MEDIO-ORIENTE

Cinque luoghi in Giordania dove rallentare senza rinunciare alla scoperta
Da Amman al Mar Morto, passando per le cascate termali di Ma'in, il Wadi Rum e il Jordan Trail, la destinazione in Medio-Oriente alterna storia, pratiche di cura, paesaggi aperti e occasioni per stare all'aria aperta. L'autunno, con il clima più mite rispetto all'estate, favorisce anche visite e attività outdoor, dai sentieri del Paese alle notti nel deserto
Il benessere può assumere forme molto diverse: può essere il tempo dedicato alla cura del corpo, ma anche quello in cui rallentare, staccare dalle abitudini quotidiane e ritrovare una relazione più diretta con la natura e il silenzio. In Giordania, in Medio-Oriente, questo percorso passa attraverso luoghi e gesti profondamente legati al territorio.
Dalle acque del Mar Morto ai rituali dell’hammam, dalle sorgenti termali nel paesaggio desertico alle escursioni nel Wadi Rum e lungo il Jordan Trail, il Regno Hashemita offre modi diversi per concedersi una pausa dai ritmi più frenetici, tra attività all’aria aperta, tradizioni locali e momenti dedicati alla rigenerazione. L’autunno, da settembre a novembre, è inoltre uno dei periodi più adatti per visitare il Paese, grazie a temperature più miti e favorevoli alle attività outdoor. Ecco quindi cinque luoghi in Giordania dove rallentare senza rinunciare alla scoperta.
Amman, dove la cura di sé incontra il ritmo della capitale
Ad Amman, la capitale, il benessere passa anzitutto dall’incontro con la vita della città, tra luoghi storici, mercati e abitudini quotidiane. La Cittadella, costruita sulla collina più alta della capitale, conserva tracce delle epoche romana, bizantina e omayyade. Ai suoi piedi si trova il Teatro Romano, scavato nel fianco della collina nel II secolo, capace di accogliere fino a seimila spettatori e ancora utilizzato per alcuni eventi culturali.
Botteghe, negozi di artigianato e mercati restituiscono il volto più contemporaneo della città, fatto di incontri e gesti di ogni giorno. A questo punto, una sosta in un hammam tradizionale consente di rallentare: rituali di pulizia, bagno turco e trattamenti per il corpo accompagnano una pratica che appartiene alla cultura locale. Anche la tavola completa la scoperta, con, in particolare, hummus, falafel e mansaf, ricette profondamente radicate nella quotidianità giordana.
Mar Morto, il benessere sospeso sull’acqua
Sulle sponde del Mar Morto è naturalmente l’acqua a prendere il centro della scena. A circa 410 metri sotto il livello del mare, questo luogo è una delle esperienze più iconiche della Giordania: l’elevata concentrazione salina e la presenza di minerali rendono possibile il caratteristico galleggiamento, lasciando il corpo sostenuto dalla superficie in un paesaggio naturale unico al mondo.
Le sue acque calde e ricche di minerali attirano visitatori fin dall’antichità: le fonti turistiche giordane ricordano, fra gli altri, Erode il Grande e Cleopatra. Oggi l’esperienza può proseguire nelle spa dei resort di alto livello lungo la costa, dove il fango nero e i sali del Mar Morto vengono impiegati in trattamenti dedicati alla cura del corpo.
Ma’in, il calore delle sorgenti nel cuore della roccia
Alle Sorgenti Termali di Ma’in, l’acqua cambia forma e ambiente. Qui sgorga dalle rocce e alimenta cascate che raggiungono temperature fino a 63°C, in un’area segnata dalla vegetazione e da pareti rocciose che contrastano con l’aridità del territorio circostante.
Le cascate nascono dalle piogge invernali degli altopiani giordani, che alimentano le 109 sorgenti calde e fredde presenti nella valle. L’acqua viene riscaldata da fessure laviche sotterranee prima di proseguire il suo corso. Ne deriva un luogo in cui il calore delle sorgenti e il paesaggio roccioso restano strettamente legati.
Wadi Rum, una pausa nel silenzio della “Valle della Luna”
Nel Wadi Rum, Patrimonio Mondiale Unesco e conosciuto come “Valle della Luna”, il benessere assume una forma diversa e passa attraverso il silenzio, le distese aperte e il contatto con la natura. Dune, canyon e formazioni rocciose compongono un paesaggio in cui rallentare, seguendo ritmi lontani da quelli della città. L’area, ricordiamo, è stata iscritta nella lista Unesco nel 2011 come sito misto, naturale e culturale.
Accanto a gole, archi naturali e grandi pareti di arenaria, conserva incisioni rupestri e iscrizioni che documentano la presenza umana nel deserto attraverso i secoli. L’esperienza può iniziare con un’escursione in 4x4 e proseguire, dopo il tramonto, con una notte in un campo beduino. Nelle ore serali, l’assenza di inquinamento luminoso favorisce lo stargazing e permette di osservare il cielo stellato in uno degli ambienti naturali più spettacolari del Regno Hashemita.
Jordan Trail, la Giordania da attraversare passo dopo passo
Last but not least, il Jordan Trail lega la rigenerazione alla dimensione del movimento. Il percorso attraversa oltre 650 chilometri di Giordania, da Um Qais ad Aqaba, passando per paesaggi rurali, riserve naturali, villaggi e aree desertiche. Camminare lungo i suoi tratti consente di procedere con più lentezza e di osservare l’ambiente da vicino.
Il tracciato tocca anche luoghi iconici come Petra (una delle sette meraviglie del mondo), le gole e le falesie che affacciano sulla Rift Valley giordana, fino alle acque del Mar Rosso. Nella sua interezza richiede diverse settimane di cammino e mette in relazione paesaggi, comunità e storie differenti. In autunno, poi, si svolge il Jordan Trail Thru-Hike 2026, in programma dal 9 ottobre al 18 novembre. Organizzato dalla Jordan Trail Association, il trekking attraversa l’intero Paese nell’arco di più settimane, con il supporto di guide specializzate e delle comunità locali.

