DATI ARETÉ
Olio di palma, prezzi in calo: cosa sta succedendo sui mercati
Come riportato da Areté, a settembre le quotazioni del prodotto sono scese del 5% in Malesia e del 6,5% a Rotterdam. A incidere sono state le scorte malesi in aumento e le minori importazioni di Cina e Unione europea
A settembre il prezzo dell’olio di palma è sceso sui principali mercati internazionali. Fra il primo e il 30 del mese, le quotazioni sono diminuite del 5% a Bursa Malaysia e del 6,5% sulla piazza di Rotterdam, secondo i dati di Areté - The Agri-Food Intelligence Company. A incidere sull’andamento dei prezzi è soprattutto una maggiore disponibilità di prodotto in Malesia, dove le scorte continuano a crescere, mentre sul fronte della domanda arrivano segnali di rallentamento da alcuni dei principali mercati importatori.
Malesia e Indonesia, tra maggiore disponibilità e biodiesel
In particolare, ad agosto le scorte malesi sono aumentate del 7% rispetto a luglio e del 28% su base annua. Parallelamente, la produzione ha proseguito il recupero stagionale, facendo segnare un ulteriore +1% sul mese precedente. L’offerta, dunque, si è rafforzata, contribuendo ad allentare la pressione sulle quotazioni. Resta però aperta la questione climatica: nelle principali aree produttive le precipitazioni continuano a essere inferiori alla norma e l’attenzione rimane concentrata sui possibili effetti di El Niño, il fenomeno climatico che può ridurre le precipitazioni nel Sud-est asiatico, sulla produttività nel 2027.
Nel frattempo, in Indonesia continua l’implementazione del B50, il programma che porta al 50% la quota di biodiesel miscelata al diesel e che, di conseguenza, sostiene la domanda interna di olio di palma. Il percorso potrebbe proseguire anche il prossimo anno: per il 2027 è infatti allo studio il passaggio al B60, con un innalzamento della quota di biodiesel al 60%.
Cina, Ue e India: il quadro nei principali mercati di sbocco
Sul versante della domanda internazionale, invece, il quadro appare più debole. Ad agosto la Cina ha ridotto le importazioni di olio di palma del 42% rispetto a luglio e del 43% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato mensile si inserisce comunque in un andamento più articolato, perché considerando il periodo dall’inizio dell’anno gli acquisti cinesi risultano ancora in crescita del 9%. Anche nell’Unione europea gli acquisti dall’estero continuano a viaggiare sotto i livelli degli ultimi anni. Secondo Areté, nella campagna 2025/26 le importazioni europee risultano inferiori del 6% rispetto alla campagna precedente e del 22% rispetto alla media delle ultime tre campagne. In India, invece, le scorte di oli vegetali si mantengono elevate.
Un insieme di fattori che, tra maggiore offerta malese, domanda più debole in alcuni mercati e incognite climatiche sul prossimo anno, ha accompagnato la discesa delle quotazioni registrata nel corso di settembre.Sul versante della domanda internazionale, invece, il quadro appare più debole. Ad agosto la Cina ha ridotto le importazioni di olio di palma del 42% rispetto a luglio e del 43% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato mensile si inserisce comunque in un andamento più articolato, perché considerando il periodo dall’inizio dell’anno gli acquisti cinesi risultano ancora in crescita del 9%.

