L'approvazione del nuovo disciplinare segna un passaggio importante per il futuro del Chianti Docg, una delle denominazioni più rappresentative del vino italiano: nasce il Chianti Rosé Docg, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Il via libera del Ministero dell’Agricoltura e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rendono operative una serie di modifiche che puntano ad aggiornare il sistema produttivo senza alterarne l'identità storica. Il percorso era stato avviato dal Consorzio Vino Chianti nel 2020 con l'obiettivo di adeguare la denominazione alle nuove esigenze del mercato, alle richieste dei consumatori e ai cambiamenti che stanno interessando il comparto vitivinicolo.

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti
Debutta il Chianti Rosé Docg
La novità più evidente riguarda l'introduzione del Chianti Rosé Docg, una tipologia che amplia il perimetro della denominazione e apre nuove opportunità commerciali alle aziende. Il segmento dei vini rosati continua infatti a mantenere una buona capacità di attrazione sia sul mercato nazionale sia all'estero. Per il Chianti si tratta di un ingresso in una categoria che negli ultimi anni ha conquistato spazi sempre più significativi nella ristorazione e nei consumi stagionali.
Secondo il presidente del Consorzio, Giovanni Busi, il nuovo Rosé rappresenta anche uno strumento utile per diversificare l'offerta in un periodo dell'anno in cui tradizionalmente le vendite dei rossi registrano una fisiologica flessione. «Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall'altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico».
Terre di Vinci entra nella geografia del Chianti
Tra le novità approvate compare anche la nuova sottozona Terre di Vinci, che entra ufficialmente all'interno della denominazione. Si tratta di un riconoscimento atteso da tempo dalle aziende locali e che valorizza un territorio legato alla figura di Leonardo da Vinci e alla sua tradizione agricola. L'inserimento della sottozona consente di rafforzare il legame tra vino e origine geografica, un aspetto sempre più rilevante nelle strategie di valorizzazione delle produzioni di qualità. L'operazione contribuisce inoltre a rendere più leggibile la ricchezza territoriale del Chianti, evidenziando le specificità di aree che presentano caratteristiche storiche e produttive differenti.
Controlli più rigidi sulla tracciabilità
Il nuovo disciplinare introduce anche misure che riguardano la gestione e la circolazione dei vini destinati alla commercializzazione. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell'Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite di Chianti e Chianti Superiore. È inoltre prevista una comunicazione preventiva per gli spostamenti di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla Docg. L'obiettivo è rafforzare la trasparenza della filiera e garantire una maggiore tutela sia per gli operatori sia per i consumatori, anche considerato che il nome Chianti continua a essere uno dei più esposti agli abusi nel mondo digitale.

Il nuovo disciplinare punta a rafforzare controlli e tracciabilità del Chianti
Un aggiornamento che guarda al mercato
Il nuovo impianto normativo nasce in una fase particolarmente delicata per il settore vitivinicolo, chiamato a confrontarsi con consumi in evoluzione, maggiore concorrenza internazionale e cambiamenti climatici che incidono sulle strategie produttive. «Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia», conclude Busi. L'aggiornamento del disciplinare rappresenta così un tentativo di mantenere saldo il patrimonio identitario della denominazione introducendo, allo stesso tempo, strumenti utili per affrontare le nuove dinamiche del mercato.
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