Il colosso tedesco del turismo FTI Touristik, con 11mila dipendenti e terzo operatore in Europa, ha dichiarato bancarotta. La richiesta di insolvenza è stata depositata a Monaco di Baviera, segnando la fine di un'azienda già in difficoltà da tempo, soprattutto a causa della pandemia.

Il colosso tedesco del turismo FTI Touristik ha depositato la richiesta di insolvenza
Il fallimento avrà conseguenze immediate per tutti i viaggi prenotati con FTI Touristik GmbH, inclusi i marchi FTI in Germania, Austria e Olanda, 5vorFlug in Germania, BigXtra GmbH, i noleggi DriveFTI e Cars and Campers. I tentativi di salvataggio nel corso del fine settimana, con richieste di nuovi aiuti al governo federale, sono falliti. Non è andata a buon fine neanche l'operazione di acquisizione da parte di un consorzio guidato dall'investitore statunitense Certares.
FTI ha comunque assicurato che si sta adoperando per garantire il completamento dei viaggi già iniziati. Per i viaggi futuri, invece, le prospettive sono drammatiche: «Probabilmente non potranno più essere effettuati o saranno effettuati solo parzialmente», ha comunicato l'azienda. La causa principale del fallimento è una grave carenza di liquidità e un buco in bilancio di decine di milioni. La famiglia Sawiris, proprietaria di maggioranza, non ha più ripianato le perdite.
A soccorso dei turisti già in viaggio dovrebbe intervenire la Cassa tedesca per l'assicurazione viaggi, istituita dopo il fallimento del gruppo Thomas Cook nel 2019. La Cassa dovrebbe rimborsare gli acconti e provvedere al rimpatrio e alloggio dei turisti bloccati. Il fallimento di FTI Touristik rappresenta un duro colpo per il settore turistico europeo, già duramente provato dalla pandemia. Si stima che migliaia di viaggiatori saranno direttamente colpiti dalla sospensione dei servizi.
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