COLTIVA ITALIA
Vignaioli indipendenti, riconoscimento storico: avranno un posto nel Comitato Vini
Il Senato ha approvato l’emendamento al Testo Unico del Vino, inserito nel disegno di legge "Coltiva Italia", che prevede un loro rappresentante nel Comitato Nazionale Vini Dop e Igp
Il disegno di legge "Coltiva Italia", approvato dal Senato, introduce un riconoscimento specifico per la Fivi (Federazione italiana vignaioli indipendenti), nella rappresentanza istituzionale del settore vitivinicolo. L'emendamento all'articolo 40 del Testo Unico del Vino prevede infatti l'inserimento di un membro designato dalle associazioni rappresentative della categoria all'interno del Comitato Nazionale Vini Dop e Igp. La modifica riconosce il ruolo delle aziende che seguono direttamente tutte le fasi della produzione, dalla coltivazione delle uve alla commercializzazione del vino, e introduce una rappresentanza dedicata nei processi decisionali legati alle denominazioni.
Vignaioli indipendenti, una rappresentanza nel Comitato Nazionale Vini
A commentare l'approvazione è Rita Babini, presidente della Fivi, che sottolinea il valore del provvedimento per la categoria: «Una giornata davvero importante per i Vignaioli indipendenti italiani». L'emendamento interviene sull'articolo 40 del Testo Unico del Vino e stabilisce che nel Comitato Nazionale Vini Dop e Igp sia presente un componente designato dalle associazioni rappresentative dei Vignaioli indipendenti. Si tratta di una novità sul piano istituzionale, perché introduce un riferimento esplicito alla categoria all'interno dell'organismo che si occupa delle questioni legate alle denominazioni di origine e alle indicazioni geografiche.
Dalla vigna alla bottiglia, riconosciuto il modello produttivo indipendente
La presidente Fivi evidenzia soprattutto il riconoscimento di un modello aziendale caratterizzato dal controllo diretto dell'intero processo produttivo. «È la prima volta che una legge italiana riconosce la specificità dei Vignaioli indipendenti, citandoli esplicitamente come una categoria che necessita di una propria rappresentanza», afferma Babini. Il riferimento riguarda migliaia di aziende vitivinicole verticali, che gestiscono direttamente le diverse fasi della filiera, dalla vigna alla bottiglia. Un modello che, secondo la presidente, costituisce una componente centrale del patrimonio produttivo nazionale: «Sono l'architrave su cui regge il vino italiano, inteso come prodotto rurale che affonda le radici nella terra». Babini ha infine ringraziato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, gli uffici coinvolti e il Parlamento per l'approvazione dell'emendamento, definendolo un passaggio importante per il riconoscimento della categoria e del suo modello produttivo.

