In Italia il sushi continua a consolidare la propria presenza nelle abitudini di consumo, confermandosi una delle categorie più richieste nel food delivery. Secondo i dati diffusi da Just Eat in occasione del Sushi Day del 18 giugno, nel corso del 2025 sono stati ordinati oltre 714 mila chili di sushi, con una spesa media di 46,37 euro e un'incidenza pari all'8,71% del totale degli ordini effettuati sulla piattaforma. I dati mostrano anche un'evoluzione delle preferenze rispetto a dieci anni fa. Accanto a uramaki e nigiri, che restano i protagonisti degli ordini, crescono le formule premium, le esperienze omakase, le personalizzazioni e le opzioni plant-based. Un cambiamento che riflette nuove abitudini di consumo e una maggiore attenzione alla qualità, alla varietà e alle esigenze alimentari individuali.

Nel 2025 gli italiani hanno ordinato 714mila chili di sushi
Dal sushi tradizionale alle versioni personalizzate
L'analisi dei comportamenti di acquisto evidenzia come la componente tradizionale continui a rappresentare il cuore del mercato. Uramaki, nigiri e preparazioni classiche restano infatti le scelte prevalenti, con oltre 574 mila chili ordinati nel corso dell'anno. Accanto ai consumatori più legati alle ricette consolidate emerge però una domanda sempre più diversificata. Cresce l'interesse verso formule premium, percorsi degustazione e proposte omakase, segmento che ha superato i 23 mila chili ordinati, mentre i premium roll hanno oltrepassato i 9 mila chili. L'evoluzione riguarda anche la personalizzazione degli ordini. I dati raccolti mostrano un incremento dell'86,5% delle richieste di modifica e personalizzazione, con una media di undici ingredienti selezionati per ordine e casi che arrivano a oltre quaranta ingredienti differenti.
Tra le tendenze che emergono dal monitoraggio di Just Eat trova spazio anche una crescente attenzione agli aspetti nutrizionali. Le opzioni plant-based hanno raggiunto circa 5 mila chili di ordinazioni, mentre le proposte gluten free registrano una crescita del 17,4% rispetto ai periodi precedenti. Si tratta di un segnale che riflette un cambiamento più ampio nei comportamenti alimentari, dove la ricerca di varietà si accompagna sempre più spesso alla richiesta di soluzioni coerenti con specifiche esigenze dietetiche.
Il sushi resta un piatto da condividere
Nonostante l'aumento delle ordinazioni individuali, il sushi continua a mantenere una forte componente conviviale. Lo conferma l'ordine più consistente registrato dalla piattaforma nel 2025: una spesa di 590,80 euro per un totale di 71 piatti, destinati a un'occasione di consumo collettiva.

Il sushi rimane prevalentemente un piatto da condividere
Un dato curioso che racconta come, accanto all'utilizzo quotidiano, il sushi conservi il ruolo di proposta associata alla condivisione e agli incontri tra amici o familiari. Una caratteristica che contribuisce a sostenerne la diffusione e che spiega la capacità di questa cucina di mantenere una posizione stabile tra le preferenze degli italiani.
Roma guida la classifica delle città più appassionate
Guardando alla distribuzione geografica degli ordini, è Roma a occupare il primo posto tra le città italiane per consumo di sushi tramite delivery. Alle spalle della Capitale si collocano Genova e Milano, seguite da altri grandi centri urbani dove la cucina giapponese è ormai parte integrante dell'offerta gastronomica quotidiana. Anche nel confronto europeo l'Italia mantiene una posizione di rilievo. Secondo l'analisi della piattaforma, il nostro Paese si colloca al terzo posto per volumi di ordini, preceduto soltanto da Germania e Paesi Bassi.