La vendemmia 2026 sta procedendo in anticipo in molte aree italiane, con raccolte iniziate una o due settimane prima rispetto alla consuetudine e, in alcuni territori, fino a 20 giorni di anticipo. Caldo e siccità hanno accelerato la maturazione, portando in diverse zone zuccheri superiori alla media e acidità più basse. Una situazione che rende più difficile affidarsi a schemi prestabiliti e aumenta l'importanza di misurare ciò che accade alle uve, al mosto e al vino. La variabilità della stagione rende infatti più complessa la lettura dell'annata. Anche per questo, secondo Vinventions, l'esperienza dell'enologo deve essere affiancata da strumenti capaci di fornire dati durante le diverse fasi della produzione, così da orientare le decisioni sulla base dell'effettiva evoluzione della materia prima.

Vendemmia 2026, maturazione accelerata: la cantina si affida sempre più ai dati
Vendemmia 2026, maturazione accelerata: più misurazioni per decidere raccolta e vinificazione

Maturazione accelerata, gli schemi prestabiliti non bastano

«È un'annata in cui è difficile affidarsi a schemi prestabiliti», spiega Antonino La Placa, commercial director Italy e Southern Europe di Vinventions. La maturazione accelerata sta modificando infatti alcuni dei parametri con cui normalmente si valuta l'evoluzione delle uve. La situazione, sottolinea La Placa, non significa necessariamente una perdita di qualità. La qualità delle uve può essere interessante, ma la maggiore concentrazione zuccherina e la riduzione dell'acidità richiedono una maggiore attenzione nelle decisioni enologiche. In questo scenario diventa importante capire con precisione che cosa sta accadendo durante la maturazione e nelle successive fasi di trasformazione. Non soltanto attraverso l'esperienza maturata dal produttore, ma anche attraverso strumenti in grado di misurare i cambiamenti in tempo reale.

Vendemmia 2026, maturazione accelerata: la cantina si affida sempre più ai dati
Vendemmia 2026, zuccheri e acidità cambiano: in cantina servono più misurazioni

Misurare uva, mosto e vino per orientare le decisioni

È questo il punto su cui Vinventions concentra la propria proposta tecnica. La misurazione accompagna il processo dalla raccolta alla vinificazione, fornendo informazioni che possono aiutare l'enologo a leggere l'evoluzione del prodotto. Tra gli strumenti citati dall'azienda c'è PolyScan, che analizza in tempo reale i composti ossidabili. L'obiettivo è mettere a disposizione dell'enologo informazioni utili per le decisioni che riguardano le diverse fasi della lavorazione.

Vendemmia 2026, maturazione accelerata: la cantina si affida sempre più ai dati
Antonino La Placa, commercial director Italy e Southern Europe di Vinventions

A questo si affianca Enology Portal, piattaforma che organizza e interpreta i dati provenienti dal vigneto e dalla cantina. Il principio è quindi quello di avere una lettura più puntuale di ciò che accade lungo il processo produttivo. «L'esperienza resta fondamentale, ma può essere supportata da strumenti che permettono di misurare ciò che sta accadendo», è il concetto espresso da La Placa. In un'annata caratterizzata da una maggiore variabilità, conoscere i dati diventa parte del processo decisionale.

L'ossigeno tra le variabili da tenere sotto controllo

La misurazione assume un peso particolare anche nella gestione dell'ossigeno, indicata da Vinventions come uno degli aspetti da considerare con attenzione durante la vendemmia 2026. L'obiettivo è preservare freschezza, aromi, colore ed equilibrio del vino, tenendo sotto controllo l'evoluzione legata all'ossigeno durante le diverse fasi della produzione. La gestione non si esaurisce con la vinificazione. Continua anche dopo l'imbottigliamento, quando entra in gioco la scelta della chiusura e, in particolare, la sua permeabilità all'ossigeno.

Vendemmia 2026, maturazione accelerata: la cantina si affida sempre più ai dati
La misurazione assume un peso particolare anche nella gestione dell'ossigeno

La chiusura dipende dalle caratteristiche del vino

Anche in questo caso, secondo La Placa, non esiste una chiusura universalmente ideale. La scelta deve essere collegata a ciò che il produttore vuole ottenere e alle caratteristiche del vino. Se cambiano le caratteristiche delle uve e del vino, quindi, può cambiare anche la strategia relativa alla chiusura. È una scelta che arriva alla fine del processo, ma che deve essere coerente con le decisioni prese nelle fasi precedenti. «La chiusura è l'ultima vera scelta enologica prima che il vino arrivi al consumatore», sottolinea La Placa.

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La vendemmia 2026 diventa così, nella lettura proposta da Vinventions, un esempio di come la maggiore variabilità delle condizioni di partenza renda sempre più importante misurare, conoscere e decidere. La tecnologia, nella prospettiva dell'azienda, non deve sostituire il ruolo dell'enologo, ma fornire informazioni più precise per accompagnarne le scelte, dalla raccolta fino alla chiusura della bottiglia.

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