CONFCOMMERCIO
Hotel in crescita e ristorazione quasi ferma: i dati sui consumi di settembre
Come riportato da Confcommercio, gli alberghi hanno segnato un +2,3% su base annua, contro appena il +0,1% dei pubblici esercizi. I consumi complessivi sono cresciuti dell'1,1%, ma preoccupa l'inflazione prevista al 4,7%
In Italia, gli hotel continuano a crescere, mentre bar e ristoranti mostrano segnali di miglioramento ancora contenuti. È quanto emerge dall'ultima congiuntura di Confcommercio, secondo cui a settembre i consumi alberghieri sono aumentati del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2025, a fronte di un incremento di appena lo 0,1% per i pubblici esercizi. Una differenza significativa, soprattutto considerando che nello stesso periodo i consumi complessivi delle famiglie sono cresciuti dell'1,1%, sostenuti anche dal buon andamento del turismo.
Bar e ristoranti, un recupero ancora limitato
Per la ristorazione, il dato di settembre segna comunque un lieve miglioramento rispetto ai mesi precedenti. A luglio, segnala Confcommercio, i consumi nei pubblici esercizi erano diminuiti dello 0,5% su base annua, mentre ad agosto la flessione si era ridotta allo 0,1%. Il ritorno in territorio positivo, seppur marginale, indica quindi un graduale recupero, che non basta ancora a compensare le difficoltà registrate nel corso dell'anno. La differenza emerge anche osservando l'andamento dei primi tre trimestri del 2026. Nel primo i consumi nei pubblici esercizi erano diminuiti dello 0,7%, mentre nel terzo trimestre il calo si è attenuato allo 0,2%. Per gli alberghi, invece, le variazioni sono rimaste positive, rispettivamente del 2,2% e dell'1,9%. Anche l'alimentazione domestica continua a mostrare una domanda sostanzialmente stabile, con un incremento dello 0,2% a settembre.
Inflazione al 4,7%: le prospettive per i prossimi mesi
A pesare sulle prospettive dei prossimi mesi è soprattutto l'accelerazione dell'inflazione, che Confcommercio stima al 4,7% a ottobre, dopo il 4,2% di settembre. A spingere i prezzi sono principalmente le tensioni sui mercati energetici e dei trasporti, alle quali si sono aggiunti i rincari degli alimentari freschi. Per i servizi ricettivi e di ristorazione, in particolare, è previsto un aumento del 3,6% su base annua, un dato che riguarda l'intero comparto e non soltanto i ristoranti. Rincari che potrebbero incidere sulla domanda delle famiglie, finora sostenuta anche dal turismo, sebbene alberghi e pubblici esercizi abbiano registrato andamenti differenti. Secondo Confcommercio, il ritorno dell'inflazione su livelli coerenti con gli obiettivi della politica monetaria potrebbe avvenire soltanto nella tarda primavera del 2027, con il rischio di un rallentamento dei consumi e della crescita economica nel prossimo anno.

