In autunno la Valtellina cambia colori: i larici diventano dorati, le betulle virano al giallo e i boschi si alternano ai profili delle montagne, talvolta già imbiancate alle quote più alte. Lungo i sentieri, i laghi alpini riflettono le sfumature della vegetazione, offrendo un motivo in più per esplorare il territorio a piedi, anche al di fuori della stagione estiva. Dalla Val di Mello alla Valmalenco, dalla Media Valtellina fino a Livigno e alla Valle Spluga, le possibilità sono diverse per lunghezza, dislivello e impegno richiesto. Si va dalle passeggiate intorno a piccoli bacini e riserve naturali agli itinerari che salgono verso i laghi glaciali e i passi alpini. Il foliage diventa così un’occasione per conoscere le diverse valli, scegliendo il percorso in base alla preparazione e alle condizioni del momento.

In Val di Mello, una passeggiata verso il Laghetto di Qualido

La Riserva Naturale della Val di Mello
La Riserva Naturale della Val di Mello

Nella Riserva Naturale della Val di Mello, in una delle aree più caratteristiche della bassa valle, il Laghetto di Qualido è una meta per chi vuole camminare tra boschi, corsi d’acqua e pareti rocciose. Si raggiunge partendo dal borgo di San Martino e permette di osservare da vicino un paesaggio modellato dall’acqua e dai fenomeni naturali. Il piccolo bacino si è formato nel 2009, quando una frana ha modificato il corso del torrente Masino. La passeggiata consente di dedicare qualche ora alla scoperta della valle, seguendo il ritmo del cammino e fermandosi nei punti in cui il paesaggio si apre tra la vegetazione.

Lago Palù, tra conifere e radure della Valmalenco

Il lago di Palù
Il lago di Palù

A 1.921 metri di quota, il Lago Palù è una delle mete più conosciute della Valmalenco. Per raggiungerlo a piedi si attraversano tratti di bosco e radure, fino a raggiungere lo specchio d’acqua circondato dalle montagne. In autunno, il contrasto tra le conifere ancora verdi e le tonalità più calde della vegetazione contribuisce a definire il paesaggio. Le rive sono un punto di sosta per osservare i riflessi sull’acqua e il profilo delle cime. Il percorso richiede comunque di valutare il dislivello e il tempo a disposizione, verificando le condizioni del sentiero prima della partenza.

I laghetti di Sassersa, un’escursione in quota

Il lago superiore di Sassersa
Il lago superiore di Sassersa

Sempre in Valmalenco, nel territorio di Chiesa in Valmalenco, i laghetti di Sassersa sono tre piccoli bacini di origine glaciale situati tra i 2.300 e i 2.400 metri. L’itinerario attraversa ambienti d’alta quota, tra lariceti, pascoli e versanti rocciosi, fino a raggiungere gli specchi d’acqua incastonati nel paesaggio alpino. È un’escursione adatta a camminatori allenati, da affrontare con un’adeguata preparazione e tenendo conto del meteo, che in montagna può cambiare rapidamente. Qui il foliage si accompagna al paesaggio più aspro delle quote elevate, dove i colori dei boschi si confrontano con quelli delle rocce e delle cime.

Lago Lagazzuolo, le acque turchesi sopra San Giuseppe

Il lago di Lagazzuolo
Il lago di Lagazzuolo

Il lago Lagazzuolo, sempre in Valmalenco, è una meta per chi cerca un’escursione più impegnativa. Il sentiero parte da San Giuseppe e sale con una serie di tornanti fino a circa 1.900 metri. La salita richiede passo sicuro e un minimo di allenamento, ma conduce a un lago riconoscibile per le sue acque turchesi, incorniciate dal paesaggio montano. In autunno, le tonalità dei larici e degli altri alberi che circondano il percorso aggiungono nuove sfumature al contrasto tra acqua, bosco e roccia. Prima di partire è opportuno controllare la percorribilità del tracciato, soprattutto a stagione inoltrata, quando le condizioni possono essere già quelle dell’inverno.

Il laghetto di Somasassa, tra i boschi della Media Valtellina

Il laghetto di Somasassa
Il laghetto di Somasassa

A Teglio, il laghetto di Somasassa offre un’alternativa più tranquilla alle escursioni in quota. Il bacino si inserisce in un ambiente caratterizzato da castagni e boschi misti, dove l’autunno modifica progressivamente il colore delle chiome e del sottobosco. La possibilità di camminare lungo le rive e di fermarsi a osservare il paesaggio rende la zona adatta a una breve uscita all’aria aperta. È una tappa che si può inserire in una giornata alla scoperta della Media Valtellina, alternando il percorso a piedi alla visita dei borghi del territorio.

Pian di Gembro, un percorso ad anello nella torbiera

La Riserva
La Riserva Naturale di Pian di Gembro

Vicino ad Aprica, la Riserva Naturale di Pian di Gembro permette di conoscere un ambiente diverso da quello dei laghi alpini. Il percorso ad anello attraversa una torbiera, zona umida formatasi attraverso un lungo processo di accumulo di materiale vegetale, e si sviluppa tra passerelle, boschi di abeti rossi, pini silvestri e betulle. Lungo il cammino si incontra anche un piccolo lago artificiale legato alle passate attività di estrazione della torba, praticate soprattutto nella prima metà del Novecento. L’itinerario raggiunge inoltre la chiesetta di San Fortunato, da cui si apre una vista sulla Valtellina. La passeggiata unisce l’osservazione del foliage alla storia naturale e alle attività che hanno segnato il territorio. È importante restare sui percorsi segnalati, senza avventurarsi nelle zone paludose della riserva.

Grosotto, una sosta al laghetto Prati di Punta

Il laghetto Prati di Punta a Grossotto
Il laghetto Prati di Punta a Grossotto

A Grosotto, lungo il percorso del Sentiero Valtellina, il laghetto Prati di Punta è una possibilità per chi cerca una sosta semplice durante una giornata all’aperto. L’accesso agevole e la presenza di un’area dedicata alla pesca sportiva fanno di questo piccolo specchio d’acqua un punto da raggiungere senza affrontare un’escursione di montagna impegnativa. Anche qui il paesaggio autunnale si osserva a un ritmo più lento, tra vegetazione, acqua e scorci sulle montagne circostanti. La passeggiata può essere abbinata ad altre tappe della zona, secondo il tempo a disposizione.

Val Viola, tra larici dorati e torrenti

Il lago di Val Viola
Il lago di Val Viola

In Alta Valtellina, la Val Viola è una delle destinazioni da considerare per una camminata tra i colori autunnali. I larici si tingono di giallo e rame, i mirtilli assumono sfumature rossastre e i torrenti attraversano pascoli e boschi, mentre le cime rocciose possono già presentare le prime tracce di neve. L’itinerario parte da Arnoga, nel territorio di Valdidentro, e segue una strada con pendenza contenuta per circa cinque chilometri fino ad Altumeira. Da qui si può proseguire lungo il torrente Viola, attraversando pascoli e tratti boschivi, verso il lago Viola e il vicino Rifugio Viola, a circa 2.300 metri. Chi desidera allungare l’escursione può puntare al Passo Viola, al confine con la Svizzera, da cui si apre la vista sulla Val di Poschiavo. La lunghezza complessiva richiede di organizzare bene la giornata, anche se il dislivello graduale rende il percorso interessante per chi vuole trascorrere diverse ore in montagna senza affrontare passaggi particolarmente tecnici. In autunno è essenziale informarsi sulle condizioni del sentiero e sull’apertura dei rifugi.

Laghi di Cancano, una strada panoramica tra due bacini

I laghi di Cancano
I laghi di Cancano

Nella Valle di Fraele, i laghi di Cancano offrono un itinerario dal profilo più regolare. Una strada panoramica costeggia i bacini artificiali di Cancano e San Giacomo, con tratti che permettono di osservare i riflessi dell’acqua e i versanti circostanti.

Si può scegliere di percorrere soltanto una parte del giro della diga di San Giacomo oppure dedicare più tempo alla camminata, proseguendo verso il Lago Cava Imbuto. La possibilità di modulare la distanza rende la zona adatta a chi preferisce una passeggiata senza forti dislivelli, fermandosi lungo il percorso per osservare il paesaggio. Prima di partire, è comunque necessario verificare l’accessibilità della strada e le condizioni stagionali.

Livigno, foliage lungo il lago e antiche baite

Due tee lungo il Tröi da li Téa
Due tee lungo il Tröi da li Téa

A Livigno, una passeggiata lungo il lago di Livigno permette di osservare i larici che in autunno virano al giallo e all’oro. Il percorso, breve e in gran parte pianeggiante, è adatto anche a chi desidera trascorrere qualche ora all’aperto senza affrontare un’escursione impegnativa. Nelle giornate limpide, il bosco e le montagne si riflettono sulla superficie dell’acqua, mentre gli aghi caduti formano un tappeto lungo alcuni tratti del cammino. Per aggiungere alla passeggiata una componente legata alla storia rurale della valle, si può seguire il Tröi da li Téa, sul versante occidentale. Il sentiero attraversa boschi di larici e passa accanto alle tee, costruzioni tradizionali utilizzate in passato da pastori e contadini come baite e fienili durante la stagione estiva. Partendo da Pont Lonch, il tracciato sale gradualmente lungo il versante e scende poi verso l’imbocco della Val Federia. È un modo per osservare il paesaggio autunnale insieme alle testimonianze dell’economia alpina di un tempo.

Sentiero del Cardinello, dalle gole al Lago di Montespluga

Il Sentiero del Cardinello
Il Sentiero del Cardinello

In Valle Spluga, il Sentiero del Cardinello segue una parte della storica Via Spluga, itinerario che collega Chiavenna, in Italia, a Thusis, in Svizzera. Il tratto da Isola a Montespluga conserva il carattere di un antico percorso di transito attraverso le Alpi, frequentato in passato da viandanti e mercanti. Il cammino presenta passaggi impegnativi e attraversa le Gole del Cardinello, dove alcuni tratti sono scavati nella roccia e si affacciano sul versante. Raggiunta Montespluga, il sentiero prosegue lungo il lago fino al borgo. In autunno, i larici aggiungono tonalità dorate e ramate al paesaggio, ma la stagione avanzata può rendere il percorso meno accessibile: è quindi indispensabile controllare le condizioni e le eventuali chiusure prima di mettersi in cammino. Una volta arrivati a Montespluga, la sosta nel borgo offre l’occasione per conoscere la cucina locale e i piatti della tradizione. Il percorso riunisce così natura, storia e gastronomia, ma richiede una pianificazione attenta per la lunghezza, l’impegno e la variabilità delle condizioni in quota.