Settembre, per chi vive nelle grandi città del Nord, ha il profumo delle ultime gite della domenica. E, per molti, la direzione è quasi naturale: il lago di Como, con le sue rive eleganti, o il polmone verde delle colline lecchesi della Brianza. Ma, oltre alla classica passeggiata sul lungolago o al trekking tra i boschi, c’è un invito in più da raccogliere, capace di unire il piacere della scoperta a quello del palato: fare un salto in cantina.

Tra il lago di Como e la Brianza c'è una piccola denominazione del vino da scoprire
Una gita tra lago di Como e Brianza può diventare l'occasione perfetta per visitare una cantina

Terre Lariane Igt, la piccola viticoltura tra lago e colline

Dietro l’iconica cartolina del Lario si nasconde, a macchia di leopardo, una piccola realtà enologica che prende il nome di Terre Lariane Igt. È una denominazione giovane, nata nel 2008, e forse proprio per questo conserva ancora il fascino genuino delle cose poco note. Qui non troverete distese industriali di filari, ma una viticoltura quasi sartoriale, fatta di fazzoletti di terra strappati alla roccia che si specchiano direttamente nell’acqua o che disegnano le pendenze spettacolari di Montevecchia. Il bello di fare enoturismo in queste zone sta proprio nella sorpresa. Non c’è un solo vino a dominare la scena, ma un divertente mosaico di sapori.

Tra il lago di Como e la Brianza c'è una piccola denominazione del vino da scoprire
Le Terre Lariane Igt raccontano una viticoltura artigianale fra lago, colline e produzioni limitate

Ciascun produttore è un artigiano che interpreta la terra a modo suo: si può passare da un bianco fresco e profumato a base di Riesling o dell’autoctono Verdese fino a rossi morbidi a base di Merlot. È una produzione volutamente limitata, ed è proprio questo il bello. Questi vini sono talmente legati al loro territorio che quasi non amano viaggiare: per assaggiarli bisogna venire qui, farseli raccontare dai vignaioli, trovarli nelle enoteche della costa o nei menu dei ristoranti che punteggiano le sponde. Diventano così il souvenir perfetto di una giornata speciale.

Che cosa sapere sul Verdese

Il Verdese è l’unico autoctono esclusivo del lago di Como. Ha rischiato l’estinzione totale e oggi viene imbottigliato in purezza solo da pochissimi e coraggiosi viticoltori artigiani (come la cantina La Costa in Brianza o Sorsasso a Domaso). Com’è nel bicchiere? È un bianco di grandissima personalità. Non appena la sua buccia vira dal verde all’oro, regala al mosto una struttura inaspettata, grazie a una leggera presenza di tannini. Al naso offre profumi agrumati intensi (mandarino, pompelmo rosa) e note di frutta secca. In bocca è dritto, sapido, teso ed estremamente fresco. Ordinare un calice di Verdese in purezza significa fare una vera e propria esperienza del gusto, assaggiando qualcosa che esiste solo ed esclusivamente su quelle colline.

Due territori, due anime del vino lariano

Il disciplinare delle Terre Lariane Igt copre un’area enorme, frammentata tra le province di Como e Lecco. La denominazione si spacca in due macro-zone con climi, suoli e tradizioni agricole completamente differenti. Se decidi di esplorare il territorio, ti accorgerai che la mappa cambia volto a seconda di dove ti trovi.

Tra il lago di Como e la Brianza c'è una piccola denominazione del vino da scoprire
Tra Como e Lecco cambiano suoli e microclimi, dando vita a vini molto diversi tra loro
  • L’anima lacustre (Alto lago - Domaso): quassù il clima è ventilato e mitigato dalla presenza del lago. I vitigni dominanti sono i bianchi nordici, amanti della freschezza: il Riesling e il Sauvignon, che qui sviluppano una spiccata acidità e profumi minerali intensi. Tra i rossi, resiste la tradizione di piccoli fazzoletti di Schiava e Marzemino, perfetti per vini leggeri, beverini e conviviali.
  • L’anima collinare (Brianza lecchese - Montevecchia): scendendo verso sud, nel Parco del Curone, i suoli diventano calcarei e marnosi. Qui i veri re sono i vitigni internazionali che hanno trovato una seconda patria: il Merlot e il Cabernet Sauvignon per i rossi, che regalano versioni sorprendentemente strutturate e capaci di sfidare il tempo, e lo Chardonnay o il Pinot Bianco per i bianchi.
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Da Montevecchia a Domaso, due esperienze a meno di un'ora

Questa varietà significa che una gita a Montevecchia ti regalerà un calice totalmente diverso rispetto a un fine settimana a Domaso. È il bello del viaggio: a meno di un’ora di distanza, trovi due mondi enologici distinti e affascinanti.