HOTEL STAGIONALI

Hotel stagionali e ristorazione: come evitare che i costi mangino i profitti
La mezza pensione resta centrale negli hotel stagionali, ma tra costi, personale e nuove abitudini la ristorazione alberghiera deve trovare un equilibrio tra qualità e margini economici, senza rinunciare all’accoglienza. Il vecchio detto «Il tovagliolo mangia il lenzuolo» torna attuale: cucina e sala possono diventare un valore per fidelizzare più clienti e rafforzare l’offerta
Indice
- 1Mezza pensione negli hotel stagionali: perché resta una formula richiesta
- 2Il turista cerca libertà e cambia il modo di vivere la ristorazione in hotel
- 3Ristorazione alberghiera, costi e margini: il significato del tovagliolo
- 4Hotel stagionale e city hotel: due modelli diversi di ristorazione
- 5Personale negli hotel stagionali: la ristorazione cerca figure qualificate
- 6Ristorazione alberghiera, il futuro passa dalla qualità organizzata
C'è un vecchio detto, molto conosciuto tra gli albergatori di lunga esperienza, che recita: «Il tovagliolo mangia il lenzuolo». Una frase apparentemente semplice, quasi ironica, ma che racchiude una grande verità dell'ospitalità italiana. La ristorazione , infatti, rappresenta da sempre uno dei servizi più importanti per l'hotel, ma anche uno dei più complessi da gestire sotto il profilo economico, organizzativo e del personale. Questo vale soprattutto per gli alberghi stagionali: quelli situati al mare, in montagna, sulle rive dei laghi o nelle località termali.
Mezza pensione negli hotel stagionali: perché resta una formula richiesta
In queste strutture il trattamento di mezza pensione continua a rappresentare una richiesta importante da parte della clientela. Una formula che permette all'ospite di vivere la vacanza con maggiore tranquillità, sapendo di avere garantiti la colazione e il pasto serale, senza doversi preoccupare ogni giorno di cercare un ristorante.
Siamo però molto lontani dai tempi in cui, soprattutto nelle località turistiche italiane, dominava incontrastata la pensione completa. Dalla pensione completa alla mezza pensione, è cambiato il modo di fare vacanza. Un tempo l'ospite arrivava in albergo e la pensione completa rappresentava quasi la normalità. Colazione, pranzo e cena scandivano la giornata della vacanza. L'hotel era il centro della vita dell'ospite. Oggi non è più così.
Il turista cerca libertà e cambia il modo di vivere la ristorazione in hotel
Il turista vuole maggiore libertà. Vuole trascorrere la giornata in spiaggia, visitare il territorio, fare escursioni, conoscere i borghi, provare locali diversi e vivere esperienze gastronomiche anche fuori dall'albergo. La mezza pensione è quindi diventata, per molte strutture stagionali, il giusto compromesso tra servizio, comodità e libertà. Ma insieme al cambiamento delle formule di soggiorno è cambiata profondamente anche la clientela. Ed è qui che, forse, qualche albergatore della vecchia generazione può permettersi un pizzico di nostalgia. Non tanto perché il passato fosse necessariamente migliore, ma perché esisteva un diverso modo di vivere la tavola. C'era più tempo, maggiore rispetto per i ritmi del servizio e, probabilmente, anche un diverso savoir-vivre.
Il momento del pranzo o della cena era parte integrante della vacanza. Ci si vestiva per andare al ristorante dell'hotel, ci si sedeva a tavola con calma, si conversava. Il servizio aveva i suoi tempi e l'ospite, generalmente, li rispettava. Oggi tutto è più veloce. Più immediato. Più personalizzato. E questo cambiamento sociale si riflette inevitabilmente anche nell'organizzazione della ristorazione alberghiera. Il difficile equilibrio tra qualità e sostenibilità economica. I problemi dei costi non sono certamente una novità per chi gestisce un albergo.
Ristorazione alberghiera, costi e margini: il significato del tovagliolo
L'albergatore ha sempre dovuto cercare un equilibrio tra la necessità di offrire un servizio di qualità e quella di mantenere prezzi ragionevoli. Ma negli ultimi anni questo equilibrio è diventato sempre più difficile. Chi propone un soggiorno di una o due settimane, magari in alta stagione, deve costruire un'offerta competitiva. La tariffa della mezza pensione deve essere interessante per convincere il cliente a soggiornare per un periodo significativo, ma allo stesso tempo deve permettere all'azienda di sostenere tutti i costi.
E qui entra in gioco il famoso tovagliolo. La ristorazione alberghiera comporta costi importanti: materie prime, energia, attrezzature, manutenzione, lavanderia, personale di cucina e di sala, sprechi e organizzazione. Un tempo si diceva che il reparto camere fosse quello che produceva il margine, mentre il ristorante rischiava di assorbirne una parte significativa. Da qui il detto: «Il tovagliolo mangia il lenzuolo». Un'espressione che, ancora oggi, conserva una sorprendente attualità.
Hotel stagionale e city hotel: due modelli diversi di ristorazione
L'albergo stagionale non è un city hotel. Bisogna inoltre fare una distinzione fondamentale. Un albergo stagionale vive dinamiche completamente diverse rispetto a un hotel cittadino. Nel city hotel la clientela è spesso composta da business traveller o da turisti che soggiornano due o tre notti. La permanenza media è breve e la ristorazione può avere un ruolo diverso, talvolta addirittura marginale. L'albergo stagionale, invece, costruisce il proprio rapporto con l'ospite su una permanenza più lunga. Una settimana, dieci giorni, quindici giorni.
Questo significa che la cucina deve essere organizzata per soddisfare quotidianamente la stessa clientela, evitando la monotonia e cercando di mantenere qualità, varietà e identità. È una sfida ben diversa dal preparare un menu per un cliente di passaggio. L'ospite che rimane dieci giorni ricorderà la colazione del primo mattino, ma anche quella dell'ottavo. Ricorderà la cena del sabato, ma inevitabilmente la confronterà con quella del mercoledì precedente. La ristorazione diventa quindi uno degli elementi più importanti nella fidelizzazione del cliente.
Personale negli hotel stagionali: la ristorazione cerca figure qualificate
Se il costo delle materie prime è una delle grandi preoccupazioni del settore, il problema forse più difficile da risolvere oggi è quello del personale. Camerieri, chef, aiuto cuochi, lavapiatti, personale di sala. Tutte figure sempre più difficili da trovare, soprattutto nelle località stagionali. La ristorazione alberghiera richiede professionalità, disponibilità e capacità di lavorare in squadra. Nei mesi di alta stagione i ritmi sono intensi e gli orari spesso impegnativi. Il risultato è che molti alberghi faticano a comporre brigate complete e stabili. Non si tratta soltanto di una questione numerica.
La difficoltà è trovare persone formate, motivate e consapevoli delle caratteristiche specifiche del lavoro alberghiero. Un buon servizio di sala non si improvvisa. Così come non si improvvisa una cucina capace di produrre ogni giorno centinaia di coperti mantenendo standard qualitativi costanti. La carenza di personale costringe spesso gli imprenditori a rivedere completamente l'organizzazione. Menu più razionali, meno elaborazioni, buffet assistiti, riduzione delle preparazioni troppo complesse e maggiore attenzione alla programmazione. In alcuni casi la tecnologia può aiutare, ma difficilmente potrà sostituire completamente la componente umana dell'ospitalità.
Ristorazione alberghiera, il futuro passa dalla qualità organizzata
Perché un albergo non è soltanto una struttura che offre un letto e un pasto. È, prima di tutto, un luogo di accoglienza. Il futuro passa dalla qualità organizzata. Forse quello della ristorazione negli alberghi stagionali non sarà quello di offrire sempre di più. Sarà quello di offrire meglio. Meno quantità inutile e maggiore qualità. Menu studiati con attenzione, valorizzazione del territorio, prodotti stagionali, riduzione degli sprechi e organizzazione più efficiente del lavoro. Anche la clientela sta cambiando e chiede maggiore flessibilità. Non necessariamente vuole cinque portate ogni sera. Vuole però mangiare bene, trovare prodotti riconoscibili, conoscere la cucina del territorio e sentirsi considerata.
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La sfida per l'albergatore moderno sarà quindi quella di mantenere l'identità dell'ospitalità italiana, adattandola alle nuove esigenze. Perché la mezza pensione continua ad avere un grande valore, soprattutto nelle località di vacanza. È un servizio che può fare la differenza nella scelta di un hotel e nella fidelizzazione della clientela. Ma deve essere economicamente sostenibile. Ed è proprio qui che ritorna l'antico insegnamento degli albergatori più esperti. Il tovagliolo non dovrebbe mangiare il lenzuolo. La ristorazione deve certamente essere un costo da controllare, ma può e deve diventare anche un valore aggiunto, uno strumento di fidelizzazione e un elemento distintivo dell'offerta alberghiera. La vera sfida non è eliminare il tovagliolo. È imparare a far convivere, in modo sostenibile, il tovagliolo e il lenzuolo. Perché nell'ospitalità italiana la camera fa dormire l'ospite, ma una buona tavola può convincerlo a tornare.


