«Sono quattro settimane che non torno a Milano. Quando ho il giorno libero vado a pescare, alla scoperta di cantine e degustare vini, a stanare piccoli produttori locali e conoscere i prodotti della zona. Assaporo questa terra. Dopo un anno, ora mi sento a casa, sto bene e mi sento bene, rinato. Le radici profonde di questa parte di Piemonte mi stanno avvolgendo, percepisco la simbiosi con lo spirito di Bossolasco, la foresta di bossi», dice Luca La Peccerella chef resident de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote a Bossolasco (Cn).

L'Orangerie, il ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
Per diversi anni lo chef La Peccerella ha fatto parte della brigata di Roberto Di Pinto, chef di Sine by Di Pinto - Milano e consulente dell’apertura dell’Orangerie, la splendida terrazza panoramica che si affaccia da una parte sulla valle da cui domina il Monviso e dall’altra sul giardino all’italiana, suddiviso da quattro tipologie di rose, del relais. Toni sobri, piante di agrumi, pianoforte a coda e sedie in ferro battuto con soffici cuscini, un’ampia cucina a vista, dove si muovono in silenzio e ritmo preciso lo chef Luca e la sua brigata: «Siamo entrati in punta di piedi. Lo chef Di Pinto napoletano e io di Benevento, “i forestieri”. Una sfida personale in campo aperto in una terra generosa sì, ma al tempo stesso rigorosa e austera, non potevamo sbagliare. L’umiltà e il nostro lavoro sapevamo ci avrebbero aiutati. Ed è stato così. Dovevamo però prima entrare in armonia col tessuto locale e oggi, i contadini del posto mi invitano a vedere il loro orto e mi regalano le primizie che raccolgono la mattina presto. L’accoglienza ha scalzato la diffidenza».
Le Due Matote a Bossolasco, il paese delle rose
Siamo a Bossolasco e, grazie ad un’amministrazione illuminata che anni addietro regalò rose ai suoi abitanti per piantarle e rendere il paese più bello, oggi è conosciuto come il paese delle rose che, da aprile a giugno, un profumo intenso avvolge le viuzze in pietra di questo piccolo comune a 750 mt in provincia di Cuneo. Siamo in Alta Langa, zona che battezza le bollicine prodotte anche con le uve di questa parte di Langa che amo definire “AltRa Langa”, quella più defilata, silente, meno battuta.
La piscina esterna del relais Le Due Matote
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Il giardino del relais Le Due Matote
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L'orto del relais Le Due Matote
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La piscina del relais Le Due Matote
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Particolare della stanza del relais Le Due Matote
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Il lussuoso bagno di una delle suite del relais Le Due Matote
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Una delle camere del relais Le Due Matote
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La piscina esterna del relais Le Due Matote
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Qui, in un vecchio casale del XVI-XVII secolo Arianna Cefis, dopo due anni di restauro conservativo e innovativo apre le porte de Le Due Matote, luxury relais di sei stanze con spa, piscina a sfioro e più di 450 rose piantate. Charme, gusto, ecosostenibilità, attenzione garbata ai dettagli e un intreccio tra storia, cultura e recupero rendono questo luogo senza tempo né confini.
La cucina di La Peccerella a Le Due Matote
La cucina di La Peccerella offre tutto quello che ci si aspetta in Langa: vitello tonnato, plin, carne bianca e rossa, i prodotti dell’orto simbiotico e la stagionalità. Quello che non ti aspetti sono le incursioni campane negli stessi piatti che, se di primo acchito si guardano con una punta di perplessità, appena in bocca si avverte come le radici vecchie possono intrecciarsi con quelle nuove, dando vita ad un innesto di sapori che non destabilizzano ma flirtano e ammiccano. Convince, convince molto la cucina dello chef. Cresciuta a vitello tonnato, plin e tajarin, è stata una continua demolizione di impolverate zone di comfort che avevano bisogno di quella cazzimma napoletana per dare brio e spingere le emozioni su altri livelli.

Lo chef Luca La Peccerella con la brigata del ristorante L‘Orangerie del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
Vince a mani basse la pizzetta fritta con vitello tonnato, capperi, jus e insalatina dell’orto; fresca piacevole ed equilibrata l’ostrica Gillardeau al pisco sour e guacamole; il foie gras al torchon, ciliegie, mostarda di mele e babà tostato, toglie il fiato.
Il menu Piacere Luca a Le Due Matote
Lo chef incalza con il suo menu “Piacere Luca”. Si presenta così, come etichetta e buone maniere suggeriscono, con un: “Piacere Luca”, la sua è una stretta di quelle che mi piacciono: forte, franca, aperta e di cuore. ‘Nu piezz’e core. Una mano vigorosa, gentile e ferma. Si continua con un sashimi di ricciola accompagnato da susine cugnà e caviale, salsa citronette e mosto cotto; fiore di zucca ripieno di seirass (una ricotta di latte intero vacca o pecora inserita in piccoli coni per la maturazione) e salsa al basilico.
Bucatini Gerardo di Nola al fondente di cipolla de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
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Plin ripieni classici de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
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Il coniglio di Carmagnola alla royale de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
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Il babà bagnato al momento, scegliendo tra una selezione di rum de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
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Bucatini Gerardo di Nola al fondente di cipolla de L’Orangerie, ristorante gourmet del relais Le Due Matote. Foto: Facebook relais Le Due Matote
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La sabauda tartare di carne lascia spazio, o forse se lo prende, il confine è molto sottile, alla tartare di calamaro, barbabietola, semi di lino e mela, chips di patate viola, crema di piselli chiusa con una centrifuga di mela verde e sedano per rinfrescare. Bucatini Gerardo di Nola al fondente di cipolla «fatto come faceva la domenica mio papà, con sei tipi di cipolle lavorate in modi differenti e mantecato con pecorino di Beppino Occelli, un parmigiano 30 mesi e olio estratto da peperone». Ma è sui plin che l’audacia, il coraggio e l’ironica personalità campana sfida i commensali. Plin classici, serviti su un tovagliolo candido come le guglie del Monviso che osserva la danza dei piatti serviti. La rassicurante certezza. E la visione dello chef «omaggio a nonna Ida e al suo ragù». Plin ripieni di ragù. La cazzimma. «In punta di piedi». Intenso il coniglio di Carmagnola alla royale, con all’interno foie gras, verdure di stagione e un rabbit di pane farcito con tonno di coniglio all’ischitana e completato con una salsa alla cacciatora.
Il babà bagnato al momento, scegliendo tra una selezione di rum, viene tagliato e farcito con crema e panna perché: «come dice Marisa Laurito, il babà è una cosa seria». E noi ci crediamo.
Le due Matote Relais - L’Orangerie
Località Curine Pratofreddo Pratofreddo 1 - 12060 Bossolasco (Cn)
Tel 0173 388668