Sessant’anni di storia raccontati attraverso le persone che hanno custodito e tramandato la cultura dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Per celebrare il proprio anniversario, la Consorteria di Spilamberto ha scelto due linguaggi diversi, quello della fotografia e della scrittura e quello del cinema, dando vita al volume “Solchi di balsamico” e al cortometraggio “La tradizione è viva”. Due lavori che ripercorrono la storia dell’associazione, fondata per promuovere e preservare questo patrimonio gastronomico, attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti, i luoghi della produzione e il rapporto tra le generazioni. A curare la direzione artistica del libro e la regia del film è Carlo Guttadauro, affiancato in entrambi i progetti da Thomas Guttadauro.

Un libro e un film: così la Consorteria del Balsamico festeggia i 60 anni
Un libro e un film per celebrare i 60 anni della Consorteria dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

“Solchi di balsamico”, sessant'anni di storia tra famiglie, acetaie e tradizioni

Il volume ripercorre i sei decenni della Consorteria attraverso sei capitoli, da “Il tempo abita qu”i a “La tradizione è viva”, seguendo un percorso che parte da Spilamberto e si sviluppa tra le vicende dei fondatori, dei Gran Maestri e delle famiglie che hanno contribuito alla diffusione della cultura del balsamico. Ampio spazio è dedicato anche agli assaggiatori, agli artigiani del legno e a chi lavora nell'Acetaia Sociale, oltre alla scuola dell'assaggio, dove le conoscenze vengono trasmesse attraverso l'esperienza e la pratica. Accanto alla storia dell'associazione trovano posto i ricordi personali, le memorie familiari e i racconti legati alle acetaie domestiche, spesso ricavate nelle soffitte delle abitazioni. Ne emerge così anche il ruolo delle famiglie modenesi nella conservazione di una produzione che, nel corso dei secoli, ha accompagnato la vita del territorio.

Un libro e un film: così la Consorteria del Balsamico festeggia i 60 anni
La copertina del libro “Solchi di balsamico”

Ad aprire il libro sono cinque contributi che affrontano la storia del balsamico da prospettive differenti. Il Gran Maestro Maurizio Fini, promotore del progetto editoriale, introduce il percorso della Consorteria, seguito dal vescovo di Modena Erio Castellucci, che si sofferma sul legame tra produzione, famiglia e lavoro artigianale. Daniele Francesconi, direttore scientifico del Festival della Filosofia di Modena, riflette invece sul valore del tempo e dell'attesa, elementi fondamentali nella maturazione del prodotto. L'ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli ripercorre le origini popolari di questa tradizione e il rapporto con lo sviluppo economico modenese, mentre Enrico Corsini, presidente del Consorzio di tutela dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ricostruisce trent'anni di collaborazione fra le due istituzioni. Il racconto è accompagnato dalle fotografie di Carlo e Thomas Guttadauro, dedicate alle acetaie, ai legni e ai gesti della lavorazione, con il coordinamento editoriale di Lorella Beneventi, maestra assaggiatrice della Consorteria.

“La tradizione è viva”, il cortometraggio che racconta il passaggio tra generazioni

Dalle pagine del libro si passa poi, come anticipato, al cinema con “La tradizione è viva”, il cortometraggio diretto da Carlo Guttadauro insieme a Thomas Guttadauro e realizzato per lo stesso anniversario. Al centro della storia c'è Giulio, un bambino che scopre il mondo dell'Aceto Balsamico Tradizionale attraverso l'incontro con Maurizio Fini, Gran Maestro della Consorteria. È lui ad accompagnarlo alla scoperta di un sapere costruito nel corso delle generazioni, in un racconto che ruota attorno alla trasmissione delle conoscenze. Uno dei passaggi principali è la consegna del tragno, simbolo della Consorteria, da parte di Fini alla madre di Giulio. La donna, a sua volta, affida al figlio una bottiglietta disegnata da Giugiaro, proseguendo idealmente il passaggio di questa eredità. Nel film compare anche una clessidra, donata dal Gran Maestro al bambino, attraverso la quale viene richiamato il tempo necessario alla maturazione del balsamico. A scandire il racconto intervengono inoltre gli assaggiatori della Consorteria, custodi delle competenze legate alla valutazione del prodotto.

Un libro e un film: così la Consorteria del Balsamico festeggia i 60 anni
Un'immagine del cortometraggio “La tradizione è viva”

Le riprese sono state ambientate a Spilamberto, all'interno del Museo del Balsamico Tradizionale, luogo in cui i visitatori possono conoscere la storia dell'aceto, approfondirne le tecniche di produzione e partecipare all'esperienza dell'assaggio. Il museo diventa così anche il luogo in cui si sviluppa la vicenda di Giulio, collegando le attività della Consorteria al percorso del protagonista. A chiudere il cortometraggio è proprio una domanda del bambino, che si chiede «Come faremo quando finirà l'aceto?». La risposta è affidata all'idea che continuerà a esserci finché qualcuno sceglierà di amarlo e tramandarlo. Un finale che riprende il tema comune alle due opere, entrambe dedicate ai sessant'anni della Consorteria e al passaggio di conoscenze tra chi ha costruito questa tradizione e chi sarà chiamato a portarla avanti.

Via F. Roncati 28 41057 Spilamberto (MO) Italia