GERACE

Nel borgo tra Ionio e Aspromonte che sembra un set medievale
Gerace è un piccolo gioiello calabrese fra l'Aspromonte e il mare Ionio, dove la storia si respira ad ogni angolo. Più che un semplice borgo da cartolina da visitare al volo, oggi il paese sta cercando di ritrovare la sua vita e trattenere i suoi giovani. Tra vicoli in pietra, l'imponente Cattedrale, laboratori artigiani e piatti della tradizione della Locride, Gerace invita a rallentare e vivere un'esperienza da veri locali
Indice
- 1Come arrivare a Gerace
- 2Turismo sostenibile: la strategia contro lo spopolamento
- 3Cosa vedere a Gerace: itinerario tra Cattedrale, Castello Normanno e botteghe
- 4"Gerace: Sogno Normanno"
- 5Enogastronomia locale e ospitalità: i sapori tipici della Locride
- 6Dove dormire e dove mangiare a Gerace
- 6.1Palazzo Sant'Anna
- 6.2Palazzo Candida
- 6.3Ristorante La Broccia
- 7In Jeep tra la rupe e le "Dolomiti del Sud"
Ci sono luoghi in cui la geografia ha finito per diventare parte della storia. Gerace è uno di questi. Arroccato su una rupe di pietra arenaria a circa cinquecento metri d'altezza, guarda da una parte verso il Mar Ionio e dall'altra verso le montagne dell'Aspromonte. Non si fa fatica a capire come mai è stato dichiarato tra "I Borghi più belli d'Italia" ed ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Basta camminare per le sue strade per capire perché: i vicoli stretti, i portali in pietra, le facciate delle chiese e dei palazzi raccontano una storia lunga secoli.
Gerace è conosciuta anche come la "Città delle cento chiese” (oggi non ha davvero cento chiese, ma in passato i luoghi di culto erano effettivamente tanti, ndr). Il centro storico conserva tracce diverse, dalle origini degli insediamenti della Magna Grecia a quelle bizantine fino alla presenza normanna di Ruggero d’Altavilla, figura che ancora oggi occupa un posto importante nel racconto del borgo e che viene valorizzata anche attraverso il network e la campagna culturale "Siamo tutti Ruggero", pensati per collegare la storia del territorio alla sua promozione.
Eppure, nonostante il patrimonio e i riconoscimenti ottenuti negli anni, Gerace ha vissuto a lungo uno dei problemi comuni a molti piccoli comuni del Mezzogiorno: lo spopolamento. Generazioni di giovani hanno lasciato il paese per studiare o lavorare nelle città del Nord Italia e all'estero, lasciando dietro di sé case, attività e intere parti del centro storico sempre più vuote. È un fenomeno che, se prolungato nel tempo, rischia di cambiare profondamente la natura di questi luoghi: edifici e monumenti possono essere conservati, ma senza una comunità che li abita un paese rischia di trasformarsi lentamente in un luogo visitato soltanto per qualche ora.
È anche da questa esigenza che nasce il progetto "Gerace Porta del Sole". L'intervento, finanziato con 20 milioni di euro nell'ambito del PNRR Borghi (Linea A), punta a una trasformazione che va oltre il recupero degli spazi urbani. L'obiettivo è fare di Gerace una destinazione culturale, mettendo insieme la conservazione del patrimonio alle nuove occasioni di sviluppo economico.
Come arrivare a Gerace
In aereo: Scalo di Lamezia Terme (SUF), distante circa 110-120 km.
In auto (consigliata): Dall'aeroporto o dall'autostrada A2, uscire a Rosarno, imboccare la SS682 "Jonio-Tirreno" in direzione Marina di Gioiosa Ionica, proseguire sulla SS106 fino a Locri e salire lungo la Ex SS111 verso Gerace.
In treno + bus/taxi: Dalla stazione di Lamezia Terme Centrale prendere il treno regionale/Intercity per Locri (linea Jonica). Da Locri (distante solo 10 km) si sale al borgo tramite bus locali o servizi di transfer/taxi.
Turismo sostenibile: la strategia contro lo spopolamento
Il ragionamento alla base del progetto parte da un dato piuttosto concreto: per convincere un giovane a restare, oppure a tornare dopo aver fatto un'esperienza altrove, non basta l’orgoglio delle radici per il proprio paese. Servono servizi, collegamenti, attività e soprattutto possibilità di lavoro. "Porta del Sole" prova quindi a mettere in relazione turismo sostenibile, produzioni enogastronomiche, ospitalità e artigianato. L'obiettivo è aumentare la presenza di Gerace tra le mete turistiche e fare in modo che le presenze generino ricadute anche per chi vive qui, attraverso nuove imprese, startup culturali, servizi di accompagnamento e strutture ricettive.
Il recupero di un borgo, insomma, non può fermarsi alle facciate e ai monumenti. Deve riuscire a creare condizioni perché qualcuno possa immaginare di costruirci la propria vita.«I grandi flussi turistici non si muovono più soltanto per visitare un luogo passivamente, ma vogliono viverlo, farne esperienza profonda», ha raccontato il sindaco Rudi Lizzi parlando del futuro del borgo. «Il nostro obiettivo è trasformare Gerace in un polo attrattivo permanente, capace di destagionalizzare l'offerta e creare vere opportunità economiche e lavorative per i nostri giovani.»
In questa direzione vanno anche alcuni degli interventi previsti, che cercano di rendere più semplice la visita senza modificare il carattere storico del paese. Tra questi ci sono una nuova SPA cittadina, un impianto di collegamento verticale tra i parcheggi e la parte alta del borgo e diversi progetti legati al digitale, dalla realtà aumentata ai percorsi immersivi dedicati soprattutto alla storia normanna (Il 2027 sarà l’anno dei Normanni e ci saranno iniziative ad hoc che animeranno il borgo).
Cosa vedere a Gerace: itinerario tra Cattedrale, Castello Normanno e botteghe
Per conoscere Gerace bisogna camminare. Il centro storico si sviluppa tra vicoli e salite e ha due punti di riferimento principali: Piazza del Tocco, che per tradizione è stata uno dei luoghi della vita sociale e nobiliare del paese, e Piazza Cattedrale, dominata dalla grande facciata della basilica. Il percorso può iniziare dalla Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, costruita nell'XI secolo e caratterizzata dalla presenza di elementi romanici, bizantini e normanni. È uno di quei monumenti che ha fruito dei fondi per il recupero e all'interno, le tre navate sono divise da venti colonne in granito e marmo di recupero. Tra gli elementi da vedere ci sono la Cappella della Madonna dell'Itria e la scultura rinascimentale dell'Incredulità di San Tommaso, realizzata dalla bottega dei Gagini.
Scendendo nella Basilica Inferiore e proseguendo verso il Museo Diocesano si incontra una raccolta di opere d'arte sacra che conserva pezzi di particolare interesse, tra cui la stauroteca bizantina del XII secolo in lamina d'oro e pietre dure, la statua dell'Assunta in argento di manifattura napoletana, una ricca sezione espositiva dedicata alle maioliche storiche geracesi e ai libri antichi dell'archivio capitolare e l'arazzo fiammingo di Jan Leyniers, realizzato a Bruxelles nel Seicento e il piano grande conservato in Calabria.
Poco distante si trova la Chiesa di San Francesco d'Assisi, dove vale la pena entrare soprattutto per vedere l'altare barocco in intarsio marmoreo, mentre lo sguardo viene attirato dalla cupola ricoperta di maioliche colorate della Chiesa del Sacro Cuore, un elegante esempio di architettura del Settecento. Nelle strade più interne del paese compaiono invece alcune piccole chiese rupestri, testimonianza della presenza e dell'influenza bizantina che hanno caratterizzato la storia di Gerace.
Continuando a salire si raggiunge la parte più alta del borgo e il Castello di Gerace, la fortezza riedificata da Ruggero II dalla quale si apre un panorama molto ampio. Altrettanto interessante è fermarsi alla Passeggiata di San Domenico o al belvedere de Le Bombarde, da dove si possono vedere i boschi dell'entroterra e, nelle giornate limpide, la costa e il mare della Costa dei Gelsomini.
Ma Gerace non offre soltanto monumenti e punti panoramici. Come ha raccontato Loredana Panetta, responsabile dei servizi comunali, uno degli obiettivi è fare in modo che chi arriva possa conoscere anche la vita quotidiana del paese: «Abbiamo strutturato l'accoglienza su sette percorsi tematici pensati proprio per far "mettere le mani in pasta" a chi arriva. Non ci si limita a passeggiare: si può partecipare a laboratori attivi per impastare la pasta fresca, creare saponi naturali o riscoprire la tessitura al telaio, affiancando gli argagnari, i nostri storici maestri vasai.»
A queste attività si aggiungono la stanza immersiva di via Roma, dedicata attraverso un percorso multimediale alle testimonianze bizantine della Calabria, le giornate geologiche sulla formazione della rupe e Explore Gerace. Quest'ultima è la piattaforma digitale ufficiale del borgo e permette di organizzare la visita direttamente dallo smartphone, con mappe interattive, itinerari tematici, più di cinquanta punti audioguida e tour virtuali. In questo modo ognuno può scegliere cosa vedere e costruire il proprio percorso.
"Gerace: Sogno Normanno"
A completamento delle guide informative sulla città, il Comune di Gerace e la Pro Loco hanno pubblicato la brochure ufficiale Gerace: Sogno Normanno (maggio 2026). Il documento funge da vademecum promozionale per la fruizione esperienziale e multimediale del borgo.
Cosa contiene:
- Tecnologia & Smart Borgo: Le istruzioni e la mappa dei punti interattivi con realtà virtuale (VR), visori di ultima generazione e l'ologramma di Ruggero il Normanno.
- Botteghe & Laboratori Artigiani: Un catalogo delle attività tradizionali a cui è possibile partecipare (lavorazione della ceramica al tornio, tessitura al telaio, preparazione manuale di saponi e marmellate).
- Tour & Rievocazioni Storiche: Dettagli sui percorsi guidati in costume, caccie al tesoro (Il Segreto dei Normanni) e sulle manifestazioni storiche storicizzate (Il Borgo Incantato e Il Tocco).
- Itinerari Outdoor: Suggerimenti per escursioni naturalistiche verso il Parco dell'Aspromonte (come il Safari in Campagnola) e tappe sul Cammino Basiliano
Enogastronomia locale e ospitalità: i sapori tipici della Locride
Anche la cucina è parte del modo in cui Gerace sta cercando di raccontarsi. Negli ultimi anni ristoratori, produttori, artigiani e commercianti hanno iniziato a lavorare maggiormente in rete, con l'idea di valorizzare i prodotti locali e rendere più facile per chi visita il paese entrare in contatto con questa realtà.
La giornata può iniziare, ad esempio, al Bar Cattedrale, con un caffè e qualche prodotto di pasticceria artigianale al bergamotto (tra cui la granita). Nel pomeriggio, quando le temperature scendono e la luce cambia, una sosta da Al Tocco permette di provare un aperitivo o una degustazione. Tra gli assaggi ci sono l'Oliva Grossa di Gerace, il Caciocavallo di Ciminà - Presidio Slow Food legato a una lavorazione tradizionale - e i salumi ottenuti dal Suino Nero d’Aspromonte, allevato allo stato brado nei boschi della zona.
La sera arriva il momento della cucina vera e propria. Al Ristorante La Broccia si trovano piatti legati alla tradizione locale, a partire dalla pasta fresca, con proposte come gli gnocchetti al ragù e la Stroncatura del Pastificio Alessia, una pasta integrale di recupero dal gusto deciso. Palazzo Candida propone invece un'esperienza più raccolta: con la formula “A tavola con la Locride”, lo chef Eros Ameduri accompagna le portate con il racconto delle materie prime e delle loro origini. Nel menu non possono mancare l'Insalata di Stocco di Mammola e lo Stocco in padella alla Geracese, preparato con pomodorini e olive e lavorato con le acque delle sorgenti aspromontane.
Per concludere la cena ci sono i dolci della tradizione, dalle Nacatole ai Rafioli con la caratteristica glassa bianca a base di albume e zucchero. Per il vino si può scegliere un calice di Greco di Bianco Doc, passito prodotto con uve lasciate ad appassire al sole della costa. Un'altra possibilità è Kitza, il liquore al gelsomino creato da Rosetta Bolognino e dedicato alla memoria delle gelsominaie della Locride.
Quando la sera avanza, chi è arrivato per una visita in giornata comincia a lasciare il centro e le strade tornano tranquille. È anche il momento in cui ha senso fermarsi a dormire a Gerace. Accanto alla Porta del Sole, con una terrazza affacciata verso la costa, si trova Palazzo Sant'Anna, antico monastero del Trecento di proprietà comunale recuperato e affidato alla gestione di una cooperativa di giovani del territorio. Soggiornare qui permette di vivere il paese anche nelle ore in cui non ci sono più visitatori, quando la luce del mattino torna a illuminare la rupe e il panorama si apre verso il mare.
Dove dormire e dove mangiare a Gerace
Palazzo Sant'Anna
Nato nel 1344 come monastero di clausura e affacciato sul cosiddetto "Balcone sul Jonio", Palazzo Sant'Anna conserva l'impianto storico dell'edificio ma viene oggi gestito da una realtà giovane. Gli ambienti sono caratterizzati da antichi saloni e corridoi, mentre il punto più interessante rimane la terrazza panoramica.
La struttura dispone di 13 camere tra standard e suite, tra antichi saloni e corridoi, offrendo un soggiorno che include la connessione Wi-Fi, la climatizzazione in tutti gli ambienti e il servizio di assistenza per bagagli ed escursioni. Il punto più interessante rimane la terrazza panoramica. La colazione è inclusa con vista sulla rupe e sul mare. È una soluzione adatta soprattutto a chi cerca un soggiorno tranquillo e vuole vedere Gerace anche dopo la partenza dei visitatori giornalieri
Palazzo Candida
Palazzo Candida è una dimora storica nel centro del paese, recuperata attraverso un intervento di restauro voluto da Rocco Franco e Aura Nasticola. La struttura dispone di cinque camere affacciate sui vicoli e sul mare e ospita al suo interno il ristorante La Làmia, guidato dallo chef Eros Ameduri. La proposta gastronomica segue la formula "A tavola con la Locride", durante la quale ogni portata viene raccontata agli ospiti, dalla provenienza degli ingredienti alla loro lavorazione.
Tra le specialità ci sono il Caciocavallo di Ciminà alla piastra e diversi piatti dedicati allo Stocco di Mammola. È una soluzione che mette insieme il recupero di una dimora di famiglia, l'ospitalità e una cucina legata ai prodotti della Locride.
Ristorante La Broccia
Tra i vicoli in pietra del centro storico, La cucina de La Broccia è legata soprattutto ai prodotti e alle ricette della tradizione geracese. Il nome deriva dall'antico termine dialettale utilizzato per indicare la forchetta e richiama proprio l'idea di una cucina semplice e casalinga.
La pasta fresca viene preparata ogni giorno e tra i piatti più rappresentativi ci sono gli gnocchetti al ragù e la Stroncatura del Pastificio Alessia, servita secondo la ricetta tradizionale con condimenti e briciole di pane tostato. Il menu comprende inoltre salumi di Suino Nero e formaggi locali, da accompagnare in un ambiente informale e conviviale.
In Jeep tra la rupe e le "Dolomiti del Sud"
Per vedere il territorio oltre il centro storico si può partire dalle piazze di Gerace a bordo di una Jeep accompagnati da una guida locale. Il percorso lascia progressivamente le strade del borgo e sale verso l'Aspromonte, attraversando tornanti, fiumare e zone boscose, con diversi punti da cui guardare verso la costa. Lungo la strada ci si può fermare presso alcune sorgenti di montagna o ad un laghetto artificiale nascosto tra i boschi, prima di arrivare ai grandi blocchi di arenaria conosciuti come le "Dolomiti del Sud", o Rocche di San Pietro. È un modo per conoscere la parte più naturale del territorio e capire quanto il paesaggio attorno a Gerace sia strettamente legato al borgo.


