A VICO EQUENSE

Esposito apre Caporivo nella sede storica di Torre del Saracino (spostata a Sorrento)
La nuova insegna aprirà il 22 settembre negli spazi di Vico Equense (Na), cinque giorni dopo il debutto del ristorante bistellato al Bellevue Syrene, con una proposta legata a stagionalità, mercato e ricette di famiglia «Sarà un omaggio sentito alla cucina tradizionale: da tempo volevamo avviare un lavoro importante su queste radici» ha spiegato lo chef a Italia a Tavola
Cambiamenti in casa Gennarino Esposito. Il 17 settembre lo chef campano porterà infatti il ristorante due stelle Michelin Torre del Saracino al Bellevue Syrene di Sorrento (Na), lasciando dopo 35 anni la storica sede di Vico Equense (Na). Lo chef, però, non si allontanerà da quel luogo: dal 22 settembre gli stessi spazi ospiteranno Caporivo, nuovo progetto autonomo dedicato alla cucina mediterranea, alle ricette della memoria e alla materia prima scelta di giorno in giorno. Una scelta che, come ha raccontato lo chef a Italia a Tavola, nasce dal desiderio di lavorare con maggiore attenzione sulla tradizione: «Caporivo inizierà un percorso molto bello, molto ambizioso, ma soprattutto sarà un omaggio sentito alla cucina tradizionale e alla cucina della nostra famiglia. Un bellissimo progetto che coinvolge ancora di più tutto il team».
La Torre del Saracino riparte da Sorrento
Il trasferimento della Torre del Saracino coincide dunque con una nuova fase per l’insegna, che manterrà nome e impostazione all’interno dello storico hotel cinque stelle lusso di Sorrento, guidato da cinque generazioni dalla famiglia Russo-Attanasio. Al Bellevue Syrene, il ristorante debutterà con i menu Identità e Territorio, proposti in cinque, sette e dieci portate. A Vico Equense, invece, Esposito ha scelto di non chiudere il capitolo iniziato nel 1991, ma di riscriverlo con una formula differente, pensata per un altro modo di stare in cucina e a tavola.
Caporivo, il progetto nella sede storica
Caporivo nascerà infatti come laboratorio dedicato alle tradizioni delle famiglie della Costiera Sorrentina e di Napoli, con uno sguardo più ampio sulla cultura gastronomica mediterranea. Il punto di partenza sarà il mercato: lo chef e la brigata sceglieranno ciò che la stagione e le disponibilità del momento offriranno, per poi trasformarlo secondo preparazioni e riferimenti che appartengono alla memoria culinaria del territorio.«Era da tanto tempo che volevamo avviare un lavoro importante sulla tradizione, sulla cucina delle nostre famiglie e sulle radici di questo territorio» ha spiegato Gennarino Esposito, chiarendo così l’idea alla base della nuova insegna: tornare a una cucina legata alle proprie radici, alle abitudini familiari e ai prodotti che il territorio mette a disposizione ogni giorno.
Una cucina senza menu fisso
Di conseguenza, non ci sarà un menu costruito a priori. La carta cambierà ogni giorno e saranno le materie prime, selezionate quando esprimono al meglio le proprie caratteristiche, a indicare la direzione del servizio. È una scelta che riporta al centro una pratica essenziale della cucina: partire da ciò che arriva, conoscerlo, interpretarlo senza staccarsi da una tradizione che, per Esposito, resta un riferimento concreto. Anche il nome riporta a Vico Equense. Caporivo richiama l’omonima torre di avvistamento che fa parte del paesaggio e della storia della costa di Seiano, legando il nuovo ristorante al luogo in cui lo chef è cresciuto e ha mosso i primi passi.
L’obiettivo, come anticipato, sarà recuperare ricette, ingredienti e gesti della memoria, rileggendoli alla luce dell’esperienza accumulata in più di tre decenni di carriera. È anche per questo che Esposito e il suo team hanno scelto di mantenere un ristorante nella sede di Vico Equense, anziché trasformare il trasferimento della Torre del Saracino in una chiusura: Caporivo raccoglierà quella storia e la svilupperà con un’identità propria. «Vico Equense è casa. È il luogo in cui sono cresciuto e dove, oltre 35 anni fa, è iniziata la mia storia professionale. Caporivo nasce dal desiderio di tornare a quelle radici e di dedicarmi alla cucina che conosco da sempre. È un laboratorio in cui il mercato, la stagionalità e l'istinto guidano ogni giorno quello che portiamo in tavola - ha proseguito Esposito. È un progetto che guarda avanti, ma che parte dalle mie radici più profonde».
Come sarà il ristorante e quando aprirà
L’impostazione del locale seguirà la stessa idea di cucina variabile e legata al momento. Gli ospiti potranno scegliere i piatti à la carte oppure affidarsi a un percorso di degustazione costruito quotidianamente dallo chef in base alle proposte disponibili. Caporivo sarà quindi anche uno spazio di studio, nel quale tornare su preparazioni già presenti nella storia di Esposito, comprese alcune risalenti ai primi anni della Torre del Saracino. La sala manterrà una dimensione contenuta, con 25-28 coperti durante l’inverno e circa 30 in estate. Il primo servizio è previsto per martedì 22 settembre; il ristorante sarà aperto a pranzo e a cena, con chiusura la domenica sera, il lunedì e il martedì a pranzo. Il prezzo indicativo sarà compreso fra 120 e 150 euro.
A cinque giorni dall’apertura della nuova Torre del Saracino a Sorrento, Caporivo darà dunque una seconda destinazione alla sede storica di Vico Equense. Da una parte proseguirà il percorso dell’insegna che ha reso Esposito uno dei nomi di riferimento della ristorazione italiana; dall’altra, prenderà forma una cucina che riparte dal mercato, dalla tradizione e dalla casa di sempre. I due indirizzi resteranno separati da pochi chilometri e lo chef conta di seguire anche la nuova avventura: «Considero Caporivo casa mia allo stesso modo della Torre del Saracino a Sorrento. Troverò sempre il tempo per fare una passeggiata, salutare qualche ospite e vedere crescere questo progetto».

