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Butéga Valtellina
Alla ricerca di prodotti “unici, non tipici”

Butéga Valtellina 
Alla ricerca di prodotti “unici, non tipici”
Butéga Valtellina Alla ricerca di prodotti “unici, non tipici”
Pubblicato il 26 marzo 2019 | 10:07

Mettiamo l’accento sulle cose buone” è andato in scena a Tirano (So): si tratta di un grande evento pubblico con lo scopo di promuovere le eccellenze della Valtellina.

Ad organizzarlo è stata Butéga Valtellina, una start-up nata nel 2016 da un’idea di 3 giovani ragazzi valtellinesi che da sempre hanno a cuore la loro terra.

Giorgio Gobetti (Butéga Valtellina Alla ricerca di prodotti unici, non tipici)
Giorgio Gobetti, co-fondatore di Butéga Valtellina

Il progetto di Giorgio Gobetti, Francesco Bondiolotti e Mattia Fendoni ha come obiettivo principale quello di valorizzare le unicità del territorio, in particolare quelle enogastronomiche, mettendo in rete le piccole realtà produttive virtuose, rilanciando la filiera all’insegna della qualità. In quest’ottica, i prodotti ricercati da Butéga Valtellina sono prodotti unici, selezionati direttamente da piccoli produttori che fanno della propria passione un lavoro, che perseguono un’idea e una filosofia che ha come fine ultimo la qualità, il rispetto per il territorio e la tutela della biodiversità.

La giornata è stata introdotta da una breve presentazione della start-up e della rete di produttori che ne fanno parte, formata in prevalenza da nuove e giovani realtà, affiancate però anche da aziende più solide e strutturate con le quali si è intrattenuta una tavola rotonda. Tra queste ultime Patrizio Mazzucchelli di "Raetia biodiversità alpine": coltiva e tutela  specie e varietà alpine a rischio di estinzione, in particolare cereali e patate; Peter Moltoni, titolare della "Mieleria Moltoni", oltre a una grande varietà di miele produce confetture e dolci tipici del territorio valtellinese; Jonatan Fendoni di "Orto Tellinum" custodisce e diffonde semi secolari della Valtellina, tra cui il grano saraceno Nustran e il Mais rostrato rosso di Valtellina. Menzione a parte merita invece il progetto Comunità che nutrono di AlpLab, che si occupa di mappare e valorizzare prodotti alimentari, ricette e usanze legati al territorio valtellinese. Grazie ad esso, quella tradizione che sarebbe finita nel dimenticatoio torna in vita.

(Butéga Valtellina Alla ricerca di prodotti unici, non tipici)
Varietà di grano e di segale coltivate da Chiara e Daniela dell'azienda agricola Meraki

I prodotti in esposizione sono stati fondamentali sia come riscoperta del territorio sia come spunto per un'interazione autentica tra produttori - in particolare i più giovani - e visitatori. Molte le curiosità, innumerevoli gli assaggi, tante le congratulazioni per l'impegno che questi produttori legati alla propria terra mettono nelle loro realtà.

Entrando nella sala espositiva il primo banchetto in cui ci si imbatte è quello dei fratelli Robustelli Test, che producono formaggio casera Dop di alpeggio grazie alle loro mucche di razza Bruna Alpina. Poco più avanti l’entusiasmo di Daniela Ghilotti e Chiara Rodolfi dell’azienda agricola Meraki che in greco significa "qualcosa fatto con la propria anima, con creatività, impegno e molto amore"; è così che Chiara e Daniela lavorano, mettendo passione nella coltivazione della loro selezione di patate rare e del grano saraceno autoctono Curunin. Accanto a questa energica coppia, gli altrettanto energici Sebastiano Pini e Giacomo Rodolfi, che con la loro azienda agricola Substrato hanno recuperato 1 ettaro di terrazzamenti in alta Valtellina dove coltivano 30 varietà di mele e 10 varietà di pere selezionate per la produzione di sidro naturale; crocus sativus - il prezioso zafferano rosso di cui valorizzano pistilli, petali ed antere; 15 arnie per un'apicoltura di montagna da cui ricavano due tipologie di miele, uno primaverile ed uno estivo. Successivamente anche il banchetto del microbirrificio De La Tour, progetto di Michele Viganò e Claudia Ghilotti, che col sorriso servono la Birra della Felicità, aromatizzata con erbe alpine, e la birra Menotu, stile Pilsner; Denis Tuia che con i suoi 45 alveari produce miele di acacia, rododendro, castagno e millefiori; Chiara Cecini che non si limita a produrre confetture, pesto e gomasio, ma esce dai confini enogastronomici per incanalare la sua dedizione anche nella produzione di detersivi e prodotti naturali per la casa e per l’igiene del corpo, con anche l’intento di ridurre l’impatto ambientale attraverso la minimizzazione del packaging e degli scarti.

Al di fuori dell’ambito enogastronomico c'è Jack Sala, un artista locale che tra le altre cose, rappresenta fiori e piante del territorio, attraverso la pittura, la scultura della pietra e l’intaglio del legno esprimendo così l’amore per la propria terra.

(Butéga Valtellina Alla ricerca di prodotti unici, non tipici)
Gnocchetti di patate blu di Svezia dell'azienda agricola Meraki con zafferano, petali e antere dell'azienda agricola Substrato

A sancire una giornata dedicata alla qualità e alle eccellenze territoriali, il pranzo: il Bistrot Merizzi di Tirano ha infatti accolto i partecipanti con un menu ideato da Jeremy Gnecchi e Alessia Tampalini, pensato per esaltare i sapori autentici e genuini delle materie prime selezionate tra i piccoli produttori partecipanti.

Non poteva mancare dunque un antipasto a base di salumi: Slinzega e salame nostrani della macelleria di Robustellini Eusebio, maestro nella lavorazione di carni pregiate; fegatini della macelleria Giumelli; pancetta artigianale di Luca sapientemente stagionata nelle sue cantine storiche. Alla Vellutata di zucca aromatizzata con Pesteda tradizionale di Grosio ed erbette di montagna sono seguiti gli Gnocchetti di patate blu di Svezia allo zafferano e dopo ancora Polenta con mais rostrato rosso e cotechino, selezione di formaggi accompagnati da confetture e miele e per concludere una Bisciola scomposta come dolce. Gli abbinamenti azzeccati, la freschezza e la qualità delle materie prime hanno reso il pranzo un intenso mix di sapori dove il territorio e i prodotti ne sono usciti protagonisti.

Il circuito di valorizzazione di Butéga Valtellina, giunto all'inizio della sua fase operativa, prevede un piano di sviluppo per il 2019 mirato a coinvolgere altre realtà produttive e a favorire lo sviluppo di sinergie, condivisione, contaminazione di idee e know how, al fine di generare esternalità positive per l'intera filiera e per il territorio.

Per informazioni: www.butegavaltellina.com

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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