LISTINI
Mercati all'ingrosso, con il freddo calano i prezzi di frutta e verdura. Sale lo zucchero
Il freddo riduce i prezzi all'ingrosso di clementine, ortaggi e pesce, con il polpo verace in calo del 4,9%. Continua invece la crescita dello zucchero europeo, mentre l'orzo tiene in Italia
Il calo delle temperature modifica gli equilibri dei mercati all'ingrosso. Scendono le quotazioni di diversi prodotti ortofrutticoli, dalle clementine alle lattughe, mentre il polpo verace nazionale beneficia di una maggiore disponibilità. Diverso lo scenario per lo zucchero, i cui prezzi europei continuano a salire, e per l'orzo, sostenuto dalla domanda mangimistica e dalla minore disponibilità di mais.
Zucchero, prezzi in aumento per il calo della produzione europea
Il mercato europeo dello zucchero continua a registrare rincari. Secondo le rilevazioni di Areté, tra settembre e ottobre le quotazioni sul mercato spot sono aumentate del 10%, portandosi a un livello superiore del 38% rispetto ai minimi raggiunti nel febbraio 2026. A condizionare l'andamento dei prezzi è soprattutto la riduzione dell'offerta comunitaria. Per la campagna 2026/27, la Commissione europea stima una produzione di 12,9 milioni di tonnellate, in diminuzione del 22% rispetto alla stagione precedente. Le prospettive sono particolarmente negative in Francia, dove il raccolto di barbabietole è atteso in flessione del 30%, e in Germania, con una produzione di zucchero prevista in calo del 25% su base annua. La minore disponibilità interna riporta l'Unione europea nella posizione di importatore netto, mentre le scorte risultano in diminuzione del 28%. A pesare sulle quotazioni concorrono anche i maggiori costi degli input produttivi e quelli delle importazioni, influenzati dal rafforzamento del dollaro. Le prospettive per i prossimi mesi indicano quindi prezzi ancora sostenuti, in un contesto caratterizzato da una produzione comunitaria più contenuta e da una maggiore dipendenza dalle forniture estere.
Orzo, la domanda mangimistica sostiene le quotazioni italiane
Andamento meno uniforme per il mercato dell'orzo, con quotazioni ancora sostenute in Italia e segnali di debolezza in Francia e nell'area del Mar Nero. Dopo gli aumenti registrati a settembre, pari al 6% per il prodotto nazionale e a quasi l'8% per quello estero, a ottobre i prezzi rilevati a Bologna si sono stabilizzati rispettivamente intorno a 228 e 242 euro per tonnellata. In Francia le quotazioni hanno invece iniziato a correggere, mentre in Russia e Ucraina le difficoltà logistiche continuano a ostacolare le esportazioni, aumentando le disponibilità sui mercati interni. Secondo gli analisti di Areté, uno dei principali fattori di sostegno per il mercato europeo è rappresentato dalla scarsità di mais, che favorisce un maggiore ricorso all'orzo nelle formulazioni per l'alimentazione animale. Le stime del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense (Usda) indicano per l'Unione europea una produzione in calo del 7,5%, pari a 4,25 milioni di tonnellate in meno rispetto alla campagna precedente.
La contrazione viene tuttavia compensata in buona parte dalle elevate scorte iniziali e dalla riduzione delle esportazioni. Per questo motivo, la diminuzione delle scorte finali si ferma a 0,55 milioni di tonnellate, pari all'8,6%. A livello mondiale il quadro appare più disteso. Per la campagna 2026/27, USDA prevede una crescita della produzione del 3,7% e delle scorte finali del 13,7%, a fronte di consumi in aumento del 3,9%. Il mercato si trova così a fare i conti con due dinamiche contrapposte: da una parte la domanda europea per uso mangimistico e le difficoltà logistiche nel Mar Nero, dall'altra la debolezza delle esportazioni comunitarie e l'arrivo del raccolto australiano. L'evoluzione dei prezzi dipenderà soprattutto dalla capacità della domanda di orzo di assorbire le disponibilità, anche in funzione della minore offerta di mais e del differenziale di prezzo tra i cereali.
Clementine, il freddo fa scendere i prezzi all'ingrosso
Con l'arrivo delle temperature più basse, i mercati ortofrutticoli registrano una maggiore disponibilità di prodotti di stagione e una domanda ancora prudente. A beneficiarne sono soprattutto gli acquisti di agrumi, mentre le quotazioni di diversi ortaggi mostrano una tendenza al ribasso. Secondo La Borsa della Spesa, il servizio settimanale realizzato da Bmti e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, le clementine costano il 10,1% in meno rispetto alla settimana precedente, con prezzi all'ingrosso compresi tra 1,90 e 2 euro al chilogrammo. Il raffreddamento delle temperature favorisce infatti la maturazione e la commercializzazione degli agrumi, contribuendo a rendere più consistente l'offerta. Tra la frutta si segnalano anche i cachi italiani, con quotazioni comprese tra 1,50 e 2,20 euro/kg in funzione della pezzatura.
L'offerta di mele è invece ormai completa. La Royal Gala si conferma tra le varietà più economiche, con prezzi di circa 1,20 euro/kg per il prodotto di pianura e 1,50 euro/kg per quello di montagna. Il freddo sostiene anche la domanda di castagne, i cui prezzi all'ingrosso oscillano tra 3 e 4,30 euro/kg. Sul fronte degli ortaggi, i finocchi si attestano mediamente a 1,30 euro/kg, mentre il radicchio registra una flessione del 10,6%: il tondo rosso si colloca intorno a 2,50 euro/kg e il lungo precoce a circa 3 euro/kg. Prosegue inoltre la discesa dei prezzi delle lattughe, in calo dell'8,9% in una settimana, mentre i fagiolini segnano una riduzione più contenuta, pari al 2,6%, dopo le tensioni delle settimane precedenti. Tra i prodotti tipici della stagione trova spazio il cavolo nero, con quotazioni intorno a 1,80 euro/kg. Si ridimensionano anche i prezzi delle zucche dopo il periodo di maggiore domanda legato ad Halloween: a seconda delle varietà, i listini oscillano tra 0,60 e 1,30 euro/kg.
Polpo verace nazionale, più disponibilità e prezzi in calo
Nel comparto ittico le mareggiate hanno limitato le uscite dei pescherecci, ma non sono mancate opportunità di acquisto. Il prodotto più interessante della settimana è il polpo verace nazionale, che beneficia di una disponibilità ampia e di quotazioni in diminuzione del 4,9%. I prezzi all'ingrosso si collocano tra 12 e 14 euro/kg. La riduzione dei listini rende il prodotto interessante anche in vista delle festività natalizie, considerando la possibilità di acquistarlo in anticipo e conservarlo congelato. Tra le altre specie, si trovano buone opportunità per le triglie, con prezzi compresi tra 2 e 6 euro/kg a seconda del taglio, e per i cefali, quotati tra 2 e 4 euro/kg. Scendono anche le orate pescate di pezzatura media, che registrano una flessione del 15% nell'arco di una settimana e si avvicinano ai 23 euro/kg. Restano invece nel pieno della stagione le mazzancolle, con prezzi all'ingrosso compresi tra 13 e 16 euro/kg.

