisivo, nella baita non c’erano letti. Durante il prudente viaggio di ritono ci annusavamo e ridevamo all’idea che quella cena sarebbe stata ricordata da tutti noi e da tutti coloro con i quali saremmo entrati in contatto nei giorni successivi. Io ho dormito due giorni sul divano ma non sono stato l’unico.

Anche le esperienze negative restano legate al cibo

I bei ricordi sono un ottimo motivo per ricreare situazioni o mantenere vive le relazioni con le persone giuste, per riprovare quelle emozioni. Tuttavia, potremmo avere anche ricordi meno piacevoli, persino brutti in alcuni casi, mi auguro pochi ma è difficile immaginare che non ci siano stati o che siano stati dimenticati. Banalmente, un’indigestione, una sbornia o una cena con le persone sbagliate si ricordano parimenti alle altre.

Possono anche esserci ricordi negativi di una cena, specie se si è esagerato col bere
Possono anche esserci ricordi negativi di una cena, specie se si è esagerato col bere

Esistono persone che dopo avere mangiato troppo e male provano disgusto per quella pietanza, dopo una sbornia non si beve più quel liquore, non si vogliono rivivere quei momenti. Proteggiamo il nostro fisico e la nostra mente e forse dovremmo farlo più spesso, addirittura dovremmo prevenire certe situazioni.

Non solo gusto: tutti i sensi costruiscono la memoria

Abbiamo già condiviso alcuni concetti negli articoli precedenti, non si tratta solo di gusto ma anche di tatto, udito, vista e olfatto. Mangiare con gli occhi, i profumi domenicali, lo sfrigolio nella padella o il pollo mangiato con le mani sono decisivi per riaffermare ricordi ed emozioni. Non sono un buongustaio, mangio quasi tutto, bevo poco vino ma adoro la birra. Mio figlio ha praticato il rugby per alcuni anni e dopo averlo visto giocare partecipavo con grande piacere al “terzo tempo”, essendo stato anche un dirigente accompagnatore della squadra.

Il terzo tempo, un rito quasi sacro dopo le partite di rugby
Il terzo tempo, un rito quasi sacro dopo le partite di rugby

Stare con loro, con i giovani, e insieme cantare, festeggiare o ripensare a cosa si poteva fare meglio per vincere è un altro dei bei ricordi che ho avuto la fortuna di condividere con mio figlio. Una birra media e un gustosissimo panino con carne di maiale sfilacciata cotta nella salsa bbq era il menu preferito, mai più mangiato, e questo rende ancora più emozionante quel ricordo.

Dalle partite alle tavole di famiglia

Anche con mia figlia, pallavolista come me negli anni ‘80/’90, le emozioni prima, durante e dopo la sua partita hanno inciso sul luogo dove andare a mangiare e su cosa mangiare. Dopo una sconfitta una pizza veloce, occhi bassi e poche parole, ma dopo una vittoria un ristorantino adeguato dove assaporare qualcosa di sfizioso ci stava bene.

I ricordi possono essere piacevoli oppure no, le emozioni vissute sono comunque positive perché ci insegnano tanto, ad esempio che la bagna càuda non fa per me (la rifiuto a priori). Viceversa, gradisco un panino e una birra, mi basta davvero poco. Cotolette, crostata di nutella e champagne, che gioia.