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La Mantia: «Se mi chiamano corro»
Invio cibo per l'ospedale a Bergamo

La Mantia: «Se mi chiamano corro»
Invio cibo per l'ospedale a Bergamo
La Mantia: «Se mi chiamano corro» Invio cibo per l'ospedale a Bergamo
Primo Piano del 21 marzo 2020 | 18:29

Fra i primi ad accogliere l'appello dei colleghi Cerea per dare un aiuto al costruendo ospedale da campo a Bergamo per l'emergenza Coronavirus che sta devastando la provincia lombarda. Nuove iniziaitive dei cuochi dopo l'invito per raccogliere fondi per respiratori all'ospedale Papa giovanni XIII a Bergamo e allo Spallanzani di Roma .

«Due settimane fa ho chiuso il ristorante e dieci giorni fa ho interrotto il deliveroo. Era più opportuno che rimandassi i ragazzi a casa dai loro familiari. Poi qualche giorno fa mi hanno contattato i fratelli Cerea di Bergamo che cureranno la cucina dell’ospedale da campo di Bergamo. E sto provvedendo a far recapitare loro la materia prima. Al ristorante ho le celle piene di cose molto buone. E contribuirò in questo modo. Poi se mi chiamassero domani mattina per andare a cucinare, partirei subito». A parlare con l’Adnkronos è lo chef Filippo La Mantia, siciliano, che vive da qualche anno a Milano dove ha aperto un ristorante. Si allunga così la lista dei cuochi impegnati a Bergamo come a Milano a dare una mano al personale sanitario o che dichiarano di impegnarsi, come smepre oggi Carlo Cracco.

Fillippo La Mantia: «Se mi chiamano corro Invio cibo per l'ospedale a Bergamo
Filippo La Mantia

«I Cerea hanno contattato tutti gli amici cuochi e gli amici che hanno un ristorante – racconta - chiedendo aiuto. Hanno fatto una sorta di centro di smistamento per vettovaglie e materia prima. Proprio ora sto aspettando che mi richiamino per sapere esattamente come provvedere alla consegna di queste cose. Probabilmente manderanno loro qualche camion. Se mi chiamassero domani mattina io – ripete lo chef – andrei subito, senza pensarci un attimo. Io ho collaborato con Emergency in Sudan, ho fatto progetti legati ai detenuti nelle carceri. Questo poi – dice riferendosi al coronavirus – è un fenomeno al di sopra di tutto quello che si poteva immaginare. Ed io andrei ovunque mi chiamassero per dare una mano. Certo, vorrei operare in Lombardia solo perché è la Regione in cui vivo ed è quella più colpita in questo momento. Se i colleghi o una struttura mi contattassero, sarei pronto a muovermi subito, nel frattempo stiamo tutti rigorosamente a casa, la mia compagna ed io siamo usciti 2 volte in due settimane e solo per fare la spesa necessaria».

E sempre dal mondo dei cuochi ricordiamo che è partita, fra i promotori anche Chicco Cerea, la raccolta fondi per acquistare respiratori all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e allo Spallanzani di Roma.

Fonte: ADNKRONOS

© Riproduzione riservata

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