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Molino Paolo Mariani
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Un esempio di turismo sostenibile dall'hotel La Perla di Corvara

L'hotel La Perla di Corvara (Bz) ha ottenuto la certificazione Gstc e ha misurato la propria impronta di carbonio, confermando un impegno concreto verso un turismo sostenibile e una gestione responsabile dell'ambiente [...]

28 gennaio 2025 | 14:41

Un esempio di turismo sostenibile dall'hotel La Perla di Corvara

L'hotel La Perla di Corvara (Bz) ha ottenuto la certificazione Gstc e ha misurato la propria impronta di carbonio, confermando un impegno concreto verso un turismo sostenibile e una gestione responsabile dell'ambiente [...]

28 gennaio 2025 | 14:41

L'hotel La Perla di Corvara (Bz) ha ottenuto due importanti riconoscimenti nel campo del turismo sostenibile: la certificazione Gstc (Global sustainable tourism council), il massimo standard internazionale in materia, e il calcolo della propria impronta di carbonio. Risultati che sottolineano l'impegno concreto della struttura per una gestione responsabile e rispettosa dell'ambiente.

Un esempio di turismo sostenibile dall'hotel La Perla di Corvara

L'hotel La Perla di Corvara ottiene la Certificazione Gstc e calcola la carbon footprint

Non è certo una novità che l'Hotel La Perla, guidato con passione da Michil Costa e dalla sua famiglia, sia un pioniere del turismo responsabile. Già vent'anni fa, quando la sostenibilità non era ancora un tema centrale nel settore, Michil era già all'opera, spinto da una visione in cui l'ospitalità doveva andare oltre il semplice soggiorno. «Essere sostenibili in questo mondo sempre più insostenibile non è solo una priorità, ma una condizione di vita» sottolinea Costa, con la convinzione di chi ha fatto della sostenibilità non solo una strategia, ma una filosofia.

Hotel La Perla: il percorso verso la certificazione Gstc

Lo scorso anno, sotto la guida della sustainability manager Elide Mussner, l'Hotel La Perla ha intrapreso il percorso per ottenere la certificazione Gstc, il più importante standard globale in tema di sostenibilità turistica. Questo risultato si inserisce in un contesto più ampio, quello dell'Alta Badia, una destinazione che si è già distinta per la certificazione Gstc e per il suo impegno verso un turismo consapevole e rispettoso delle Dolomiti, Patrimonio mondiale dell'Unesco. «Oggi siamo molto felici di essere riusciti nell'intento - commenta Nicolò Bagna, direttore dell'Hotel La Perla. Raggiungere questo obiettivo concreto dà molta gioia e motivazione, un tassello a sostegno del nostro desiderio di aumentare la consapevolezza per il territorio, per la qualità di vita locale e per un'economia turistica che guarda al futuro».

Il percorso di certificazione non è stato privo di sfide. Sono stati necessari interventi sulla struttura per migliorarne l'agibilità, un maggiore controllo delle risorse energetiche, una comunicazione più trasparente e scelte di acquisto sempre più sostenibili. A dicembre 2024, l'ente certificatore Vireo ha ufficialmente riconosciuto il lavoro svolto, rilasciando la certificazione Gstc con una validità di due anni, durante i quali saranno effettuati audit annuali per garantire un miglioramento continuo. «La certificazione Gstc è l'inizio di un percorso che abbiamo intrapreso per dare concretezza all'idea che il turismo è molto di più di un settore economico: il turismo ha una responsabilità sociale e ambientale per il territorio in cui si inserisce. Insieme continueremo a lavorare a questo» conclude Elide Mussner.

Misurare l'impatto: la carbon footprint

Parallelamente al percorso di certificazione, l'Hotel La Perla ha portato a termine il calcolo della sua impronta di carbonio in collaborazione con l'Ökoinstitut di Bolzano. Un passo importante che si colloca in una strategia più ampia che mira a includere, entro la fine del 2025, tutte le strutture del gruppo Casa Costa 1956 - il Berghotel Ladinia a Corvara, il Gran Fodá a San Vigilio di Marebbe e La Posta a Bagno Vignoni in Toscana - nel monitoraggio delle emissioni di CO2. L'obiettivo è quello di creare una base dati chiara da cui partire per ridurre progressivamente le emissioni attraverso misure concrete. «Oggi la sostenibilità a 360 gradi non è più un optional, è un must per le imprese che guardano lontano e danno un valore più alto al loro operato, quale contributo al bene comune e alla qualità di vita locale» sottolineano dal gruppo Casa Costa 1956, che si conferma un modello di responsabilità e visione.

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