«Il nome del futuro è coraggio». Massimo Bottura parte da qui per raccontare i trent’anni di Modena a Tavola, uno dei consorzi di ristoratori più longevi d’Italia, nato nel 1995 sotto l’egida della Camera di Commercio e arrivato al suo anniversario con una giornata che prova a mettere a sistema memoria, cucina e una domanda molto concreta su ciò che Modena vuole diventare come destinazione gastronomica. Domenica 20 settembre la Corte dei Melograni, in strada Pomposiana 216, ospiterà “L’Anima e la Gola”, dalle 11 alle 19, con degustazioni, laboratori, incontri e masterclass affidati ai ristoratori del Consorzio e alle realtà che lavorano sui prodotti simbolo del territorio. Il titolo recupera quello di un progetto editoriale che già alla fine degli anni Novanta cercava di raccontare la cucina modenese come relazione fra chi prepara e chi assaggia. Trent’anni dopo quella formula torna in una festa aperta al pubblico. I ristoranti associati proporranno per tutta la giornata assaggi e finger food serviti a buffet, accompagnati da Lambrusco e Nocino. Negli spazi interni ed esterni della Corte si alterneranno laboratori e brevi approfondimenti su Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico, Lambrusco e altri prodotti della tradizione, con il coinvolgimento di Slow Food, ONAV, ONAF, Custodi del Lambrusco, Il Mallo e delle altre associazioni partner. Il biglietto, acquistabile attraverso Visit Modena, consente l’accesso alle degustazioni e alle attività previste durante l’intera giornata.

La presentazione di “L’Anima e la Gola”, la giornata con cui Modena a Tavola festeggia trent’anni di attività e guarda alle nuove sfide della ristorazione modenese
La presentazione di “L’Anima e la Gola”, la giornata con cui Modena a Tavola festeggia trent’anni di attività e guarda alle nuove sfide della ristorazione modenese

Dalla trattoria alla Francescana, la rete dei 26

La fotografia del Consorzio resta volutamente larga. Nello stesso elenco convivono trattorie di paese, ristoranti storici e insegne conosciute nel mondo, dall’Antica Moka alla Busa, dall’Erba del Re alla Lanterna di Diogene, dalla Nunziadeina alla Trattoria Bianca e al Campazzo, fino a Osteria Francescana e Cavallino. È uno dei caratteri su cui ha insistito il presidente Sandro Fazio durante la presentazione dell’evento. «Il punto comune non doveva essere la classificazione del locale, ma la qualità», ha ricordato ricostruendo le origini del Consorzio. Una qualità che riguarda cucina, servizio e capacità di rappresentare il territorio, senza trasformare la tradizione in qualcosa di immobile. Per Fazio, il compleanno serve soprattutto a costruire i prossimi trent’anni, mettendo in rete ristorazione, prodotti, accoglienza e promozione turistica.

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Modena scommette sul turismo del gusto

Prima della festa, alle 10.30, la Sala Bianca della Corte dei Melograni ospiterà il convegno “Evoluzione e strategie di accoglienza del turismo eno-gastronomico”, moderato dal giornalista e gastronomo Luca Bonacini. Dopo i saluti del presidente onorario Vinicio Sighinolfi e l’introduzione di Fazio, interverranno il vicepresidente della Camera di Commercio Gilberto Luppi, il dirigente comunale Giovanni Bertugli, Beatrice Berselli per Piacere Modena, Francesca Soffici di Modenatur, Cristiano Casa del Consorzio Parmigiano Reggiano, Cristian Berselli per BPER e Davide Forghieri, vicepresidente di Modena a Tavola. Al centro, il passaggio dalla singola eccellenza a un sistema capace di trasformare prodotti, ristorazione e patrimonio culturale in un’esperienza riconoscibile e acquistabile. Al termine è previsto il taglio di una forma di Parmigiano Reggiano.

Modena a Tavola: la conferenza stampa
Modena a Tavola: la conferenza stampa

Bortolamasi (Assessore alla cultura di Modena): «Il gusto come patrimonio di tutti»

È lo stesso terreno sul quale si è soffermato l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Modena Andrea Bortolamasi. La crescita turistica della città, ha osservato, deve molto alla cultura enogastronomica e alla capacità maturata nel territorio di tenere insieme “sapere e saper fare», memoria e innovazione. Bortolamasi ha parlato anche di «un grande processo di democratizzazione del gusto», reso possibile da iniziative capaci di avvicinare pubblici diversi a prodotti, tecniche, storie e luoghi che rischierebbero altrimenti di restare patrimonio di pochi. Il sostegno del Comune, ha aggiunto, continuerà nella direzione di progetti che «portano Modena nel mondo e il mondo a Modena».

La Corte dei Melograni, che domenica 20 settembre ospiterà “L’Anima e la Gola”, la festa per i trent’anni del Consorzio Modena a Tavola
La Corte dei Melograni, che domenica 20 settembre ospiterà “L’Anima e la Gola”, la festa per i trent’anni del Consorzio Modena a Tavola

Un legame antico è quello con la Camera di Commercio, dalla cui iniziativa nacque il Consorzio. Il vicepresidente Gilberto Luppi ha ricordato come la cucina modenese sia ormai un vero elemento identitario del territorio, costruito attraverso prodotti tutelati, imprese e ristoratori. Il valore del Consorzio, nella sua lettura, sta proprio nella capacità di trasformare questo patrimonio in promozione economica e culturale. Ermanno Casari, coordinatore storico di Modena a Tavola, è tornato invece sull’idea originaria dell’“anima e la gola» e sul rapporto diretto fra ristoratore e cliente. Anche il finger food scelto per domenica, ha spiegato, è un modo per favorire l’incontro e la conversazione, togliendo alla degustazione ogni rigidità.

Bottura guarda avanti: «Il nome del futuro è coraggio»

Il passaggio più netto è arrivato da Bottura. «La cucina è cultura», ha detto ricordando il percorso che nel dicembre scorso ha portato la cucina italiana nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il fondatore dell’Osteria Francescana ha legato il futuro della ristorazione modenese alla capacità di includere, contaminare e mettere sullo stesso piano etica ed estetica, richiamando esperienze come Tortellante, Food for Soul e Roots. Poi l’invito a evitare l’autocompiacimento. «Dobbiamo guardarci in chiave critica e mai nostalgica», ha osservato, perché del passato va portato avanti ciò che può ancora generare futuro.

Lo chef Massimo Bottura
Lo chef Massimo Bottura

È forse questa la chiave più interessante del trentesimo anniversario. Modena a Tavola nasceva quando il racconto gastronomico del territorio aveva ancora bisogno di essere portato fisicamente fuori dai confini locali, attraverso missioni, eventi e scambi internazionali. Oggi il movimento si è in parte rovesciato. Modena è diventata una destinazione e il lavoro da fare riguarda l’accoglienza, la qualità dell’esperienza e la capacità di dare profondità a un patrimonio che il mondo già conosce per alcuni nomi e prodotti. Domenica la celebrazione passerà quindi dai piatti e dai calici, con la libertà di entrare tra le 11 e le 19 e costruirsi il proprio percorso. Una festa di compleanno, certo, con lo sguardo già rivolto alla tavola dei prossimi trent’anni.