Il lungo cammino del Chianti (oggi Chianti Classico), iniziato nel lontano 1384, quando viene scelto il Gallo Nero in campo oro come simbolo della Lega del Chianti, è un susseguirsi di tappe fondamentali che ne hanno consolidato radici e reputazione, portando il celebre vino toscano in ogni angolo del mondo. Ripercorrere le fasi che hanno segnato l’affermazione di questo territorio - celebrato da scrittori del calibro di Torquato Tasso, Arthur Conan Doyle, Giacomo Casanova, Alessandro Manzoni, Eugenio Montale, solo per citarne alcuni - mette in luce quanto i produttori abbiano lavorato sodo per elevarne la qualità e fare sistema.
Il Chianti, una storia che inizia nel lontano 1384
Le origini e la nascita del Chianti Classico
Il primo atto notarile in cui compare il nome Chianti risale al 1398. Nel 1565, Giorgio Vasari descrive l’Allegoria del Chianti, raffigurando un Gallo Nero in una formella oggi custodita a Palazzo Vecchio. Nel 1716, il Granduca di Toscana Cosimo III definisce i confini della zona di produzione del Chianti, sancendone ufficialmente la nascita e diventando così la prima zona vinicola al mondo a essere tutelata per legge. Nel 1872, il barone Ricasoli redige la prima “ricetta” per produrre Chianti con uve Sangiovese.
L’anno d’oro è il 1924: a Radda nasce il Consorzio del Chianti Classico, con 33 produttori illuminati che scelgono il Gallo Nero come simbolo, creando il primo consorzio di tutela. Nel 1932 viene introdotto il termine “Classico” per distinguerlo da altre zone. Nel 1967 il Chianti Classico ottiene la Doc, nel 1984 la Docg, e nel 1996 diventa una Docg autonoma con proprio disciplinare. Dal 2006 può essere prodotto solo con uve a bacca rossa e tutta la filiera deve avvenire nei confini previsti.
La Gran Selezione e il Chianti Classico contemporaneo
Nel 2014 nasce la “Gran Selezione”, super riserva di Chianti Classico, che prevede l’uso esclusivo di uve di proprietà, provenienti da selezioni speciali o vigneti singoli; invecchiamenti minimi di 30 mesi, di cui 3 in bottiglia; e la possibilità di indicare l’Unità Geografica Aggiuntiva in etichetta. Scelte radicali ed efficaci che dimostrano l’impegno del Consorzio per l’eccellenza.
Le splendide vigne di Radda in Chianti (Si)
Oggi, il Chianti Classico è protagonista nei contesti più esclusivi e in ottima salute. I soci del Consorzio sono 480. A conferma dell’eccellenza, a ottobre il Gallo Nero ha ottenuto da Falstaff il punteggio massimo di 100/100 (prima volta per un vino italiano) e il riconoscimento “Collezione dell’anno” per un’importante azienda chiantigiana. E allora assaggiamo. Ecco tre Chianti Classico Gran Selezione, ciascuno con una personalità ben definita, che metterò in tavola quando avrò ospiti speciali.
Chianti Classico Gran Selezione 2013 - Tenuta di Lilliano
Situata tra le colline di Castellina in Chianti, accanto al borgo medievale omonimo, la tenuta è stata per secoli crocevia di battaglie tra Firenze e Siena. Dal 1920 è di proprietà della famiglia Ruspoli Berlingieri. Nel 1958 esce la prima annata di Chianti Classico Lilliano, grazie all’impegno della principessa Eleonora Ruspoli Berlingieri e alla consulenza di Giulio Gambelli. Oggi è gestita da Giulio e Pietro Ruspoli con Stefano Porcinai (agronomo) e Lorenzo Landi (enologo). I 40 ettari vitati, condotti in biologico, sono dominati dal Sangiovese, Merlot e Colorina. I suoli calcareo-argillosi e il microclima favoriscono uve sane e aromatiche.
Manzo irlandese alla "California" con Chianti Classico Gran Selezione 2013 di Lilliano
Il Gran Selezione 2013 nasce dai migliori vigneti. Dopo vendemmia e selezione, si vinifica in acciaio, con affinamento in botte grande e tonneaux per circa 15 mesi, poi 6 mesi in bottiglia. Al naso è fresco, elegante, con frutti neri, sottobosco, spezie e note balsamiche. In bocca, progressione seducente, tannini integrati, frutto, note fumé, graffite, pietra focaia e lungo finale.
Varietà: Sangiovese 90%, Merlot 5%, Colorina 5%
Prezzo medio: €39–43
Abbinamento consigliato
Manzo irlandese alla "California". Il Chianti Classico Gran Selezione 2013 di Lilliano trova un abbinamento particolarmente efficace con questo piatto, che unisce struttura, succulenza e una componente aromatica intensa. La carne, valorizzata da una cottura che ne esalta morbidezza e profondità gustativa, dialoga con la progressione elegante del vino, capace di sostenere il piatto senza sovrastarlo. Il Sangiovese dominante offre freschezza e tensione, bilanciando la ricchezza del manzo, mentre le note di frutti neri, sottobosco e spezie richiamano le sfumature tostate e sapide della preparazione. I tannini integrati accompagnano la masticazione, rendendo l’assaggio armonico e continuo. Le sensazioni fumé, di grafite e pietra focaia amplificano la complessità del piatto, mentre il finale lungo e balsamico pulisce il palato e invita al boccone successivo, rendendo l’abbinamento coerente e di grande equilibrio.
Località Lilliano 53011 Castellina in Chianti (Si)
Castello di Brolio Gran Selezione 2021- Ricasoli
Il Castello di Brolio appartiene alla famiglia Ricasoli dal 1141, stirpe nobiliare risalente a Carlo Magno. Testimone di invasioni e battaglie, il castello conserva tracce di Medioevo, Romanico, Neogotico e Ottocento toscano. Attorno ad esso si estende la tenuta più grande del Chianti Classico: 1.200 ettari, di cui 240 a vigneto. Nel 1993, il barone Francesco Ricasoli prosegue l’opera dell’antenato Bettino, autore della formula originale del Chianti nel 1872. Sotto la sua guida, si avviano pratiche sostenibili, studi sui suoli, selezione clonale del Sangiovese e mappatura dei vigneti.
Capriolo, fegato d’oca, rape rosse e melograno con Chianti Classico Gran Selezione di Castello di Brolio
Il Gran Selezione nasce su 6 ettari attorno al castello, con suoli di arenaria, galestro, alberese. Dopo vinificazione in acciaio, l’affinamento avviene per 22 mesi in tonneaux (30% nuovi). Al naso si apre su fiori, spezie, note tostate. In bocca è strutturato, morbido, intenso, con tannini vellutati e note di ciliegia nera, prugna, balsamico.
Varietà: Sangiovese 90%, Cabernet Sauvignon 5%, Petit Verdot 5%
Prezzo medio: €47
Abbinamento consigliato
Capriolo, fegato d’oca, rape rosse e melograno. Il Chianti Classico Gran Selezione di Castello di Brolio si abbina in modo eccellente a questo piatto che coniuga intensità, aromaticità e profondità gustativa. La struttura del vino, con tannini vellutati e corpo armonico, sostiene la carne di selvaggina senza sovrastarla, mentre le note di ciliegia nera, prugna e balsamico richiamano le sfumature dolci e leggermente acidule del melograno e delle rape rosse. Le spezie e le note tostate del vino si intrecciano con la sapidità del fegato d’oca, creando un equilibrio perfetto tra componente grassa e freschezza fruttata. La progressione morbida e intensa in bocca, tipica del Sangiovese dominante, valorizza ogni boccone e accompagna la complessità del piatto fino al finale elegante e persistente. Questo abbinamento esalta sia la qualità della selvaggina sia la raffinatezza del vino, rendendo l’esperienza gastronomica completa e armoniosa.
Loc. Madonna a Brolio 53013 Gaiole in Chianti (Si)
Chianti Classico Gran Selezione Docg 2020 - Rocca delle Macìe, Sergio Zingarelli
Il vino di punta di Rocca delle Macìe, fondata nel 1973 da Italo Zingarelli, produttore cinematografico di “Lo chiamavano Trinità”. Oggi l’azienda è guidata dai figli Sergio, Fabio e Sandra, con i nipoti. All’interno della tenuta è nato il museo “Galleria Trinità” dedicato alla saga. Rocca delle Macìe ha ottenuto grandi successi e il Sergio Zingarelli è frutto della riorganizzazione dei vigneti iniziata nel 2000. Dopo selezione e vendemmia dal vigneto Le Prese, la fermentazione dura 10 giorni, seguita da 21 giorni di macerazione, malolattica in cemento, 20 mesi in rovere francese Tronçais e 18 in bottiglia.
Cuberoll di Angus scozzese con Chianti Classico Gran Selezione Docg 2020 Sergio Zingarelli di Rocca delle Macìe
Al naso è intenso e complesso: mora di rovo, marasca, tabacco, spezie. In bocca, è sapido, morbido, con tannini setosi, acidità bilanciata, agrumi, arancia, lungo finale.
Varietà: Sangiovese 100%
Prezzo medio: €47–69
Abbinamento consigliato
Cuberoll di Angus scozzese. Il Sergio Zingarelli di Rocca delle Macìe si sposa perfettamente con il cuberoll di Angus scozzese, piatto che combina eleganza, struttura e sapori intensi. La complessità aromatica del vino, con note di mora di rovo, marasca, tabacco e spezie, valorizza la succulenza della carne, mentre i tannini setosi e l’acidità bilanciata sostengono la consistenza del cuberoll senza appesantirlo. Le sfumature agrumate e di arancia arricchiscono il piatto, creando un contrasto armonioso con le carni rosse saporite e ben strutturate. La progressione morbida e sapida del vino accompagna ogni boccone fino al finale lungo, esaltando le sensazioni gustative e aggiungendo profondità all’esperienza gastronomica. Grazie alla capacità del Sangiovese 100% di unire eleganza e potenza, questo abbinamento funziona anche con eventuali contorni o salse leggere, rendendo il duo vino-piatto equilibrato, raffinato e memorabile, ideale per chi cerca una cena gourmet che sappia coniugare gusto e carattere.
Località Le Macìe, 45 53011 Castellina in Chianti (Si)