DOPO CEUTA
L'Italia proroga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere con la Spagna
Il Viminale ha esteso la sospensione temporanea della libera circolazione prevista da Schengen dopo l'ondata di arrivi a Ceuta, ritenendo ancora alti i rischi per la sicurezza interna e il pericolo di infiltrazioni terroristiche
L’Italia ha prorogato di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, introdotti dopo la crisi migratoria di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco. La decisione, presa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo la riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, nasce dal permanere di «elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche». Il Viminale ne ha dato comunicazione alla Commissione europea e agli omologhi dell’Ue.
Dalla crisi di Ceuta alla risposta del governo Sánchez
La misura, entrata in vigore il 1° agosto, era stata disposta, come anticipato, in seguito a quanto accaduto due giorni prima a Ceuta: il 30 luglio l’area era stata infatti interessata da una massiccia ondata di arrivi, stimata in circa 70mila persone. Da qui la scelta italiana di rafforzare temporaneamente i controlli sugli ingressi dalla Spagna, limitandoli ai collegamenti aerei e marittimi, dato che tra i due Paesi non esiste un confine terrestre: una scelta che Fiavet, ricordiamo, aveva contestato. A Roma aveva poi risposto il governo di Pedro Sánchez, introducendo a sua volta controlli temporanei sugli arrivi dall’Italia.
Cosa cambia per chi viaggia tra Italia e Spagna
La proroga mantiene dunque attive le verifiche già previste sugli arrivi dalla Spagna. Non viene interrotta la possibilità di viaggiare tra i due Paesi, ma si sospende temporaneamente, su quelle rotte, il normale regime di assenza di controlli alle frontiere interne dell’area Schengen. Per chi vola o si imbarca tra Italia e Spagna, quindi, il cambiamento riguarda la possibilità di controlli aggiuntivi in aeroporto o al porto. Restano validi i normali requisiti di viaggio, a partire dal possesso di un documento valido per l’espatrio.

