DELLA FORTUNA
La trattoria storica vicino Roma dove si viaggia per l'Italia restando a tavola
La Trattoria della Fortuna, aperta nel 1945 e oggi alla quarta generazione, è guidata dalla cuoca e proprietaria Simona Gervasi, che porta in menu ricette e sapori provenienti da diverse regioni italiane
A pochi minuti dal casello di Roma Nord, percorrendo l’antica via Salaria verso Monterotondo, si incontra un indirizzo discreto che potrebbe sfuggire all’occhio del passante frettoloso. Da fuori si presenta silenzioso e riservato, ma, varcata la soglia, rivela un'anima viva, calda e autentica: è la Trattoria della Fortuna, un rifugio del buon cibo che custodisce oltre ottant'anni di storia familiare.
Dall'Osteria del 1945 a un locale pluripremiato
Le radici del locale risalgono al 1945 quando, sulle macerie di un edificio distrutto durante la Seconda guerra mondiale, il bisnonno di Simona Gervasi (attuale cuoca e proprietaria) aprì una piccola locanda in cui i cacciatori di passaggio si fermavano non solo per rifocillarsi, ma anche perché era di buon auspicio. Allora ci si fermava per un bicchiere di vino e un panino prima delle battute di caccia, in un rituale scaramantico da cui nacque proprio il nome Fortuna. Oggi la trattoria è giunta alla sua quarta generazione ed è guidata con passione e determinazione da Simona, cuoca appassionata e curiosa.
Dopo la formazione all'alberghiero di Rieti e preziose esperienze romane anche nel fine dining, tra cui la cucina dello chef Riccardo Di Giacinto, Simona è tornata a casa nel 2020 con una visione chiarissima. Piuttosto che ergersi a chef o maestro, ha scelto con orgoglio la definizione di cuoca al servizio degli ospiti, proponendo una cucina solida, concreta e legata a doppio filo con la storia del mestiere. Per lei, resistere in questo territorio significa soprattutto evolvere senza smarrire le proprie radici. Sforzi che hanno dato, e stanno dando, i loro frutti. Trattoria della Fortuna si è ritagliata un importante spazio nel contesto della ristorazione locale, sino ad ottenere (tra vari premi e riconoscimenti) anche l’insegna Bib Gourmand dalla Michelin.
Un viaggio gastronomico lungo lo Stivale
Il vero tratto distintivo della proposta di Simona risiede nella capacità di abbracciare la gastronomia di tutta Italia. Fermo restando l'omaggio immancabile ai grandi classici del territorio laziale come Amatriciana, Carbonara e Gricia, il percorso invita l'ospite a viaggiare lungo la penisola. Gli antipasti ne sono la prima dimostrazione, spaziando dai formaggi del Trentino a un'invenzione golosa come il tramezzino d'ispirazione veneziana con stracchino orobico e prosciutto cotto affumicato, passando per la crocchetta di pollo e peperoni che rende omaggio ai sapori estivi della tradizione romana.
Il cuore pulsante della cucina batte forte nel reparto delle paste fresche ripiene, vera e propria passione della cuoca. Dalle sue mani nascono i tortellini alle tre mortadelle adagiati su crema di pecorino e polvere di rapa rossa, gli agnolotti del plin farciti di pappa al pomodoro, i tortellini alla norma e le fragranti tagliatelle al friggione emiliano con animelle. Anche tra i secondi la varietà regionale si fa ricca: la lingua di manzo vasocotta a bassa temperatura si accompagna a tre salse tradizionali come verde, tonnata e alioli, affiancata dal vitello tonnato piemontese, dal falsomagro siciliano e dagli spiedini di milza insaporiti da limone, mele e pecorino, per poi chiudere in dolcezza con la tipica seadas sarda al miele. Il viaggio prosegue infine nella carta dei vini, che, accanto alle migliori produzioni nazionali, affianca interessanti bollicine francesi, dalle cuvée alsaziane allo Champagne.
Atmosfera vintage e l'arte del recupero
Il salto temporale non riguarda solo il piatto, ma coinvolge tutto l'ambiente di sala. Le sedie in legno con seduta in paglia intrecciata, le tovaglie bianche e i bicchieri tutti diversi l'uno dall'altro si sposano con ceramiche d'antan recuperate con cura nei mercatini romani o custodite tra i ricordi di famiglia. Questa estetica del recupero incarna appieno la filosofia del less is more, regalandoci una trattoria dall'atmosfera essenziale, calda e lontana da ogni artificio.
Ciò che ne esce, di primo impatto, sono vibes che rimandano alle cucine delle case dei nonni. Quell’atmosfera calda, informale, rassicurante e domestica, che si completa grazie ai piatti che escono dalla cucina. Una trattoria nel pieno senso del termine, esempio di come dovrebbero essere oggi locali di questo genere.


