VENDEMMIA
Montecucco, cinque ondate di calore, ma uve sane: rese in calo del 10-15%
La vendemmia 2026 del Montecucco si chiude con un anticipo di 15 giorni e rese in calo del 10-15%. Uve sane e buona qualità nonostante siccità, cinque ondate di calore e un deficit idrico di 80-100 millimetri
La vendemmia 2026 del Montecucco Doc e Docg si avvia alla conclusione con una raccolta anticipata di circa 15 giorni e una riduzione media dei volumi tra il 10 e il 15% rispetto alla stagione precedente. Le uve, secondo il Consorzio di Tutela, arrivano in cantina in condizioni sanitarie molto buone e con parametri di maturazione equilibrati. L'anticipo ha interessato l'intero territorio della denominazione, con differenze legate ai comuni di produzione. Le prime raccolte, quelle dei bianchi, sono iniziate già a metà agosto; dalla fine dello stesso mese sono entrati in vendemmia anche i rossi. La maggior parte delle aziende ha ormai superato la metà delle operazioni e la conclusione è prevista indicativamente entro il 20 settembre.
Montecucco, l'estate asciutta accelera la maturazione
La stagione era iniziata in condizioni favorevoli. Inverno e primavera hanno portato piogge abbondanti e ben distribuite, permettendo ai vigneti di accumulare riserve idriche prima dell'estate. Il quadro è cambiato dall'inizio di giugno. Fino al 20 agosto non sono state registrate precipitazioni significative sul territorio, con un deficit stimato tra 80 e 100 millimetri rispetto alla quantità normalmente attesa nello stesso periodo. Alla siccità si sono aggiunte cinque ondate di calore, con temperature arrivate a 37-38 °C, tra gli 8 e i 10 gradi sopra la media, accelerando il ciclo vegetativo e anticipando la maturazione.
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In questa fase, le riserve accumulate nei mesi precedenti hanno avuto un ruolo importante nel sostenere le piante. Le piogge di fine agosto e inizio settembre hanno poi accompagnato la fase finale della maturazione, favorendo in particolare il completamento di quella fenolica del Sangiovese, che procedeva più lentamente. Il risultato, secondo il quadro tracciato dal Consorzio, è un buono stato fitosanitario delle uve, sostanzialmente in linea con quello della precedente annata, insieme a un equilibrio soddisfacente dei principali parametri.
Sangiovese e Vermentino, la risposta dei vitigni al clima
Nel panorama della denominazione, il Sangiovese si conferma il riferimento principale, mentre il Vermentino si è distinto per la capacità di adattarsi alle condizioni della stagione. Tra i vitigni precoci, anche Syrah e Merlot hanno registrato rese leggermente inferiori, ma con una qualità giudicata elevata. Per il Sangiovese, invece, la gestione del deficit idrico ha richiesto interventi più mirati. Giuliano Guerrini, storico agronomo di ColleMassari a Poggi del Sasso, nel comune di Cinigiano, descrive così l'annata: «I vitigni precoci - Vermentino in primis, Syrah e Merlot - hanno registrato una resa leggermente inferiore ma con una qualità molto alta. Per il Sangiovese, più tardivo, abbiamo dovuto aumentare l'irrigazione ai primi di agosto ma anche per il vitigno principe del Montecucco abbiamo ottenuto un livello qualitativo da buono a ottimo a fronte di un'importante diminuzione delle rese».
La vendemmia riporta così in primo piano uno dei temi destinati a pesare sulla viticoltura nei prossimi anni: la disponibilità di acqua nei periodi più caldi e asciutti. Guerrini richiama la necessità di intervenire sulla capacità del territorio di conservare e rendere disponibile la risorsa idrica, attraverso «bacini idrici come laghi collinari e pozzi». Un lavoro che, secondo l'agronomo, richiede il coinvolgimento delle istituzioni. «Fondamentale in questo senso deve essere la collaborazione della Provincia e della Regione: confidiamo in un dialogo sempre più stretto con le istituzioni per individuare insieme strumenti e soluzioni concrete che possano aiutare la viticoltura della nostra regione ad adattarsi con maggiore efficacia a scenari in continua evoluzione», aggiunge Guerrini.
Montecucco, imbottigliamenti in crescita dell'11%
La vendemmia arriva in una fase positiva anche sul piano commerciale della denominazione. Nell'ultimo anno, riferisce il presidente del Consorzio di Tutela Giovan Battista Basile, gli imbottigliamenti del Montecucco sono cresciuti dell'11%. «I risultati di questa vendemmia confermano ancora una volta la capacità del nostro territorio e dei nostri produttori di affrontare stagioni climaticamente complesse preservando qualità e identità delle uve», commenta Basile. Il Consorzio guarda intanto ai mercati internazionali. Dopo gli appuntamenti della prima parte del 2026, in autunno il Montecucco sarà nuovamente all'estero insieme ai Consorzi Tutela Vini della Maremma Toscana e del Morellino di Scansano, con l'obiettivo di presentare in modo coordinato il sistema vitivinicolo della cosiddetta «altra Toscana».
Una vendemmia che guarda alla prossima annata
Con la raccolta ormai vicina alla conclusione, il bilancio del Montecucco mette insieme due elementi apparentemente contrapposti: meno uva e maggiore anticipo, ma condizioni qualitative considerate molto buone. Il calo delle rese e la maturazione anticipata sono il riflesso di una stagione segnata da siccità e temperature elevate. Al tempo stesso, le precipitazioni dei mesi precedenti e quelle arrivate a fine estate hanno permesso ai vigneti di arrivare alla raccolta con un buon equilibrio. Per la denominazione, il tema non riguarda quindi soltanto il risultato della vendemmia 2026, ma la capacità di gestire stagioni sempre più variabili, soprattutto sul fronte della risorsa idrica e dei tempi di maturazione.

