Immaginate di trovarvi in un luogo dove centinaia di milioni di persone si radunano, tutte spinte da una fede incrollabile, per celebrare un evento che affonda le radici nei miti antichi. Siamo a Prayagraj, in India, dove ogni 12 anni si svolge il Kumbh Mela, il più grande raduno religioso al mondo. Ma quest’anno c’è un motivo in più per non perdere l’occasione di partecipare, o forse… di guardare da lontano.

Un momento di Prayagraj
Prayagraj, una città che unisce spiritualità, storia e un po’ di caos, si trova nello stato dell’Uttar Pradesh, ed è il punto in cui si incontrano i fiumi sacri Gange, Yamuna e, per molti, il mitico Saraswati. Ogni dodici anni, i pellegrini arrivano da ogni angolo del mondo per un rituale che prevede un bagno purificatore nelle acque di questi fiumi. Un’esperienza che, sebbene non adatta a chi ha paura della folla, offre una visione travolgente della fede e della cultura indiana.
Quest’anno, però, c’è un tocco di magia cosmica in più: un raro allineamento planetario. Già, i pianeti sembrano aver deciso di fare un po’ di networking tra loro, e questo ha attratto ancora più pellegrini, che sperano che il loro bagno nei fiumi sacri possa portarli a una purificazione ancora più potente. Potremmo non essere esperti di astrologia, ma di certo siamo affascinati dall’entusiasmo che pervade ogni angolo della città.
Da ora e fino al 26 febbraio, Prayagraj ospiterà milioni di devoti e curiosi. Per chi si avventura nel cuore di questa marea di persone, è una corsa tra i riti sacri, il fervore religioso e, naturalmente, i venditori ambulanti che offrono ogni tipo di souvenir. Una curiosità che stupisce è la devozione dei pellegrini: molti di loro percorrono chilometri a piedi, alcuni sotto il caldo torrido, altri camminano scalzi, ma tutti con un obiettivo comune – purificarsi e trovare una connessione più profonda con il divino.
Ma non è solo un raduno religioso. C’è anche spazio per i viaggiatori curiosi, quelli che vogliono vivere la cultura indiana nel suo massimo splendore, anche se con un pizzico di sano scetticismo. C'è chi arriva per curiosità, chi per il semplice desiderio di capire cosa spinge così tante persone a unirsi in questo straordinario evento. E se pensate che l'India sia solo un luogo di spiritualità, vi ricrederete vedendo il mix di tradizione e modernità che si respira tra le sponde del Gange.
L’atmosfera è frenetica, ma al tempo stesso avvolgente. Ci sono odori di incenso, musica sacra che risuona tra le strade affollate, e l’acqua del fiume che riflette il cielo come un enorme specchio. E anche se vi sentirete un po’ sopraffatti dalla marea di persone, basta fermarsi un attimo, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla forza di un evento che unisce, più che separare, milioni di persone.

I devoti raggiungono a Prayagraj
Quindi, se vi state chiedendo se valga la pena partecipare al Kumbh Mela, la risposta è sì… e no. Sì, perché è un’occasione unica per essere testimoni di un fenomeno straordinario, ma no, se non amate le folle e pensate che il concetto di "spazio personale" sia un lusso troppo costoso.
Ma, in ogni caso, Prayagraj e il Kumbh Mela rimangono uno degli spettacoli più incredibili che il mondo abbia da offrire, dove la fede, la storia e l'umanità si incontrano in un fiume in piena. Se non potete esserci di persona, seguite l’onda – almeno quella virtuale - e lasciate che l’energia di 100 milioni di pellegrini vi raggiunga.
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