BIRRIFICIO ALTAVIA
In Liguria c'è una birra che nasce dal malto affumicato nei tecci delle castagne
Dal 2016 Altavia produce birra agricola nell’entroterra savonese: coltiva orzo e luppolo e usa miele e castagne locali. Tra le etichette simbolo c'è la Scau, con malto affumicato nei tecci di Calizzano e Murialdo
Il legame con l'entroterra savonese passa dall'orzo al luppolo, fino alle castagne utilizzate per affumicare il malto. È questa la strada del Birrificio Altavia, realtà agricola nata nel territorio di Sassello e oggi con sede produttiva a Quiliano (Sv), che ha costruito parte della propria identità attorno alle materie prime e alle lavorazioni locali. Il nome Altavia richiama l'Alta Via dei Monti Liguri e racconta già una scelta precisa: mantenere un rapporto diretto con il territorio. Il birrificio produce infatti birre partendo anche da materie prime coltivate direttamente. A Sassello dispone di 4.000 metri quadrati di luppoleto e coltiva orzo, mentre le proprie arnie forniscono il miele utilizzato in alcune ricette. La produzione - che nel 2025 ha raggiunto i 1.500 ettolitri - è disponibile in lattine da 0,33 e 0,50 litri, oltre che in partykeg da 5 litri, gravity cask da 10, 15 e 20 litri, fusti in acciaio da 20 litri, alcuni da 25 litri e pochi Polikeg da 24 litri. Oggi i soci sono quattro: Giorgio Masio, Emanuele Olivieri, Marco Lima e Daniele Masio, che è anche il birraio.
Il malto della Scau passa 11 giorni nei tecci delle castagne
Diversa per impostazione è la Specialty Rauch Scau, 5% vol., nata da un'idea che Giorgio Masio coltivava da più di dieci anni, dopo un viaggio a Bamberga. Il punto di partenza era la tradizione delle birre affumicate della Franconia, da reinterpretare però attraverso una materia prima profondamente legata alla Liguria. «L'idea della Scau è nata dopo un viaggio a Bamberg, più di dieci anni fa. Volevamo applicare la tecnica tradizionale del malto affumicato alla lavorazione delle castagne nei tecci dell'entroterra ligure», racconta Masio.
Il malto utilizzato per la Scau viene infatti affumicato per 11 giorni nei tecci di castagne dei presìdi Slow Food di Calizzano e Murialdo, gli essiccatoi tradizionali dove le castagne vengono asciugate con il calore della legna. Il risultato è una birra con un intenso profilo affumicato al naso, morbida al palato e con un finale che richiama la castagna tostata. Anche in questo caso la filiera agricola è interamente italiana. Per Masio, la Scau mette insieme «la bevibilità di una birra a bassa fermentazione e il gusto dato dalla legna e dalla cottura delle castagne». L'abbinamento indicato è con piatti speziati, come il gulasch, oppure con preparazioni affumicate, dall'anguilla in avanti.
Dal luppoleto di Sassello al bicchiere
Il rapporto con l'agricoltura non si ferma alla Scau. La Golden Ale Entroterra, 4% vol., segue uno stile britannico ma utilizza materie prime italiane: una miscela di malti base italiani e luppolo Crystal coltivato nei campi del birrificio. È una birra leggera e fresca, con profumi floreali e fruttati. La American IPA Contamusse, 6% vol., guarda invece alla tradizione americana attraverso i luppoli Mosaic e Citra. Al naso emergono note agrumate e tropicali, mentre al palato mantiene una struttura morbida per il grado alcolico e chiude con un'amarezza piacevole. Tra le birre più rappresentative c'è poi la Pils Badani, 4,8% vol., una lager senza glutine e la più venduta del birrificio. È pensata per una bevuta fresca e dissetante, con note di cereale e miele d'acacia provenienti dal malto, accompagnate da profumi erbacei e speziati e da una piacevole componente amaricante del luppolo. Per questa birra viene utilizzato malto d'orzo 100% italiano.
L'attività agricola di Altavia comprende anche le api. Il miele prodotto dalle arnie del birrificio entra nella Monte Rama, una honey Scottish Ale. Un altro incontro tra agricoltura locale e birra è rappresentato dalla Birraccia, una Italian Grape Ale prodotta utilizzando il mosto di Granaccia dell'Azienda Agricola Innocenzo Turco di Quiliano. In questo caso il progetto mette insieme due produzioni del territorio: da una parte la birra ottenuta dal malto d'orzo, dall'altra l'uva. La Birraccia ha un colore rosa tenue, profumi aromatici, acidità contenuta e una componente fruttata pensata anche per l'abbinamento a tavola.
Dal birrificio ai locali liguri
La vendita segue canali diversi. Il punto vendita ufficiale è il banco all'interno del Mercato Civico di Savona, dove è possibile acquistare direttamente le lattine allo stesso prezzo praticato dal birrificio. Non viene effettuato servizio alla spina e il punto vendita è aperto al mattino e il venerdì e sabato anche la sera. Resta attivo anche lo storico sito produttivo di Sassello, in località Badani, aperto il sabato pomeriggio. La distribuzione diretta riguarda la provincia di Savona e arriva fino a Genova, mentre per il resto della Liguria il birrificio si appoggia a Timossi Distribuzione, Partenocraft e Sessarego. Per i privati è disponibile anche lo shop online sul sito di Birrificio Altavia.


