NEL MILANESE
A Settala la birra nasce in cascina: Pratorosso valorizza le radici agricole
A Settala, nel Parco Agricolo Sud Milano, il Birrificio Pratorosso unisce una storia agricola centenaria alla produzione di birra. Nel 2026 stima 1.500 ettolitri e punta sul canale Horeca, con quattro referenze di punta
A Settala, nel Parco Agricolo Sud Milano, il Birrificio Artigianale Pratorosso lega la produzione brassicola a una storia agricola familiare che supera il secolo. Nato nel 2015 all’interno dell’azienda agricola di famiglia e rinnovato nel 2021 con l’ingresso della nuova generazione, il birrificio ha sviluppato un progetto che unisce attività agricola, produzione artigianale e valorizzazione delle materie prime. Il nome richiama il «Pràa Russ», uno degli storici campi d’orzo della proprietà, situato accanto alla cascina. La nuova gestione ha segnato un passaggio nella conduzione dell’attività, con l’introduzione di nuove idee e tecniche produttive. L’obiettivo è mantenere il legame con il territorio e con la tradizione agricola, affiancandovi una maggiore attenzione alla sostenibilità e alla qualità. Alla guida del birrificio c’è Ambrogio De Ponti, mentre la produzione è affidata al birraio Stefano Premoli. Per il 2026 la stima produttiva è di circa 1.500 ettolitri.
Dalla birra al miele ai prodotti da forno
La produzione di Pratorosso è concentrata sulla birra, ma comprende anche alcune lavorazioni realizzate in collaborazione con altre realtà artigianali. Un progetto specifico riguarda due birre al miele, sviluppate per un cliente che fornisce il prodotto proveniente dalla propria apicoltura biologica. Si tratta di una Amber Ale con miele di castagno e di una Helles con miele di acacia. La distribuzione è attualmente limitata all'agriturismo «Le Cave del Ceppo», gestito dallo stesso fornitore.
Un'altra linea di attività nasce dalla collaborazione con un pasticcere e riguarda prodotti nei quali viene impiegata la Blaze, la Bock del birrificio. Con questa birra vengono realizzati panettoni, pandori, colombe, brownies e cracker. La gamma comprende inoltre gelatine alla birra, amaro alla birra e gin. Alcune preparazioni, come i grandi lievitati delle ricorrenze, sono disponibili in determinati periodi dell'anno.
Tap room, shop e distribuzione nel canale Horeca
Le birre sono confezionate in bottiglie di vetro da 33 e 75 cl e lattine da 33 cl, oltre che in fusti di acciaio e Polikeg. Un'organizzazione che consente di raggiungere sia i consumatori attraverso i canali diretti sia bar, ristoranti e strutture ricettive. Il progetto Pratorosso mantiene così un legame riconoscibile con la propria origine agricola, ma guarda anche alle esigenze della ristorazione, attraverso una gamma di stili differenti e collaborazioni che estendono l'utilizzo della birra oltre il bicchiere.
Il rapporto con il pubblico passa dallo shop aziendale e dalla Pratorosso Green House, la tap room del birrificio. Qui è possibile degustare le birre della produzione, accompagnandole con una selezione di proposte gastronomiche. La carta comprende anche cocktail a base di birra, pensati per esplorare modalità di utilizzo diverse rispetto al servizio tradizionale. La struttura organizza inoltre visite guidate agli impianti con degustazione finale, un'occasione per conoscere le fasi produttive e le caratteristiche delle diverse referenze. Sul fronte commerciale, Pratorosso affianca alla vendita diretta e allo shop online una rete di distributori nazionali e clienti del canale Horeca, che rappresenta la quota più significativa del business.
Le birre tra tradizione inglese e luppolatura americana
La gamma comprende diversi stili, dalle interpretazioni più luppolate alle birre di ispirazione britannica. Tra le referenze principali c’è la Summit, Amber Ale da 6,6% vol., che è anche la birra più venduta del birrificio. Il colore ambrato e la schiuma compatta anticipano un profilo aromatico nel quale si alternano note erbacee, agrumate e di caramello. In bocca emerge una componente tostata, accompagnata da un finale lungo e moderatamente amaro. La Hoxie, American Ipa da 6,5% vol., si distingue invece per una luppolatura più marcata. Di colore oro brillante con riflessi ramati, presenta profumi agrumati e resinosi, un amaro deciso e una chiusura pulita e persistente.
Su una linea più leggera si colloca la Plume, Session Ipa da 4,2% vol. e 35 Ibu: il corpo snello e la componente aromatica orientata alla frutta tropicale, con richiami ad ananas e mango, ne definiscono il profilo. Completa il gruppo delle quattro birre di riferimento la Brush, Mild da 4% vol. e dal colore ramato. È una birra morbida, con sentori di cappuccino, caramello e legno, una componente maltata e tostata e un finale erbaceo e terroso. Proprio questa referenza è al centro della proposta di abbinamento suggerita da Premoli.
Brush e sushi, l’abbinamento proposto dal birraio
La Mild inglese non è necessariamente una birra da accostare soltanto a piatti della tradizione britannica. Premoli invita a provarla con il sushi, sia di pesce sia di carne, oltre che con salumi e formaggi. «La Brush è una Mild dal carattere morbido e maltato, con piacevoli note biscottate, un amaro delicato che ricorda le foglie di tè nero e una gradazione contenuta che la rende particolarmente beverina», spiega il birraio.
La scelta del sushi nasce dalla volontà di trovare un abbinamento nel quale la birra accompagni il piatto senza coprirne i sapori. «Mi piace l'idea di far incontrare la tradizione inglese della Mild con la cucina giapponese: un abbinamento insolito che dimostra come una birra non debba necessariamente essere intensa o pesante». Una proposta che punta sull'equilibrio e sulla possibilità di utilizzare anche stili meno alcolici e strutturati nella ristorazione.


