AGRICOLTURA
Agrivoltaico, una sentenza mette ordine nel “far west” dei pannelli sui campi
Il Consiglio di Stato ha chiarito che la transizione energetica non può sacrificare produzione agricola, tutela del suolo e prodotti tipici, fissando un equilibrio più netto con le esigenze delle coltivazioni
«L'agrivoltaico non può depredare l'agricoltura dei terreni ad essa dedicati, ma deve aiutarlo a sostenere i costi di produzione e a proteggere le coltivazioni». Il principio è stato sancito di recente dal Consiglio di Stato. Una decisione che finalmente fissa delle regole in un mondo che sa molto di far west.
La sentenza sulla Fattoria Solare Polidoro
«Mi auguro - ha dichiarato il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio - che la sentenza relativa alla Fattoria Solare Polidoro in Puglia possa fare da modello per tanti casi simili in tutta Italia, tutelando il suolo agricolo e i prodotti tipici che rappresentano il fiore all'occhiello del made in Italy agroalimentare».
Il pronunciamento dei magistrati di Palazzo Spada mette un punto fermo nei confronti di tutti coloro i quali hanno sostenuto finora l'interesse prevalente della transizione energetica rispetto alla produzione agricola. In sostanza, l'ordinanza stabilisce che non si possono sacrificare l'autonomia alimentare, la protezione del suolo e i prodotti tradizionali di gran parte dei territori nostrani sull'altare di un'ideologia green esasperata e senza senso.
Dove installare i pannelli senza consumare suolo agricolo
Esistono tante superfici semiabbandonate o preda dell'incuria, su cui poter installare pannelli solari, senza consumare altro suolo. «Non si può scegliere la strada più semplice - ha concluso Centinaio - solo per avere una soluzione a portata di mano, a scapito dell'agricoltura».


