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Pass per spostamenti e riaperture. Domani si riuniscono gli esperti del Cts per decidere

Il Governo sta lavorando al pass che sarà richiesto per spostarsi in zone dal colore diverso a partire da maggio. Guarigione, tampone o vaccino i tre criteri ammessi. Possibilità per l'Horeca, come dimostrano altri Paesi

19 aprile 2021 | 12:55

Pass per spostamenti e riaperture. Domani si riuniscono gli esperti del Cts per decidere

Il Governo sta lavorando al pass che sarà richiesto per spostarsi in zone dal colore diverso a partire da maggio. Guarigione, tampone o vaccino i tre criteri ammessi. Possibilità per l'Horeca, come dimostrano altri Paesi

19 aprile 2021 | 12:55

Dal green pass al corona pass, l'autocertificazione è stata superata a destra. Come affermato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi durante la conferenza stampa di venerdì 16 aprile, presto per spostarsi tra Regioni di colore diverso sarà necessario un nuovo lasciapassare. La novità, che sarà discussa domani dal Comitato tecnico scientifico insieme ai protocolli sulle prossime aperture, permetterebbe, a partire probabilmente da maggio, di spostarsi verso una Regione dal colore diverso se in possesso dei giusti requisiti. Tutti certificati; su carta o digitale ancora non si sa. Mentre dal 26 aprile è concesso il passaggio da un terriotrio giallo a un altro dello stesso colore senza necessità di giustificare lo spostamento. E dal primo giugno dovrebbe iniziare l'introduzione del green pass europeo per i viaggi internazionali (senza quarantena).

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I tre requisiti richiesti dal pass

Sono tre i requisiti per richiedere il pass che permetterà lo spostamento tra Regioni di colore diverso:
  1. Aver fatto il vaccino;
  2. Essere guariti dal Covid-19;
  3. presentare un tampone antigenico o molecolare negativo effettuato nelle 48 ore precedenti al viaggio.

Carta o digitale? Una questione di tempistiche

Se i criteri sono chiari, più spinosa è la questione di capire come possa essere fatto il documento in sé. Diverse, attualmente, le ipotesi allo studio: spostamenti consentiti a chi mostra un certificato siglato dall'Asl o una autocertificazione che attesti i requisiti; oppure a chi è in possesso della tessera sanitaria su cui verrebbero caricati i dati relativi allo stato di salute. Infine, c'è anche la possibilità che si introduca un terzo sistema (cosa che è già stata testata da diversi Paesi in Europa e non solo), una sorta di card digitale.

Ma quest'ultima possibilità è gravata dal nodo tempistiche. Sebbene sul progetto ci stiano lavorando insieme il ministero della Salute e quello dell'Innovazione tecnologica, i tempi sembrano lunghi. Sul tavolo, uno dei progetti prevederebbe l'utilizzo dell'app IO già utilizzata per il cashback e attivata da 10 milioni di italiani.

Palla al Cts su aperture e spostamenti

La prima riunione utile per capire lo sviluppo della vicenda sarà convocata per il 20 aprile. Il Comitato tecnico scientifico dovrà pronunciarsi non solo sulla possibilità dello spostamento fra Regioni in zona rossa e arancione con il pass, ma anche sul protocollo delle riaperture condiviso da Governo e Regioni.

Che fine ha fatto la card campana? 170mila consegnate

Tra i primi a suggerire la consegna di una card simile alla tessera sanitaria per attestare l'avvenuta vaccinazione in caso di necessità, è stato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. A inizio aprile, le card consegnate erano già 170mila mentre altre 4 milioni erano già state ordinate per tenere il passo della campagna vaccinale. «L'obiettivo - ha dichiarato il presidente De Luca - è utilizzare tale certificazione per rilanciare interi settori economici, in particolare il comparto turistico, cercando di legare la straordinaria offerta dei nostri territori alla certificazione di immunità degli operatori del settore».

Dalla Danimarca alla Mecca, cosa succede nel mondo

Oltre i confini italiani, sono diversi i Paesi che stanno via via adottando una misura simile di lasciapassare. Non solo per spostarsi, ma anche per entrare nei locali e nei cinema per esempio. Un tema, quello dell'estensione delle funzioni del passaporto vaccinale, da sempre sostenuto anche da Italia a Tavola. E che ha trovato applicazione a Copenhaghen. Là, dal 21 maggio, si riapre ma per accedere ai servizi non essenziali come il parrucchiere e i ristoranti si dovrà esibire un documento cartaceo: il coronapass, scaricabile dal sito del ministero. Anche Austria e Belgio si sono dette interessate a una soluzione del genere per le riaperture che inizieranno dai primi di maggio

Uno strumento simile è stato adottato anche da Israele. Il Paese, da subito all'avanguardia delle sperimentazioni anti-Covid grazie alla limitata popolazione (che ora, immunizzata, può circolare senza mascherine), ha introdotto il libretto verde per i cittadini che hanno già ricevuto le due dosi di Pfizer. Si tratta di un certificato vaccinale valido da sette giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Chi ce l’ha, accede a diversi vantaggi: evita l'isolamento dopo il contatto con un positivo e dopo un viaggio all’estero. Inoltre, può raggiungere le destinazioni covid-free denominate "isole verdi".

In Cina, invece, tutto corre su WeChat. Passaporto vaccinale compreso. Grazie alla tecnologia QR Code, infatti, i cittadini cinesi (non obbligatoriamente) possono registrare sul proprio device mobile i dati relativi al proprio stato di salute. Quest'ultimi, per esempio, vengono già lattei dagli scanner che regolano l'accesso ai mezzi pubblici e che segnalano l'eventuale contatto con un positivo. In generale, sono archiviati in modo da essere disponibili anche ai Paesi stranieri per facilitare i viaggi.

Stessa soluzione tecnologica anche alla Mecca. I pellegrini che il 13 aprile hanno presenziato ai riti per l’inizio del Ramadan erano stati muniti di app: Tawakkalna e Eatmarna. Wallet digitali che dimostravano di avere le condizioni per l’accesso al sito religioso: essere già guariti dal Covid, avere ricevuto due dosi di un vaccino o almeno una dose negli ultimi 14 giorni. Ai trasgressori, multe da 2.200 euro.

Il green pass europeo arriva l'1 giugno

Nel frattempo cresce l'attesa per l'introduzione del green pass europeo atteso per il suo debutto l'1 giugno. Lo strumento, che sarà poi a pieno regime a partire dall'1 luglio. «Dobbiamo agire rapidamente, in tempo per l'apertura delle frontiere e per l'estate così da rilanciare la stagione turistica», ha detto li commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton. Il rischio, infatti, è che l'attesa dell'indicazione delle giuste condizioni fiacchi la resistenza e la capacità di programmazione degli operatori. Non sol quelli del turismo, ma anche ristorazione, bar, ospitalità, cultura, ecc.

Destinazioni che benificeranno anche dell'accelerazione della campagna vaccinale con Pfizer che ha annunciato che fornirà altre 100 milioni di dosi all’Unione Europea nel 2021. Mentre per l'Italia sono previste in arrivo dall'Europa circa 54 milioni di vaccini dei quattro finora approvati e tre volte tanti quelli ottenuti fino ad adesso.

La Grecia dice stop alla quarantena

Nel frattempo, in vista dell'ormai imminente stagione turistica, dopo aver vaccinato tutte le isole fino a mille abitanti e aver sostenuto dalla prima ora il green pass, la Grecia ha cancellato l'obbligo di quarantena per i viaggiatori in arrivo da alcuni Paesi. 

Si tratta degli Stati membri dell'Unione Europea, quelli dell'area Schengen, ma anche: Regno Unito, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Serbia e Israele. Secondo quanto riportano fonti media greche, le persone che vogliono entrare in Grecia dovranno presentare all'arrivo un documento che provi la loro completa vaccinazione contro il Covid-19 o, in alternativa, un test molecolare con risultato negativo svolto nelle 72 ore precedenti.

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