SECONDO LA FAO
Materie prime alimentari, a luglio i prezzi mondiali sono aumentati dello 0,6%
L’indice Fao dei prezzi alimentari mondiali sale dello 0,6% a luglio. Crescono cereali, oli vegetali e zucchero, mentre calano carne e lattiero-caseari. Clima, energia e biocarburanti incidono sui mercati
L’indice dei prezzi mondiali delle materie prime alimentari della Fao è salito dello 0,6% a luglio rispetto al mese precedente, mantenendosi anche al di sopra dei livelli registrati nello stesso mese dell’anno precedente. A spingere le quotazioni sono state soprattutto le dinamiche di alcuni comparti agricoli, con cereali, oli vegetali e zucchero interessati da aumenti legati alle condizioni climatiche e all’andamento dei costi energetici. Nel complesso, i dati di luglio mostrano un mercato delle materie prime alimentari ancora condizionato da clima, energia e domanda legata ai biocarburanti. L’aumento dell’indice generale resta contenuto, ma le differenze tra i singoli comparti evidenziano quanto le condizioni produttive e le dinamiche energetiche continuino a incidere sui prezzi agricoli internazionali.
Cereali, il grano cresce del 5,8%
Nel dettaglio, l’indice dei cereali ha registrato un incremento del 3,4%. A determinare il movimento è stato soprattutto il grano, le cui quotazioni sono aumentate del 5,8%, mentre il mais ha segnato un +3,6%. Sui mercati hanno inciso le condizioni aride negli Stati Uniti, che alimentano le preoccupazioni sulle prospettive produttive, insieme all'aumento dei costi dell'energia. Il mercato internazionale del riso, invece, è rimasto sostanzialmente stabile.
Oli vegetali ai massimi degli ultimi due anni
L’indice degli oli vegetali è aumentato del 2%, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi due anni. A sostenere le quotazioni è stata in particolare la domanda di olio di palma destinato alla produzione di biodiesel in Indonesia, mentre negli Stati Uniti si mantiene elevato il consumo di olio di soia. L’andamento conferma il legame sempre più stretto tra mercati alimentari ed energetici: le variazioni della domanda di biocarburanti possono infatti riflettersi direttamente sulle quotazioni delle materie prime utilizzate anche nell’industria alimentare.
Carne e lattiero-caseari in controtendenza
Non tutti i comparti hanno seguito la stessa direzione. L’indice dei prezzi della carne è diminuito del 2,8%, registrando la prima contrazione dell’anno. Anche i prodotti lattiero-caseari hanno segnato una flessione, pari allo 0,7%, principalmente per l’andamento delle quotazioni di burro e latte in polvere. In controtendenza il formaggio, i cui prezzi sono tornati a crescere. A incidere sono state le ridotte disponibilità stagionali nell’Unione europea, che hanno contribuito a sostenere le quotazioni internazionali.
Zucchero, il clima torna a pesare sui prezzi
Lo zucchero ha invece registrato un deciso recupero, con un aumento del 5,6% rispetto a giugno. Tra i fattori indicati dalla Fao figurano i timori per le condizioni climatiche più secche in Europa e gli effetti di El Niño in Asia. A sostenere la domanda contribuisce inoltre il mercato brasiliano dell’etanolo per autotrazione. Questo elemento ha esercitato una pressione aggiuntiva sulle disponibilità di materia prima destinata alla produzione di zucchero, anche se il miglioramento dei raccolti nel Centro-Sud del Brasile ha contribuito a contenere almeno in parte l’aumento delle quotazioni.

