NUOVA VARIETÀ
Le clementine allungano la stagione: la Perrina si raccoglie fino a febbraio
La clementina Perrina ottiene un brevetto europeo: il Consorzio Armonia punta su questa varietà tardiva italiana, con 10 mila alberi e 500 tonnellate stimate per il 2026/27. La raccolta arriva fino a febbraio per l'Italia
Indice
- 1Clementina tardiva: raccolta dalla seconda metà di dicembre a febbraio
- 2Perrina, già 10 mila alberi e 500 tonnellate previste nel 2026/27
- 3Dalla ricerca privata alla tutela europea della varietà
- 4Grande distribuzione, programmazione e origine italiana
- 5Consorzio Armonia, 41,5 milioni di fatturato nel 2025
Il Consorzio Armonia avvia una nuova fase nello sviluppo della clementina Perrina, varietà italiana a maturazione tardiva che ha ottenuto la privativa comunitaria, un diritto di proprietà intellettuale che protegge una nuova varietà di pianta in tutti i Paesi UE. Il riconoscimento, rilasciato dal Community Plant Variety Office (CPVO), tutela la varietà fino al 31 dicembre 2056 e apre la strada al consolidamento del progetto commerciale. Nella Piana del Sele, nel salernitano, sono già presenti circa 10 mila alberi produttivi e, per la campagna 2026/27, la disponibilità stimata è di 500 tonnellate. La Perrina è stata selezionata dall’agronomo Francesco Perri a partire da una mutazione gemmaria spontanea osservata su una pianta di Clementine comune.
Il materiale vegetale è stato poi sottoposto a un percorso di sperimentazione e risanamento. Il Consorzio Armonia gestisce in esclusiva la diffusione commerciale sulla base degli accordi con il costitutore, utilizzando il marchio DolceClementina. «Con la clementina Perrina diamo concretezza a un’esigenza che riguarda tutta la filiera agrumicola: ampliare e qualificare il calendario commerciale della clementina italiana attraverso una proposta varietale innovativa, sviluppata nel nostro Paese - dichiara Marco Eleuteri, amministratore delegato del Consorzio Armonia -. Il nostro compito è trasformare il valore della ricerca varietale in un progetto di filiera strutturato, capace di coinvolgere produttori, vivaistica, distribuzione e consumatore finale».
Clementina tardiva: raccolta dalla seconda metà di dicembre a febbraio
Il tratto distintivo della clementina Perrina è il periodo di maturazione, che si estende indicativamente dalla seconda metà di dicembre per tutto febbraio. L’estensione della stagione commerciale assume rilievo anche per le trasformazioni che interessano la clementinicoltura italiana.
La maggiore variabilità delle condizioni climatiche può restringere il periodo utile per la commercializzazione della clementina comune, rendendo più importante disporre di varietà con finestre di raccolta differenziate. «Perrina punta dunque a inserirsi in questa evoluzione con una varietà italiana in grado di estendere il periodo di disponibilità del prodotto e di offrire nuove opportunità di programmazione alla produzione e alla distribuzione», continua Eleuteri.
Perrina, già 10 mila alberi e 500 tonnellate previste nel 2026/27
Il progetto ha superato la fase sperimentale e dispone già di una base produttiva. Nella Piana del Sele, presso l’azienda PA.LO.MA., sono coltivate circa 10 mila piante di Perrina, arrivate al quinto anno dall’impianto. Per la stagione 2026/27, la stima è di circa 500 tonnellate di clementine. Anche la moltiplicazione del materiale vegetale segue un’organizzazione definita: la produzione delle piantine è affidata in esclusiva ai Vivai Milone di Lamezia Terme.
Dalla ricerca privata alla tutela europea della varietà
La Perrina è il risultato della ricerca privata dell’agronomo Francesco Perri. Nel percorso di sviluppo è intervenuto anche il CREA-OFA di Acireale, che ha curato il risanamento del materiale vegetale. Il rilascio della privativa comunitaria costituisce un passaggio rilevante per la tutela della varietà e per la costruzione di una filiera che coinvolge competenze pubbliche e private, vivaistica, produttori e organizzazione commerciale. La privativa comunitaria certifica che la varietà risponde ai requisiti previsti per la tutela. Per la filiera, il riconoscimento accompagna il lancio e permette di associare la clementina a un nome, con una gestione commerciale affidata a un unico soggetto. La crescita dipenderà dalla disponibilità delle piante, dall’andamento produttivo e dalla capacità di sviluppare rapporti stabili con gli acquirenti.
«La tutela comunitaria della varietà è un passaggio fondamentale perché consente di costruire un progetto di filiera nel quale l’innovazione possa essere adeguatamente valorizzata e tutelata», sottolinea l’agronomo Francesco Perri, costitutore della Perrina. «L’obiettivo era portare sul mercato una clementina italiana tardiva capace di rispondere alle nuove esigenze produttive e commerciali, mantenendo al centro la qualità del frutto e la valorizzazione del territorio».
Grande distribuzione, programmazione e origine italiana
Per la grande distribuzione organizzata, una clementina tardiva italiana può ampliare le referenze disponibili e offrire un calendario commerciale più esteso. La possibilità di pianificare la produzione e i volumi è un elemento importante per la distribuzione moderna, che deve coordinare assortimenti, approvvigionamenti e continuità dell’offerta. Perrina si presenta come una varietà identificabile e inserita in un percorso di filiera controllato, con l’obiettivo di dare maggiore prevedibilità alla disponibilità del prodotto.
«L’innovazione varietale ha valore quando riesce a diventare innovazione di filiera», aggiunge Eleuteri. «Per questo intendiamo lavorare con i nostri partner affinché Perrina possa essere presentata al mercato non semplicemente come una nuova varietà, ma come un progetto italiano che unisce ricerca, produzione, organizzazione commerciale e valorizzazione del prodotto». Lo sviluppo futuro guarda anche alle opportunità internazionali per i prodotti italiani di qualità, pur mantenendo al centro la costruzione di un’offerta programmabile e sostenuta da una filiera organizzata.
Consorzio Armonia, 41,5 milioni di fatturato nel 2025
Con sede a Battipaglia, in provincia di Salerno, il Consorzio Armonia riunisce circa 80 agricoltori attivi in Basilicata, Calabria, Campania, Marche e Puglia, per una superficie complessiva di 1.500 ettari. Il portafoglio comprende frutta e ortaggi, verdure adulte e baby leaf, commercializzati attraverso diverse linee: Dolcefrutta, dedicata alla fascia premium, Idea Natura Bio per il biologico e Fresh Salad. L’organizzazione conta 100 dipendenti diretti e oltre 600 persone nell’indotto. I prodotti raggiungono le principali insegne italiane e diversi mercati europei; l’export rappresenta il 25% del fatturato ed è legato soprattutto alle produzioni biologiche. Nel 2025 il Consorzio ha registrato ricavi per 41,5 milioni di euro, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, mentre per il 2026 è prevista un’ulteriore crescita del 15%. In questo contesto, Perrina si inserisce tra i progetti con cui Armonia punta a sviluppare nuove opportunità commerciali per l’ortofrutta italiana.

