NELLA BERGAMASCA

Dalla “Caprese” di Mozzo a Nembro: la seconda vita ai fornelli di Bruno Federico
Dopo aver affidato ai figli l'attività costruita insieme alla moglie Giuseppina, lo scorso dicembre il ristoratore ha scelto di aprire un nuovo locale e tornare a cucinare, sempre nella Bergamasca, con un menu di pesce legato a Capri e alla tradizione napoletana. Accanto a crudità, paccheri ripieni di baccalà e dolci fatti in casa, propone serate dedicate alla storia dei piatti e agli abbinamenti con il vino
Una seconda vita ai fornelli per il ristoratore Bruno Federico che, dopo aver lanciato, insieme alla moglie Giuseppina, La Caprese di Mozzo (prima come trattoria pluripremiata alle Crocette e poi nella location al Borghetto, attualmente gestita dalla figlia Antonella), nella Bergamasca, ha deciso di intraprendere lo scorso dicembre una nuova avventura nel centro di Nembro, sempre nella provincia orobica.
La tradizione caprese nel menu dell'osteria Da Bruno
Le ricette di pesce, frutto della tradizione isolana di Capri, sono sbarcate da queste parti più di 50 anni fa, nel lontano 1975. I piatti partenopei oggi vengono proposti all’osteria Da Bruno, che è subentrata in una precedente attività di ristorazione. Il menu è corto ma ricco di sapori veri e autentici. Qui si possono degustare le immancabili crudità di pesce all’isolana, l’insalata di mare, i conchiglioni di Gragnano con ragù di pesce, la pasta mista con fagioli, cozze e gamberi, così come i paccheri del Vicerè, un piatto della cucina aristocratica napoletana, dedicati a Gioacchino Murat, cucinati con il ripieno di baccalà.
Tra i secondi spiccano il fritto di calamari freschi o i calamari alla Pignatiello, mentre per concludere pranzi e cene si possono scegliere la pastiera napoletana, la torta caprese o il digestivo sorbetto al limone: tutto rigorosamente preparato in casa. «Dopo aver ceduto l’attività ai figli, ho deciso di proseguire sulla mia strada, anche perché avevo tanti clienti, diventati amici negli anni trascorsi insieme al ristorante, che erano e sono legati alla mia cucina» fa presente Bruno Federico.
Le serate a tema e l'importanza della convivialità
«Stare in cucina è la mia vita e qui a Nembro sono contornato da giovani collaboratori, sia in sala sia in cucina, che mi danno una grossa mano. Nel contempo amo divulgare la cultura enogastronomica che parte dalla tradizione della cucina territoriale, che va spiegata e assaggiata nella sua forma più semplice e autentica. Ogni mese organizzo anche serate a tema dove raccontiamo tanti aneddoti e curiosità, sia sull’origine delle ricette che sulla parte delle cantine» prosegue Bruno Federico.
«Ogni piatto deve essere abbinato al suo vino, in modo da garantire un’esperienza culinaria a tutto tondo. La cosa fondamentale è saper accoppiare gli ingredienti che si reggono su tre pilastri: l’esame visivo, quello olfattivo e, in ultimo, l’aspetto gustativo, che conferma i primi due. La tavola è prima di tutto convivialità e oggi, più che mai, dobbiamo salvare i rapporti umani e interpersonali. Trascorrere del tempo in compagnia - conclude -, davanti alle ricette che più ci scaldano il cuore, rappresenta uno dei momenti più belli che ci regala la vita».


