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Sono davvero troppe le false sagre. Ora deve intervenire il Governo

Sono davvero troppe le false sagre. Ora deve intervenire il Governo
Sono davvero troppe le false sagre. Ora deve intervenire il Governo
Pubblicato il 29 settembre 2009 | 11:49
Ora non ci sono più alibi per nessuno. Si può discutere quanto si vuole dei criteri di valutazione dell'amministrazione provinciale di Arezzo, dell'indagine regionale della Fipe di Toscana, di quella provinciale della Confesercenti di Brescia. Sta di fatto che, da qualunque parte la si voglia guardare, la questione delle sagre dimostra una sola verità: la stragrande maggioranza delle troppe feste in piazza che si fanno in Italia - con una media di circa due su tre - sono un imbroglio per i consumatori (i prodotti proposti non sono tipici e nella gran parte dei casi nemmeno controllati o affidabili), sono un grave danno per l'erario (che viene frodato di contributi previdenziali e tasse) e sono una concorrenza sleale per i ristoratori e i negozianti del luogo, soggetti a controlli e normative che non valgono per chi si avvale della maschera della sagra.

Certo non tutte le sagre sono così. Ci sono quelle che assolvono in maniera esemplare al compito di promuovere storia e tradizioni, anche enogastronomiche. Ce ne sono di quelle che vedono impegnati tutto l'anno volontari (autentici) per programmare un evento che valorizza un piatto e una cultura del territorio di cui le istituzioni quasi si disinteressano. Fra le tante citiamo quella della Panissa (un piatto a base di riso, fagioli e verdure) che a Vercelli ha spinto alcuni locali a proporla nel menu tutto l'anno. E tutta l'Italia per fortuna è piena di eventi seri e capaci di dare una spinta importante anche ai flussi turistici.

Ma proprio perché ci sono delle sagre oneste queste vanno tutelate e messe nella condizione, semmai, di richiamare più pubblico grazie ad un maggiore sostegno delle istituzioni e con una reale collaborazione di tutti, a partire dagli esercizi pubblici e dai produttori del territorio. Per tutte le altre 'feste” è invece tempo che il Governo (attraverso i ministri del Turismo e delle Politiche agricole) fissi delle regole quadro che servano alle Regioni per sfoltire e selezionare le diverse iniziative. Sagre gestite da società di catering sono un vero insulto al buon senso, nonché una truffa che pesa sulle tasche dei cittadini perché, con la scusa del volontariato e dei luoghi pubblici, si evadono troppi tributi e non si garantisce alcuna sicurezza igienico-sanitaria.

Certo le Pro loco hanno un bel dire a raccontare la favoletta della 'socializzazione” o del menu a prezzi concorrenziali. Evitando tasse e costi vari anche i ristoratori potrebbero proporre piatti a costi più contenuti. Eppure basterebbe che gli amministratori locali (invece di inseguire le varie polisportive o associazioni bizzarre che in molti casi costituiscono il collateralismo dei partiti della Seconda Repubblica …) si accordassero con i ristoratori del Comune (con chi ci sta, ovviamente) per organizzare delle serate ad hoc per i vari gruppi, magari con menu e prodotti del territorio. Otterrebbero oltretutto tre vantaggi insieme: farebbero cultura vera anche a tavola e avrebbero il consenso dei commercianti e quello dei consumatori-elettori che mangerebbero in locali a norma e non in capannoni o sotto tensostrutture senza nemmeno i servizi igienici adeguati.

Qualcuno da tempo ci dice che siamo illusi e che stiano rischiando un conflitto coi politici. In realtà siamo convinti di essere realisti e che alla fine (magari salvando le feste di partito che sono tutta un'altra storia) anche i politici si accorgeranno dei danni causati dalla loro superficialità e la 'guerra della salamina” avrà avuto ragione di essere stata combattuta. Ma perché questo succeda serve che i ristoratori e i produttori si facciano sentire sul serio.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


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Alberto Lupini


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29/09/2009 11:49:00
22) Bella l'idea di serate a tema nei ristoranti
Sono daccordo su tutta la linea. Noi ristoratori vorremmo far sentire la nostra voce, il problema è che non siamo collegati e spesso non si sa nemmeno da che parte iniziare (almeno qui dove siamo noi nel Basso Valdarno). L'idea di organizzare serate nei ristoranti è bella, occorre l'appoggio del comune o delle varie Pro Loco... dove lo fanno (pochissimi purtroppo), funziona!


29/09/2009 11:49:00
21) Bene l'idea di accordi con i ristoranti per organizzare serate (serie) a tema
Concordo, non solo sono troppe, ma fanno a gara a inventarsi piatti e prodotti che non hanno nulla con il territorio, tipo la Sagra della Nutella e la Sagra del Gelato che si svolgono in provincia di Perugia. Cito queste perchè conosco la regione, ma è anche vero che gli abitanti del posto sono attratti perchè magari ballano con un complessino (senza pagare l'ingresso) e escono la sera. La proposta di offrire delle serate a tema da parte dei Ristoratori locali a costi contenuti senz'altro mi sembra condivisibile.


29/09/2009 11:49:00
20) Non ne posso più dei colleghi che non fanno altro che piangersi addosso
Sono un ristoratore e sinceramente non ne posso più! Ma non delle sagre, non ne posso più dei colleghi che non fanno altro che piangersi addosso, e le associazioni di categoria a ruota. Che si pensi a fare bene il proprio lavoro, con la testa e onestà (anche i colleghi che non pagano le tasse un grave danno per l'erario e sfortunatamente ce ne sono!) invece che lamentarsi!


29/09/2009 11:49:00
19) Grazie a chi ci dà voce... a volte non possiamo nemmeno lamentarci
Grazie Alberto, per dar voce a chi non ha voce.... Come ti ho già segnalato nella mia posizione purtroppo devo sempre stare zitto per il buon vivere in un paese dove ogni domenica ci sono feste e sagre in ogni frazione e sospetto neanche autorizzate dal dirigente del SIAN dell'ASL locale! Se faccio sentire la mia voce mi creo talmente tante inimicizie che non mi fanno più lavorare, altro che camorra..... e siamo in prov. di Novara, per capirci quasi in Svizzera. Il presidente della Provincia ha appena partecipato ad una di queste sagre a Fontaneto d'Agogna dove hanno allestito una cucina in un garage limitrofo ad un cortile sterrato senza acqua e senza le adeguate norme minime richieste dall'Asl per le feste campestri. Perchè non mandiamo i carabinieri del NAS per fermare queste mega porcate dove riescono a mettere d'accordo evasione fiscale, frode alimentare, inapplicazione delle leggi quali 626 sicurezza, 155 HACCP e furto di lavoro a ristoranti, trattorie, gastronomie.


29/09/2009 11:49:00
18) Una cosa vera...
Una delle cose più vere che abbia mai letto ...


29/09/2009 11:49:00
17) Pienamente d'accordo
Sono pienamente d'accordo


29/09/2009 11:49:00
16) Si deve difendere l'agroalimentare
Caro Direttore il suo editoriale colpisce ancora una volta la cuore dei problemi. Mi permetta una parentesi (ha mai provato a fare l'attore, il suo viso mi sembra il D'Artagnan dell'agroalimentare, e anche il suo comportamento professionale...). Difendere i prodotti è un problema che tocca  tutti i cittadini, ma haimè, la nostra società fa solo passi indietro. Da un sondaggio effettuato nel mio territorio risulta che su cento persone, il 90% vuole le sagre perche sono un momento di divertimento. Quinti non importa il momento culturale, la  conoscenza dei prodotti, la qualità, tutte cose che nelle sagre per lo più non ci sono. 


29/09/2009 11:49:00
15) Dobbiamo valorizzare tipicità e qualità

Egregio Direttore,
mi permetto di riportare un mio articolo datato oramami 5 luglio 2007. Anche nel mio territorio avevo evidenziato le criticità da Lei espresse. Se tutto il mondo è paese, tutti gli abitanti devono attivarsi per cambiare le storture, proprio a favore le sagre vere.

"Cosa sta succedendo? Chi vogliamo abbindolare o perché non ci rendiamo conto che stiamo sbagliando in toto? In queste serate ho iniziato a girare per sagre e qualche trattoria 'tipica” della provincia di Savona. Con il solito zoccolo duro dei golosastri, ho preso parte a qualche sagra, proprio nei dintorni di Savona: che cocente delusione. Come ogni anno, e sempre peggio, le sagre si assomigliano l'una con l'altra e la qualità e la tipicità non sono più di casa. Io stesso sono il primo ad essere difensore delle sagre e dei valori che esse trasmettono; ma io parlo di sagre, sagre vere ovverosia di manifestazioni radicate in un territorio, legate ad uno o più prodotti tipici o quantomeno a metodi di preparazione. Oggi mi trovo confuso, la maggior parte delle sagre 'storiche” liguri vengono snaturate nella loro essenza.
Facciamo esempi: quella del fritto di Camogli, oltre cinquant'anni di storia, ha ora come sponsor un famoso olio per friggere a base di semi vari, un olio che fa un verio e proprio tour per tutta Italia facendo friggere la storia e la cultura gastronomica del nostro bel Paese. Le mille sagre che nella nostra Provincia offrono per giorni (anche per più di una settimana) a locali e turisti prodotti assolutamente surgelati, raccolti o pescati a migliaia di km dal nostro territorio; sagre 'tematiche” in cui il 'tema” non è già più disponibile dopo un'ora dall'inizio della serata; manifestazioni titolate Oktober Fest a luglio e agosto; sagre liguri dove non trovi da bere un vino ligure neanche se piangi.
Quindi: a che punto siamo arrivati? Perché facciamo queste sagre? Il motivo economico principe di tali manifestazioni è sempre stato l'autofinanziamento di molte realtà sul nostro territorio (vedasi Associazioni, Pro Loco, interi piccoli Comuni o solo Quartieri) e questo è un motivo meritevole. Il lavoro gratuito e assolutamente impegnativo degli organizzatori di tali eventi è da me sempre rispettato, ammirato e non è oggetto di questo articolo.
Qui voglio parlare di contenuti, di cibo promosso come tipico (se pretendiamo di chiamare tipica una sagra, stiamo promuovendo come tipico il cibo della sagra stessa non vi pare?), di piatti venduti a prezzi cari (io non riesco mai a pagare meno di 20 euro per un primo, un secondo e un po' di dubbio vinello). Ecco il problema, se il finanziare un'Associazione o quant'altro mi può solo che fare piacere, non mi piace il metodo; piuttosto fammi piatti che c'entrino qualcosa con la sagra, vendimeli al giusto e poi fai una lotteria dove ti compro mezzo chilo di biglietti.
Le sagre dovrebbero essere l'appuntamento che più si avvicina a far scoprire, soprattutto ai 'foresti”, la nostra cucina tipica ma oramai di tipico sono rimaste le ambientazioni e il tono a volte scontroso di alcuni 'vegi”. Ora attendo le sagre più articolate, quelle dove ci sono anche stand e bancarelle, gli appuntamenti musicali e alcuni nostri produttori con in vendita i nostri prodotti. Speriamo bene! Preparo già qualche risposta ai soliti 'bastian contrari”: mi dirà qualcuno, l'olio di oliva (guardate che bravo, non esagero parlando di extravergine) costa, il nostro vino costa molto di più rispetto ai soliti bianchetti di altre regioni, il pesce fresco costa, eccetera. Se già oggi le sagre sono relativamente care, figuriamoci se dovessimo usare anche prodotti buoni. Io vi porto ad esempio le sagre di altre regioni d'Italia, dove c'è una sinergia fra produttori e organizzatori di sagre. Collaborazione, questo manca fra noi 'bestiacce liguri”, il voler costruire insieme eventi dove io ci metto qualcosa del mio, tu, organizzando bene la manifestazione, mi fai pubblicità perché gli eventi devono essere pubblcità e promozione, del nostro territorio, dei nostri prodotti, di noi. Ecco, alfine, giunti al problema: a noi fondamentalmente della sagra importa poco come veicolo di promozione, per noi è un bel 'cassettino” sonante e poi ne riparliamo l'anno prossimo. E intanto il pubblico aumenta. Ma quale tipologia di pubblico?
Non fatemi spiegare inutilmente anche perché su questo giornale se ne parla pressochè tutti i giorni, lasciatemi solo dire che se faccio un quadro (il contenuto della sagra) e una cornice (la sagra stessa) devo avere almeno la correttezza d'animo che sarà la mia opera a 'selezionare” chi la guarderà e chi ne godrà. Nella mia vita lavorativa parlo di Marketing territoriale tutti i giorni. Finché noi tutti non ne capiremo il reale significato e l'importanza per una regione come la nostra, saranno sempre più dolori! Ah, visto che ho menzionato le supposte 'trattorie”, per molte (non tutte) mantieni la qualità succitata, aggiungi altri dieci euro e… il pranzo è servito. "

http://www.ilvostrogiornale.it/2007/07/05/tempo-di-sagre-la-tipicita-rischia-di-finire-nel-dimenticatoio/

Grazie per la possibilità concessami di aver espresso un pensiero che mi preme molto.



29/09/2009 11:49:00
14) Per non parlare delle feste delle parrocchie, degli alpini, dei circoli, ecc...
Oltre alle varie sagre ci sono anche varie Associazioni come gli Alpini, le parrocchie che fanno le feste per le Comunioni o Cresime, le finte Malghe, i finti Agriturismi, varie ONLUS che fanno pranzi o cene a tema, i finti CLUB che con la passione di qualche cosa esercitano professionalmente la Ristorazione.
Sarebbe ora che ci si dia un taglio a tutto questo marasma (chi deve capire, capisca), per poi metterci una pietra e non parlare più.
Saluti a tutti i colleghi.


29/09/2009 11:49:00
13) Era ora...
Era ora!!! Perfettamente d'accordo. In bocca al lupo!


29/09/2009 11:49:00
12) È proprio vero: non c'è alcuna igiene e l'alimentazione è scadente, parola di volontaria
Ve lo posso assicurare, ho avuto occasione di aiutare a una sagra, sono rimasta sconcertata , non esiste igiene, e l'alimentazione è delle più scadenti, solo che la gente è felice quando sta fuori ed è disposto a qualsiasi compromesso.........


29/09/2009 11:49:00
11) Vera, ma almeno gli imbecilli stanno lontani dalla tv
VERO !QUANTE FALSE SAGRE!........MA PERLOMENO TENGONO LONTANO, X QUALCHE ORA, DALLA TV ,GLI IMBECILLI E I NEURONI SI RIGENERANO un poco.


29/09/2009 11:49:00
10) Non alla sagre indiscriminate e senza legami col territorio
Concordo pienamente con quanto letto. Nella nostra zona (siamo in Toscana, in provincia di Pisa) si svolgono sagre in continuazione organizzate peraltro da chi non si è mai occupato di ristorazione a livello professionale. Giovani e meno giovani organizzano sagre e feste della birra o del vino prendendolo come uno svago nel periodo estivo. "Cosa facciamo il mese prossimo? Ma si perchè non si organizza con i ragazzi una bella sagra magari delle FOGLIE DI FICO CHE CADONO DAGLI ALBERI.." Incassano una bella cifra senza avere poi responsabilità di alcun tipo e senza dover affrontare periodi di scarso lavoro durante l'anno. NO ALLE SAGRE INDISCRIMINATE PROLUNGATE E SENZA LEGAME CON CIO' CHE IL TERRITORIO OFFRE!!!


29/09/2009 11:49:00
9) Basta con le sagre che creano anche spazzatura che poi paghiamo noi
L'alto Lazio e le sue sagre:..del prosciutto , del maiale morto, della rosticciana , delle pappardelle, del pescatore, dell'oca , del pollo , dei gnocchi, dell'aglio, delle lenticchie, Patate, lattarini, porchetta, coregone, gnocchi, lumache, agnello, bistecche, frittelle, biscotto, vino, fagioli, castagne, olio, ciliegie, bruschetta, della birra, ... Visualizza altro del purgatorio, ecc. ecc. Non se ne può più ..ma i soldi a chi vanno ? Ad esempio la sagra delle pappardelle in 8 giorni fanno 10.000 persone e di media si spende 20 € perchè fanno anche salsicce vino dolce ecc. , del tortello 5.000 ma i soldi a chi vanno? ................e noi paghiamo tasse per la spazzatura ecc. ecc. BASTA con ste sagre!!!!!!!!!!


29/09/2009 11:49:00
8) Ad Alessandria se ne è discusso molto e anche l'Ascom è scesa in campo

Il dibattito sulle sagre è stato vivo a luglio in provincia di Alessandria , dove ogni anno a giugno vado all'attacco sui giornali locali.

Dal mio intervento ha preso spunto l'Ascom, si veda http://www.corriereal.it/?pos=003.0044

poi Massobrio si è schierato dalla parte delle sagre...



29/09/2009 11:49:00
7) Il problema è di chi concede i permessi
Le vere "SAGRE" vanno assolutamente difese e mantenute. Le altre, una volta appurato che non sono sagre, non vanno concesse, e se si scoprisse dopo che son state effettuate, allora si deve risalire a chi ha dato il permesso di farle e lo ha firmato il permesso, e rimuoverlo immediatamente. Finchè in Italia ce la prendiamo con chi poi esegue le cose, perchè sicuramente ha un interesse, non ne veniamo più a capo. Ce la si deve prendere con chi concede i permessi, ma cose sempre in Italia nessuno ha colpa.


29/09/2009 11:49:00
6) Servono con urgenza delle regole....
è ora che qualcuno dia delle regole. Anche in quel campo oramai siamo circondati dalle feste con ristoranti per strada con nessuna regola, nè doveri, che dannegiano noi che ci siamo tutto l'anno e paghiamo le tasse in piu Nas finanza, Usl tutti hanno diritto di controllarci....


29/09/2009 11:49:00
5) In Oltrepo' non se ne può più di sagre, finalmente qualcuno affronta questo problema
Insieme alla mia famiglia gestisco l'Albergo Ristorante "Da Angelo" sito in Corvino San Quirico, Pavia. Le scrivo in riferimento al Suo editoriale. Nell'Oltrepo Pavese siamo pieni di sagre popolari, la maggior parte prive di contesto territoriale, ed agriturismi che spuntano come porcini. Tutto ciò rovina la qualità e la professionalità della nostra attività pluridecenalle e di altre strutture molto valide. Purtroppo Le scrivo in netto ritardo, ma solo stasera ho potuto scrivere questo e-mail, che per me e la nostra famiglia è molto importante perchè vede FINALMENTE realizzarsi l'impegno ad affrontare questo fondamentale problema. Noi appogiamo Lei ed la sua rivista nella sopracitata questione ed in caso di future iniziative Noi saremo in prima linea.


29/09/2009 11:49:00
4) Concordo su tutto
Salve direttore , aderisco completamente e pienamente all'esposizione dell'idea sulle sagre.


29/09/2009 11:49:00
3) E dopo le sagre regoliamo anche le feste e la ristorazione "in nero"
Caro direttore, faccio il ristoratore da 45 anni e mi complimento per la stesura dei contenuti della vostra rivista. Oltre che ristoratore sono anche un produttore di confetture, marmellate e mostarde (circa 170 esemplari di mia creazione). Ho partecipato a molte trasmissioni televisive e la passione per la frutta mi ha spinto oltre la normalità. A parte questo volevo complimentarmi con Lei per il Suo articolo sulle SAGRE: finalmente ci stiamo accorgendo del grande danno che provocano le feste paesane e sagre inventate per far soldi alla barba dei coglioni. Erano anni che segnalavo questa situazione alle varie associazioni di categoria, ma evidentemente ero solo. Ora si sono svegliati altri e cominciano a farsi sentire. Ma c'è ancora di più: le feste e cerimonie nelle ville e nei castelli con il catering, e con personale estracomunitario in nero, senza il minimo di preparazione, avventurieri al massimo livello, cuochi e pasticceri in pensione che continuano il lavoro affittando presso le agenzie le attrezzature per fare catering, naturalmente in nero, con la spesa al supermercato. Questa è un'altra piaga oltre alla liberalizzazione delle licenze, che danneggia in modo vergognoso tutta la categoria della ristorazione seria. Mi auguro con poca speranza che si intervenga per fare chiarezza e fermare questi avventurieri che poco garantiscono, se non il proprio portafoglio. Ci sarebbero ancora da dire molte, molte cose, ma intanto riceva i più cordiali e distinti saluti


29/09/2009 11:49:00
2) Anche nel Comasco troppe sagre
Sono titolare di un piccolo Rifugio Alpino nel paese di Montemezzo in provincia di Como. Mi trovo perfettamente d'accordo con quello che lei ha scritto. Basti pensare che la pro loco del mio paesino organizza solamente pranzi su prenotazione. Cosa dobbiamo fare per farci sentire sul serio tutti insieme?


29/09/2009 11:49:00
1) Bella l'idea di serate a tema nei ristoranti
Sono daccordo su tutta la linea. Noi ristoratori vorremmo far sentire la nostra voce, il problema è che non siamo collegati e spesso non si sa nemmeno da che parte iniziare (almeno qui dove siamo noi nel Basso Valdarno). L'idea di organizzare serate nei ristoranti è bella, occorre l'appoggio del comune o delle varie Pro Loco... dove lo fanno (pochissimi purtroppo), funziona!



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