Vinventions introduce due novità nella chiusura Nomacorc Pops per vini spumanti: confezionamento sotto azoto e nuova formulazione per controllare il rilascio e la permeabilità all’ossigeno. L’obiettivo è preservare freschezza ed espressione aromatica.

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Nomacorc Pops cambia: meno ossigeno dopo la tappatura degli spumanti

Meno ossigeno nelle prime settimane dopo la tappatura

La gestione dell’ossigeno dopo la tappatura è al centro dell’evoluzione di Nomacorc Pops, la chiusura sviluppata da Vinventions per i vini spumanti. L’azienda introduce due interventi: il confezionamento delle chiusure in sacchetti sotto azoto e una nuova formulazione, con l’obiettivo di ridurre il rilascio iniziale di ossigeno e controllarne il passaggio nel tempo. Il tema riguarda una fase delicata per l’evoluzione del vino. L’ossigeno apportato dalla chiusura nelle prime settimane può incidere sulla conservazione della freschezza e sul profilo aromatico, soprattutto quando il vino è particolarmente sensibile ai fenomeni ossidativi.

Uno degli aspetti da considerare è il desorbimento, cioè il rilascio nel vino dell’ossigeno inizialmente presente nel materiale della chiusura. Secondo studi del Comité Champagne citati da Vinventions, un tappo in sughero può rilasciare nella bottiglia da 2,5 a 2,7 mg di ossigeno nei primi tre mesi. Dopo la sboccatura, questo apporto può contribuire a uno shock ossidativo e influenzare l’evoluzione sensoriale dello spumante. Per limitare il fenomeno, Nomacorc Pops viene coestruso in atmosfera di gas inerte e successivamente confezionato in sacchetti sotto azoto fino al momento dell’impiego sulla linea di imbottigliamento. Il trattamento punta a ridurre al minimo l’ossigeno presente nella chiusura e, di conseguenza, il suo rilascio iniziale nel vino.

Una nuova formulazione per controllare la permeabilità

La seconda novità riguarda la formulazione del materiale, sviluppata dai team di ricerca e sviluppo di Vinventions per migliorare ulteriormente il controllo della permeabilità all’ossigeno nel tempo. Le due innovazioni intervengono quindi su fenomeni distinti. Il confezionamento sotto azoto mira a ridurre il desorbimento nelle fasi iniziali, mentre la nuova formulazione è destinata a gestire il passaggio dell’ossigeno durante la successiva evoluzione del vino in bottiglia.

«Intervenendo sull’ossigeno apportato dalla chiusura fin dalle prime settimane successive alla tappatura, offriamo ai produttori la possibilità di preservare ancora meglio la freschezza e l’espressione aromatica dei loro vini», spiega Romain Thomas, direttore Marketing e Sostenibilità di Vinventions. La possibilità di controllare questi fenomeni interessa in particolare gli enologi che lavorano sulla definizione del profilo sensoriale e sulla sua stabilità nel tempo. La chiusura, tuttavia, non è l’unica variabile da considerare nella gestione dell’ossigeno.

Dalla chiusura all’imbottigliamento: le altre fonti di ossigeno

Il lavoro di Vinventions sulla gestione dell’ossigeno si sviluppa da oltre vent’anni. Nel 2007 il team di Enologia dell’azienda ha sviluppato NomaSense O₂, uno strumento per misurare l’ossigeno nel vino e valutare la permeabilità delle chiusure. Nel 2011 sono stati pubblicati modelli sul comportamento delle chiusure cilindriche, con particolare attenzione al rapporto tra desorbimento e permeabilità, ed è stata lanciata una prima chiusura cilindrica trattata per limitare il rilascio iniziale di ossigeno. La quantità totale di ossigeno presente in bottiglia dipende però anche da altri fattori. Durante l’imbottigliamento incidono infatti sia l’ossigeno disciolto nel vino sia quello presente nello spazio di testa, cioè nella porzione di bottiglia non occupata dal liquido.

«Desorbimento, permeabilità, ossigeno disciolto e ossigeno presente nello spazio di testa non possono essere considerati separatamente. Questa comprensione guida il nostro lavoro da molti anni e oggi ci permette di adattare con grande precisione le nostre soluzioni alle esigenze dei diversi profili di vino», afferma Jean-Baptiste Diéval, responsabile dello Sviluppo Applicazioni e del Centro di Certificazione di Vinventions. L'approccio richiede quindi di considerare l'intero processo, dalla preparazione del vino all'imbottigliamento fino alla conservazione, per valutare il contributo delle diverse fonti di ossigeno all'evoluzione del prodotto.

Materiali, neutralità sensoriale e caratteristiche della chiusura

Le nuove soluzioni non modificano le caratteristiche dichiarate per Nomacorc Pops. La chiusura mantiene la neutralità sensoriale, l'assenza di TCA e la costanza delle prestazioni tra le singole unità, resa possibile dalla tecnologia di coestrusione. La produzione impiega inoltre materiali di origine biologica. La struttura è progettata per evitare problemi come lo sgretolamento o il distacco delle rondelle, possibili con alcune chiusure a base di sughero. Restano disponibili anche le opzioni di personalizzazione del design e le versioni con smusso simmetrico o asimmetrico.

Nomacorc Pops al SIMEI 2026

Vinventions presenterà le novità di Nomacorc Pops al SIMEI 2026, in programma dal 17 al 20 novembre a Fiera Milano. L'azienda sarà presente al Padiglione 2, stand A19 B20, dove illustrerà le soluzioni sviluppate per la gestione dell'ossigeno nei vini spumanti.

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