Mentre l'aqua vita est, per l'olio i saggi latini coniarono un'altra frase che divenne famosa: "Oleum olivarum salus corporis est". E non sbagliano affatto visto che l'olio extravergine d'oliva è ormai diventato un vero e proprio toccasana per la salute del corpo. Una rivalutazione di questo prodotto che negli ultimi settant'anni ha avuto un'evoluzione sempre più rapida. Dagli anni Cinquanta cominciò a emergere, tralasciando il più noto olio di semi vari che le nostre nonne usavano per cucinare e condire qualsiasi pietanza, come pure l'insalata. Poi si scoprì che l'olio evo (extravergine d'oliva) era di gran lunga migliore in tutti i sensi, più buono, più saporito, più ricco di sostanze nutrienti e salutari, e anche più digeribile.

Gli uliveti della Corte Tomasin in Friuli
Dalla terra alla tavola: il percorso dell'olio extravergine di Corte Tomasin
Capita l'antifona tanti contadini cominciano a tralasciare gradualmente di coltivare cereali e dedicarsi alla zootecnia e agli allevamenti di bestiame per iniziare a impiantare grandi quantità di ulivi. Ettari ed ettari di oliveti proliferano nelle zone d'Italia più vocate, così come nella Venezia Giulia sulle pendici del Carso triestino. In Friuli invece ci volle ancora un po' di tempo, al punto che tuttora sono solo due le città dell'olio, Manzano in provincia di Udine e Caneva in provincia di Pordenone. Ora però con tutta probabilità se ne aggiungerà una terza: si tratta di Castions di Strada, piccolo centro della Riviera friulana che sta facendo le pratiche per unirsi all'associazione nazionale. A darsi notevolmente da fare da una decina d'anni è Ellis Tomasin, titolare della Corte omonima che interpreta la filiera olearia dall'A alla Z. Un perito agrario che ha saputo interpretare alla grande l'evoluzione dell'agricoltura, dedicando tutto il suo tempo a coltivare le olive di sua proprietà (4mila piante in 10 ettari) e raccogliere oltre un centinaio di micro realtà di conferitori e frangerle nel frantoio di proprietà. Un impianto che finora riusciva a smaltire tre quintali e mezzo all'ora, ma dal prossimo raccolto di ottobre e novembre avrà a disposizione uno più potente, di produzione nazionale e a ciclo continuo, da ben 12 quintali/ora.

Dall'ulivo alla bottiglia: il ciclo completo dell'olio extravergine di Corte Tomasin
Ma non basta, oltre a produrre l'olio in diversi blend oppure in purezza, l'enologo dell'olio lo imbottiglia, crea il design delle etichette, lo imballa e lo vende. Insomma fa praticamente tutto lui, facendosi aiutare nel marketing e spedizioni dalla fida Irene, che cura anche le visite guidate, i banchi d'assaggio e lo spaccio aziendale. Come per il turismo del vino (ne produce pure quello) anche l'olio vuole la sua parte tanto che, soprattutto nel periodo estivo, arrivano parecchi pullman di appassionati - organizzati da vari tour operator - come pure di semplici curiosi e interessati, che trascorrono una mezza giornata a scoprire il mondo che gira attorno al prezioso liquido denso, ma pieno di sentori e sapori. Ne sono arrivati finora soprattutto dal Nord Europa e dai Paesi dell'Est, ma qualcuno anche di americani e sudafricani. Si possono organizzare anche visite guidate in loco di minimo 10 persone con giro negli uliveti, degustazione dei vari blend, a piccoli sorsi o su fette di pane, accompagnati da prodotti tipici del territorio, vino, salumi, formaggi e paté.
Bianchera, Frantoio e tante altre: le varietà di olive che rendono unico l'olio di Corte Tomasin
Gli uliveti si trovano oltre che nel comune di Castions di Strada (a metà della strada napoleonica che collega Palmanova a Codroipo), anche nel medio/basso Friuli e verso il mare a Latisana e Lignano Sabbiadoro. Le varietà coltivate sono la Bianchera, il Coratino, il Frantoio, le Piccoline, poi Grignano, Leccino e Maurino. I blend nascono in base alle varietà e al momento del raccolto e finiscono in bottiglie da 750 ml, mentre il monovarietale di Bianchera in purezza nelle bottigliette da mezzo litro. Ma si trovano anche in contenitori più grandi e nelle bag-in-box da 3 e 5 litri, molto indicate in quanto costituite da un sacco di materiale plastico poliaccoppiato resistente, che viene colmato senza incamerare aria. Inoltre la spina è ermetica e il sacco si restringe con il consumo e non ristagna all'interno la pericolosa aria, che col tempo ne modifica la qualità. All'esterno una scatola di cartone che la tiene al riparo da luce ed eventuali fonti di calore.

I sapori del Friuli in bottiglia: l'olio extravergine di Corte Tomasin
Sulle etichette si trovano le denominazioni Ellis, Ellisir, Lux, NovEllis, Omnis ed Elemento e, nell'ordine, sono indicati per carne rossa e selvaggina; carni bianche e verdure al vapore; pesce e insalate; piatti delicati; per i piatti di ogni giorno e infine il monovarietale dal sapore intenso. Il lavoro dell'olivicoltore inizia in primavera con la potature delle piante, poi in maggio c'è la fioritura e a ottobre/novembre la raccolta con l'abbacchiatore, un mezzo speciale con un "pettine" che scuote le olive e le fa cadere in una rete. Dal momento che gli ulivi non amano i ristagni d'acqua, hanno trovato un terreno fertile proprio nella zona descritta con terreno drenante, la cosiddetta fascia delle risorgive con ghiaia e l'acqua a due metri sotto terra. Ah, dimenticavo, per completare la filiera il perito Tomasin usa i noccioli tritati di risulta mettendoli a bruciare d'inverno nei caminetti e nelle stufe.
Olio Corte Tomasin
Vicolo Levada 7 - 33050 Castions di Strada (Ud)
Tel 333 5208940