ARETÉ
Mais, l’Europa teme il raccolto peggiore dal 2007: la stima scende a 50,2 milioni di tonnellate
Il mercato dei cereali resta sotto pressione: il mais europeo sale ancora mentre le stime sul raccolto scendono ai minimi dal 2007. Soia in rialzo negli Usa, frumento condizionato dal rallentamento delle esportazioni dal Mar Nero
Soia, mais e frumento arrivano quindi alla fine dell'estate con dinamiche differenti. Per il mais europeo, invece, il fattore decisivo resta la dimensione del raccolto dopo un'estate caratterizzata da caldo e siccità. Per la soia il mercato guarda soprattutto al rapporto tra raccolti statunitensi, siccità e domanda cinese, in un contesto nel quale il Brasile continua a esercitare una forte pressione competitiva. Il frumento risente infine delle dinamiche delle esportazioni dal Mar Nero e del progressivo riassetto delle quotazioni europee. Le analisi di Areté - The Agri-Food Intelligence Company fotografano un quadro nel quale il mais europeo resta il prodotto più esposto alle tensioni legate alle prospettive produttive.
Mais europeo, il caldo riduce le prospettive del raccolto
È soprattutto il mais europeo a mostrare segnali di tensione nelle prime settimane di agosto. Dopo i forti rialzi di luglio, la prima scadenza di Euronext ha registrato un ulteriore aumento del 2,8% rispetto alla media del mese precedente. La crescita è stata più marcata sui mercati fisici. Il prezzo del mais francese FOB Bordeaux è aumentato del 6,4%, mentre quello spagnolo, con partenza silo Siviglia, è salito del 5,2%. Per il mais francese si tratta dei livelli più elevati da marzo 2023. Anche in Italia i prezzi hanno continuato a salire, seppure senza tornare sui massimi degli ultimi anni. Sul listino di Bologna il contratto 103 ha registrato un incremento dell'1,9%, mentre il mais alimentare a Milano è aumentato del 4%. Il nodo principale riguarda il nuovo raccolto europeo. Le condizioni meteorologiche dell'estate, caratterizzate da caldo e siccità, hanno portato a una revisione al ribasso delle prospettive produttive nei principali Paesi coltivatori. Anche l'USDA, nell'ultimo rapporto WASDE, ha ridotto la previsione sulla produzione europea a 50,2 milioni di tonnellate, il livello più basso dal 2007. La situazione appare particolarmente delicata in Francia, principale produttore europeo. Secondo Agreste, il raccolto potrebbe ridursi del 35% rispetto al 2025, scendendo ai livelli più bassi dal 1980.
Soia, prezzi in crescita ma il Brasile resta competitivo
Tra la fine di luglio e il 20 agosto le quotazioni del seme di soia al CBOT sono aumentate del 4,1%. Il mercato statunitense resta però condizionato dal confronto tra due elementi contrapposti: da una parte le prospettive di un raccolto più abbondante, dopo la revisione al rialzo delle stime dell'USDA, dall'altra alcuni fattori che continuano a sostenere i prezzi. Tra questi c'è il meteo. Negli Stati Uniti il 26% delle superfici coltivate a soia risulta interessato da condizioni di siccità, un dato che mantiene alta l'attenzione sull'evoluzione delle rese nelle prossime settimane. Anche le stime sui consumi americani sono state riviste al rialzo dall'USDA, segnalando una domanda ancora sostenuta. Sul fronte degli scambi internazionali emergono segnali più favorevoli per la nuova campagna statunitense, con i primi impegni all'export in miglioramento rispetto allo scorso anno. La concorrenza del Brasile rimane tuttavia significativa. A luglio le esportazioni brasiliane sono rimaste su livelli elevati, sostenute soprattutto dagli acquisti della Cina, che continua a privilegiare la soia di origine sudamericana. Anche in Europa le prospettive di una produzione più contenuta potrebbero aumentare il fabbisogno di importazioni. L'ampia disponibilità brasiliana, tuttavia, limita per il momento il rischio di tensioni sull'offerta.
Frumento, il Mar Nero cambia gli equilibri
Per il frumento tenero il quadro è differente. Il rallentamento delle esportazioni dall'area del Mar Nero sta producendo un andamento disomogeneo tra i diversi mercati di riferimento. Le quotazioni FOB russe e ucraine del frumento di base, con il 12,5% di proteine, sono scese a sconto anche rispetto ai prezzi del CME e si sono mosse in controtendenza rispetto agli altri principali mercati. In Unione Europea, invece, i prezzi sul mercato fisico di Rouen sono in una fase di rafforzamento e stanno progressivamente tornando in linea con le quotazioni finanziarie. Il movimento è legato anche al ritracciamento dei futures di Euronext dopo i forti rialzi registrati nella seconda metà di luglio. A determinare quella fase di tensione erano stati gli attacchi ai principali porti ucraini e russi sul Mar Nero e sul Mar d'Azov, che avevano di fatto interrotto le esportazioni dalle aree coinvolte.

