A DORNBIRN
Il ristorante in Austria nascosto in una Casa Rossa del 1639
Dornbirn compie 125 anni da città: nel cuore del Vorarlberg, tra archeologia industriale e piazze vivaci, la Rotes Haus racconta una storia secolare anche attraverso una cucina austriaca ricca di specialità da provare
Ha compiuto 125 anni, ma non li dimostra, la città austriaca di Dornbirn, la più grande del Vorarlberg, nella pianura a pochi chilometri dal capoluogo Bregenz, ha festeggiato a giugno questo importante anniversario con tre giornate di festa che hanno coinvolto gli abitanti e i turisti. L’insediamento in realtà è molto più antico, ma solo nel 1901 il paese di campagna, sviluppatosi come luogo di mercato per le vallate vicine, fu elevato al rango di vera città e cominciò quello sviluppo che ne ha fatto oggi la destinazione più grande della regione.
Questa storia ultrasecolare ha lasciato in eredità alla città un patrimonio di archeologia industriale, oggi riconvertito in spazi culturali e creativi. Il suo volto produttivo e quello turistico si completano perciò in maniera naturale e il fulcro del traffico è il raccolto centro storico pedonale, con la piazza del mercato su cui sorge la chiesa, attorniata da negozi eleganti e una miriade di locali sempre affollati.
La Rotes Haus di Dornbirn: storia e cucina nella Casa Rossa
Proprio su questa piazza, accanto alla chiesa di San Martino, si affaccia la Rotes Haus, la Casa Rossa: un edificio del 1639 che nei secoli ha ospitato feste, mercati e persino decisioni politiche fondamentali per la città, tanto da essere considerato oggi il vero e proprio simbolo di Dornbirn. Salvato dalla demolizione nel 1954 e restaurato con grande cura filologica, conserva al primo piano le sue caratteristiche stube rivestite in legno antico, un ambiente raccolto e fascinoso che d'estate si apre su un ampio dehors con ombrelloni, proprio di fronte al passeggio della piazza.
Meta abituale degli abitanti e dei turisti, necessita sempre una prenotazione nelle giornate più affollate. La cucina propone un percorso che parte da un menu degustazione consigliato: si apre con un'insalata a foglie con finferli, striscioline di speck e il condimento della casa, prosegue con una sella di cervo cotta al punto rosa, servita con salsa alla panna e funghi porcini, verdure estive e crocchette al rosmarino, e si chiude su note fresche con una mousse di lime e menta accompagnata da sorbetto all'anguria. In abbinamento, la carta consiglia due vini agli antipodi per provenienza e carattere: il Rotes Haus Wiener Gemischter Satz, bianco viennese della cantina di famiglia Mayer sul Nussberg vicino a Vienna, e un Primitivo Igt pugliese della cantina Feudo Badala.
Cosa mangiare a Dornbirn: i piatti della cucina austriaca
Chi non opta per il menù degustazione trova una carta ampia e strutturata per stagione. Tra gli antipasti spiccano il carpaccio di filetto di manzo con salsa Cipriani, finferli sott'olio e scaglie di formaggio alpino del Bregenzerwald stagionato 24 mesi, le fette marinate di Tafelspitz freddo con cipolle e cren, la tartara di manzo alla maniera della casa con confit di cipolle e caviale di soia, e i gamberoni saltati con aglio, fior di sale e peperoncino.
Non mancano zuppe come il brodo concentrato di Tafelspitz, servito con frittelle alle erbe fatte in casa oppure con gnocchetti di carne. Il cuore della carta resta però la cucina austriaca tradizionale: la classica Wiener Schnitzel di vitello con patate al prezzemolo e confettura di mirtilli, la cotoletta di maiale alla viennese con insalata di patate, i Käseknöpfle (gnocchetti al formaggio) con cipolle stufate al burro.
Oppure ancora, il fegato di vitello con rösti di patate, il Backhendl (pollo fritto impanato) con insalata di patate alla stiriana, e il Tafelspitz bollito con patate arrosto, spinaci alla panna e cren fresco. Per chi cerca la griglia, ci sono la Zwiebelrostbraten (costata di manzo con cipolle), la bistecca di manzo con salsa al pepe e gratin tartufato, il filetto di manzo con salsa al Porto e risotto al Riesling, e il petto di pollo con risotto alle erbe.
Piatti vegetariani, pesce e dolci austriaci da provare
Dalle acque dei fiumi arrivano il filetto di luccio perca dorato con spinaci e tortino di semolino e la trota arrostita con patate lesse e verdure al burro alle mandorle. Ampia anche la proposta vegetariana e vegana, con la panna cotta di formaggio fresco, il carpaccio di barbabietola di Chioggia con noci, gli Schlutzkrapfen ripieni di spinaci e formaggio di montagna, il rösti di patate con spinaci, formaggio del Bregenzerwald e uovo al tegamino, e lo stufato di funghi selvatici e lenticchie con canederlo di pane.
A chiudere il pasto, i dolci austriaci per eccellenza: il Kaiserschmarrn con prugne cotte fatte in casa, la crème brûlée, il tortino al cioccolato e noci, la mousse al cioccolato, i Buchteln ripieni di marmellata di albicocche, oppure un piatto di formaggi misti con confit fatto in casa e mele del Lago di Costanza.
Un avviso simpatico chiude idealmente il racconto della carta: nei locali storici di oltre 300 anni la cucina è piccola, e qualche attesa in più è il prezzo, ben accetto, dell'autenticità.


