Una cucina essenziale, conviviale, di gusto e sostanza, che bada al sodo e si rende riconoscibile, prima di tutto per i sapori, con un occhio di riguardo verso la qualità delle materie prime e dell’artigianalità nella lavorazione delle stesse. Siamo a Bottega Tredici, un localino del centro di Roma, in una delle tante viuzze che popola i quartieri del cuore della Capitale, quasi labirintico nelle tante stradine che di sviluppano ora accostando il Tevere, ora facendo da cornice ai monumenti più importanti della Città Eterna.

I ravioli al baccalà con uvetta e pinoli di Bottega Tredici
Fatto sta, ci troviamo a poca distanza dall’Altare della Patria e Piazza Venezia, siamo a due passi da Largo Argentina, destinazione raggiungibile in una quindicina di minuti di bus dalla stazione Termini. Qui, proprio in una di quelle viuzze che disegnano il profilo urbano romano, sorge un localino inaugurato nel 2018 da giovani imprenditori cittadini.

Bottega Tredici, buona osteria di ispirazione romana nel centro della Capitale
Bottega Tredici per l’appunto, con il numero scelto per colmare il vuoto legato a un civico mancante, ristorantino dall’atmosfera caratteristica, di curata osteria romana, essenziale nell'estetica per quanto attenta al particolare, capace di affermarsi in zona sia con una clientela di locals sia con avventori stranieri che nei loro viaggi a Roma non vogliono rinunciare a una bella mangiata. Una mangiata non necessariamente di cucina romana: sì di ispirazione, ma con un più ampio respiro che non si limita al grande raccordo anulare.

La sala di Bottega Tredici a Roma
Anzi, nella scelta e selezione delle materie prime pesca ora dalle province limitrofe (Frosinone, Viterbo solo per fare un paio di esempi, per formaggi o oli extravergine) così come dal resto d’Italia (pomodoro pugliese, olive liguri e via dicendo), dimostrando una buona attività di ricerca verso prodotti buoni, di qualità, da lavorare in cucina.
Cosa si mangia da Bottega Tredici
E quindi, in questo locale che risponde al prototipo di osteria romana che nidifica nell'immaginario collettivo, con i tavoli su strada fatta del classico selciato di grandi lastroni e le ampie vetrate che danno nelle sale interne, eccoci da Bottega Tredici. In sala c’è Daniele, l'oste coadiuvato dalla sua squadra, in cucina la diarchia formata da Roberto e Francesco, tutti soci del locale. Cucina dicevamo sì di ispirazione romana ma non a tutti i costi.

Francesco, Daniele e Roberto, i proprietari e soci di Bottega Tredici, a Roma
Due i menu degustazione disponibili, più una carta ben ponderata con una selezione accurata e non troppo dispersiva di piatti. Ad apertura di pasto una bella offerta di “morsi”, cioè delle tapas alla romana, poi carta alla mano 3 antipasti, 5 primi piatti, 4 secondi e 5 dessert. Il tutto, chiaramente, a rotazione a seconda della stagionalità e delle disponibilità delle materie prime.

Il pane fatto in casa di Bottega Tredici
Fisiologico occhio di riguardo per ciò che è autoprodotto, come il pane ad esempio, realizzato direttamente da questi ragazzi e che arriva in tavola all’interno di un sacchetto, citazione a quando si va a prendere la pagnotta al forno. Sin da subito abbiamo quindi una focaccia e un pane integrale realizzato con lievito madre con cui spazzolare una gradevole salsina al pomodoro con mandorle e olive taggiasche. Eccoli poi i “morsi”, piccole espressioni di romanità come una polpettina fritta ripiena di bollito (il picchiapo’, classica ricetta cittadina), una zucca al forno con nocciole, caprino e cavoletti di Bruxelles, quindi un maritozzo salato ripieno di coda alla vaccinara.
Il pane e olio di Bottega Tredici, salsina al pomodoro, taggiasche e mandorle
1/4
I 'morsi', le tapas alla romana di Bottega Tredici
2/4
Gnocco Tredici, signature dish del locale
3/4
L'agnello con pere e carciofi di Bottega Tredici a Roma
4/4
Il pane e olio di Bottega Tredici, salsina al pomodoro, taggiasche e mandorle
Previous
Next
Interessanti i primi: un raviolo di baccalà accompagnato da uvetta e pinoli (un omaggio alla nonna di Roberto, solita preparare il baccalà con questo abbinamento), e poi lo gnocco Bottega Tredici, il signature dish del locale, mai uscito dalla carta sin dal momento dell’apertura datata 2018. Uno gnocco ripieno, una sorta di mezzaluna, con pecorino all’interno e salsa all’amatriciana. Notevole il secondo: un tenerissimo e gustoso agnello alla brace con pere e carciofi. A chiusura del pasto l’immancabile tiramisù, a concludere in dolcezza un bel pranzo, godendosi una temperata giornata di inizio anno, in una Roma sempre affascinante. Una città che, quando si mangia bene, sa essere ancor più seducente e bella.
Convivialità e casa da Bottega Tredici
Bottega Tredici è insomma un locale che sfugge a logiche “acchiappaturistiche” che fin troppo caratterizzano il centro di Roma, con ristoranti che pensano (pur legittimamente) alla quantità, a sbrigare il numero più alto possibile di coperti nel minor tempo possibile per massimizzare lavori e guadagni. Un locale che prima di tutto pensa a proporre una cucina di qualità, che non è sinonimo di fine dining o gourmet, ma che con una proposta attenta, ben ponderata e che bada al sodo mette in primo piano il palato e la resa gustativa delle ricette proposte. Una cucina curata il giusto, ma comunque in linea con lo stile casereccio, domestico e conviviale di cui i ragazzi di Bottega Tredici vogliono farsi promotori.
Via dei Falegnami 14 00186 Roma