IN PUREZZA
Santa Tresa, il suo primo Etna Bianco Doc nasce da Carricante biologico
Santa Tresa amplia il proprio lavoro in Sicilia con Etna Bianco Doc, primo vino dell'azienda da uve biologiche coltivate sull'Etna. È un Carricante in purezza, affinato sulle fecce fini per almeno quattro mesi in cantina
Con Etna Bianco Doc, Santa Tresa amplia il proprio percorso vitivinicolo siciliano oltre il territorio di Vittoria, dove ha sede l’azienda guidata da Stefano e Marina Girelli. Il nuovo vino nasce da uve biologiche di Carricante, coltivate sul versante sud-est dell’Etna, in un contesto pedoclimatico diverso da quello della tenuta storica. «L’Etna è un territorio molto interessante e il Carricante una grandissima varietà: dopo anni di ricerca siamo riusciti a trovare i presupposti per fare un Etna Bianco che seguisse la filosofia di Santa Tresa», spiega Stefano Girelli. La ricerca ha riguardato anche l’individuazione di una filiera coerente con il metodo di coltivazione biologico scelto dall’azienda. «Finalmente abbiamo trovato la filiera giusta, a partire dalla produzione, che volevamo rigorosamente biologica e in quell’areale sono pochissime le coltivazioni di questo tipo. Il nostro enologo Mattia Giacomelli segue tutto il processo, dalla vigna alla trasformazione in cantina». Saranno prodotte 8mila botttiglie e il prezzo in enoteca sarà di 15,50 euro.
Carricante biologico tra vulcano e Mar Ionio
Etna Bianco Doc è prodotto con Carricante in purezza, proveniente da vigneti situati tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare, a circa sette chilometri in linea d’aria dal Mar Ionio. Il vino mette così in relazione le caratteristiche del vitigno autoctono con quelle dei suoli vulcanici e del clima montano dell’Etna. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini. Il profilo olfattivo richiama il pompelmo rosa, la scorza di limone e gli agrumi freschi, accompagnati da note iodate, pietra focaia ed erbe mediterranee. Al palato la freschezza e l’acidità sostengono la struttura, mentre la componente sapida accompagna il finale, con ritorni agrumati e salini.
La vinificazione e l’affinamento sulle fecce fini
La lavorazione comincia con la raccolta manuale delle uve, che vengono conservate in cella frigorifera per una notte, fino a raggiungere una temperatura compresa tra 6 e 8°C. Il giorno successivo sono diraspate e sottoposte a una pressatura soffice, finalizzata a ottenere il mosto fiore. Il mosto riposa quindi per una notte in vasca, a circa 10°C, per favorire la sedimentazione naturale delle particelle solide. La fermentazione avviene a una temperatura controllata di 17-19°C e si protrae per 10-12 giorni. Segue un affinamento sur lies di almeno quattro-cinque mesi, con frequenti movimentazioni delle fecce fini.
Gli abbinamenti a tavola
La freschezza e la componente sapida orientano gli abbinamenti verso la cucina di mare. Etna Bianco Doc può accompagnare crudi e carpacci di pesce, crostacei e molluschi, oltre a preparazioni alla griglia o al forno. Si presta anche a piatti vegetariani con verdure grigliate, finocchi ed erbe aromatiche, a carni bianche delicate e a formaggi freschi o caprini leggermente stagionati.

