SPEDIZIONI
Colombia, il terremoto ha paralizzato l'export di caffè: quanto pesa per l'Italia
Frane e blocchi stradali hanno interrotto i collegamenti verso Buenaventura, da cui passa oltre il 60% delle spedizioni. Per il Bel Paese il peso resta limitato: 87 milioni di euro su oltre 3 miliardi di import nel 2025
Il terremoto di magnitudo 7.4 che il 10 agosto ha colpito la parte occidentale della Colombia ha praticamente paralizzato le esportazioni di caffè del Paese, con ripercussioni che per l'Italia restano comunque limitate: infatti, stando ai dati di UN Comtrade, nel 2025 le importazioni di caffè colombiano sono state di circa 87 milioni di dollari, a fronte di oltre 3 miliardi di dollari di caffè importato complessivamente dal Bel Paese nello stesso anno. A fermare i carichi, in queste ore, è soprattutto la logistica, perché frane e blocchi stradali hanno interrotto alcuni dei collegamenti strategici verso Buenaventura, principale sbocco sul Pacifico colombiano e porto attraverso il quale passa oltre il 60% delle esportazioni di caffè del Paese.
A confermare la portata dello stop è Gustavo Gomez, presidente dell'Associazione nazionale degli esportatori di caffè (Asoexport). Al momento, ha spiegato, «la strada per Buenaventura non è percorribile dai veicoli commerciali stranieri, inclusi quelli per l'esportazione e l'importazione». I mezzi pesanti destinati al commercio internazionale non riescono quindi a raggiungere il terminal e il risultato è un blocco che sta fermando buona parte dei flussi in uscita.
Buenaventura, il nodo che blocca l'export
A rendere più complicata la situazione c'è poi la geografia stessa del terremoto. Il sisma ha investito la Regione del Caffè, una delle aree centrali della filiera colombiana, dove si concentra una parte rilevante degli impianti di lavorazione e dei mulini. I danni alle infrastrutture e le difficoltà negli spostamenti si inseriscono quindi in un territorio direttamente legato alla produzione e alla preparazione del caffè destinato all'esportazione.
Le difficoltà, però, non si fermano alle zone maggiormente colpite. Anche in Huila, Tolima, Cauca e Nariño, dove gli effetti del terremoto sono stati meno pesanti, la circolazione delle merci risente delle interruzioni della rete stradale. Portare il caffè fuori dalle aree di produzione e indirizzarlo verso terminal alternativi è diventato più complesso proprio per la difficoltà dei mezzi pesanti a muoversi lungo le principali direttrici.
Le rotte alternative restano complicate
Una parte dei carichi può essere dirottata verso altri scali, tra cui Puerto Antioquia, Cartagena e Santa Marta, ma raggiungerli significa cambiare rotte e fare i conti con collegamenti che in queste ore restano problematici. Buenaventura occupa infatti una posizione centrale nella logistica del caffè colombiano e l'interruzione delle strade che conducono al porto ha tolto alla filiera il suo principale canale di uscita verso i mercati internazionali. La ripresa regolare delle spedizioni dipenderà quindi anche dal ripristino dei collegamenti stradali verso Buenaventura e dalla possibilità di riportare i mezzi commerciali sulle arterie oggi interessate da frane e blocchi.

