LUXURY GLOBALE

Dal ristorante alle ville: Nobu diventa un marchio globale dell'ospitalità
In Algarve, Portogallo, nascerà un resort Nobu con hotel, ristorante, ville e residenze di lusso, seguito da un beach club. È l'ultima evoluzione di un marchio nato dalla cucina dello chef Nobu Matsuhisa e diventato una piattaforma mondiale tra ristorazione, hotellerie e immobiliare.
Un ristorante ormai non basta più. Nobu, il marchio nato dalla cucina dello chef giapponese Nobu Matsuhisa e diventato uno dei nomi più riconoscibili della ristorazione internazionale di lusso (da tempo presente a Milano in alleanza con Armani e ultimamente anche a Roma), prepara un nuovo passo nella trasformazione da insegna gastronomica a brand globale dell'ospitalità e dell'immobiliare. Il nuovo progetto sorgerà a Monte Rei, nell'Algarve orientale, in Portogallo (in foto di apertura). Secondo quanto annunciato il 28 luglio, il complesso comprenderà un Nobu Hotel, il ristorante Nobu, ville e residenze private, oltre a strutture dedicate al tempo libero. In una fase successiva è prevista anche la realizzazione di un beach club sulla costa. I lavori dovrebbero iniziare nel 2027, mentre l'apertura dell'hotel è prevista per il 2029.
Dalla cucina giapponese a un sistema globale del lusso
Il dato interessante non è però l'arrivo dell'ennesimo hotel di lusso in Algarve. È capire cosa sia diventato Nobu. Il progetto nasce dall'incontro tra Nobu Matsuhisa, l'attore Robert De Niro e il produttore e imprenditore Meir Teper. Il primo ristorante Nobu aprì a New York nel 1994, costruendo il proprio successo sulla cucina giapponese di Matsuhisa contaminata dalle esperienze maturate dallo chef soprattutto in Sud America.
Da lì è nato un marchio internazionale che ha progressivamente superato i confini della ristorazione. Il ristorante ha aperto la strada agli hotel e gli hotel, a loro volta, stanno diventando il motore per entrare nel mercato delle branded residences, le abitazioni di lusso associate a un marchio internazionale dell'ospitalità. Monte Rei porta questo modello quasi alla sua forma completa: si può cenare da Nobu, dormire da Nobu e comprare casa da Nobu.
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Il ristorante diventa il marchio che vende l'hotel
È un ribaltamento interessante rispetto al modello tradizionale dell'hotellerie. Per decenni erano i grandi alberghi ad aprire ristoranti prestigiosi per rafforzare la propria offerta. Qui accade quasi il contrario: è la notorietà costruita dal ristorante a dare valore all'hotel e alle residenze immobiliari. La cucina diventa quindi una porta d'ingresso verso un business molto più ampio. L'Algarve è un terreno ideale per questo sviluppo: turismo internazionale di fascia alta, golf, seconde case e una forte presenza di acquirenti stranieri.
Monte Rei è già una destinazione luxury legata al golf e l'ingresso di Nobu punta ad aggiungere gastronomia, ospitalità e lifestyle a un'offerta che non vuole limitarsi al soggiorno alberghiero. Il risultato spiega dove sta andando una parte della ristorazione internazionale di fascia alta. Il valore non è più soltanto nel numero dei coperti o nel conto del ristorante, ma nella capacità del nome costruito a tavola di vendere un intero stile di vita. E Nobu, partito da un ristorante newyorkese poco più di trent'anni fa, oggi può mettere quel nome non soltanto sopra una porta, ma sopra un hotel, una villa e perfino una casa da acquistare.
Nobu, dal ristorante di New York agli hotel: in Italia arriva con Armani
Alla base dello stile Nobu c'è una cucina diventata immediatamente riconoscibile: tecnica e prodotti giapponesi contaminati dalle esperienze internazionali dello chef, in particolare da quella maturata in Perù. Nascono così piatti diventati firme del marchio, come Black Cod Miso, Yellowtail Jalapeño e Rock Shrimp Tempura. Dal ristorante il business si è progressivamente allargato all'hotellerie: il primo Nobu Hotel apre a Las Vegas nel 2013. Poi arrivano resort, branded residences e nuovi progetti immobiliari, fino a trasformare il nome dello chef in un vero marchio internazionale del lifestyle di lusso.
Il rapporto con l'Italia parte da Milano, dove Nobu Milano apre nel 2000 dalla collaborazione tra Giorgio Armani e Nobu Matsuhisa. È una presenza importante anche nella storia internazionale del marchio: l'incontro tra l'universo gastronomico di Matsuhisa e quello della moda italiana porta nel cuore del Quadrilatero un modello di ristorazione giapponese contemporanea destinato a diventare familiare al pubblico internazionale. Milano rappresenta quindi la radice storica di Nobu in Italia e precede di oltre vent'anni lo sviluppo alberghiero del marchio nel nostro Paese.
Roma, il ristorante diventa hotel
Il passaggio successivo avviene a Roma, ma con una dimensione completamente diversa. In via Vittorio Veneto 155 opera oggi il Nobu Hotel Roma, dove il marchio non identifica più soltanto il ristorante ma l'intera esperienza di ospitalità. Il sito ufficiale indica 117 camere e suite, compresa la Nobu Villa, oltre al Nobu Roma, al rooftop bar, alla Mizu Urban Spa e agli spazi per eventi. La ristorazione resta centrale: il ristorante propone i classici internazionali di Matsuhisa insieme a specialità dedicate alla destinazione romana e il servizio Nobu in camera è disponibile 24 ore su 24.
È la differenza fondamentale tra le due presenze italiane. Milano è il Nobu nato come ristorante globale; Roma rappresenta il Nobu diventato marchio dell'hospitality. Ed è proprio quest'ultimo modello che il gruppo sta portando ancora più avanti in destinazioni come l'Algarve: non soltanto ristorante e albergo, ma anche ville, residenze e beach club. Dal tavolo del ristorante alla casa da comprare, il salto di scala è ormai completo.


