Cinque anni di affinamento, quattro essenze di legno e una produzione limitata a 3.800 bottiglie. Si chiama “Amara Vergine” la nuova edizione dell'amaro siciliano Amara, realizzato con scorze di Arancia Rossa di Sicilia Igp, che per l'occasione assume un profilo aromatico profondamente diverso da quello originale. Il liquore ha infatti trascorso cinque anni in 16 barrique nuove di noce, acacia, rovere e ciliegio, sviluppando caratteristiche che lo avvicinano, per alcuni aspetti, al mondo dei distillati invecchiati. La limited edition sarà prodotta una sola volta, senza successive riedizioni, e nasce da un progetto con cui il liquorificio ha voluto approfondire l'influenza dell'affinamento sul carattere del proprio amaro.

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Il nuovo “Amara Vergine”

Amara Vergine, cinque anni di affinamento in botti mai utilizzate

Alla base di Amara Vergine c'è dunque una lavorazione che ha richiesto cinque anni di attesa e l'impiego di botti mai utilizzate in precedenza. La scelta delle quattro essenze risponde alla volontà di ottenere un profilo nel quale ciascun legno contribuisse con caratteristiche differenti. Durante la permanenza nelle barrique, infatti, il liquore ha acquisito nuove sfumature aromatiche, mentre la componente agrumata che contraddistingue la ricetta tradizionale ha progressivamente lasciato spazio ai sentori derivati dal contatto con il legno. Proprio da questa lavorazione deriva anche il nome della nuova referenza: il termine “Vergine” richiama l'utilizzo esclusivo di botti nuove, che non avevano quindi ospitato altri prodotti prima dell'amaro siciliano.

Dal gusto dell'arancia rossa alle note legnose: come cambia l'amaro

Il risultato si discosta sensibilmente dall'Amara classico, nel quale le scorze di arancia rossa sono l'elemento principale del profilo gustativo. Nella nuova versione, invece, le note agrumate rimangono sullo sfondo, mentre acquistano maggiore evidenza quelle sviluppate durante l'affinamento. Ne deriva una struttura aromatica nella quale prevale la componente legnosa, con richiami che, per intensità e caratteristiche, ricordano alcuni rum invecchiati e whisky. Anche al palato la differenza è evidente, a partire da una sensazione inizialmente astringente, seguita dalle diverse sfumature conferite dalle essenze utilizzate.

Cinque anni in quattro legni: nasce Amara Vergine, l'amaro siciliano da 3.800 bottiglie
Amara Vergine presenta note legnose predominanti, richiami ai distillati invecchiati e un gusto astringente

A incidere sul carattere finale è inoltre la scelta di imbottigliare Amara Vergine a grado pieno, senza effettuare tagli o diluizioni al termine della maturazione. Il liquore conserva così la gradazione raggiunta durante il periodo trascorso nelle botti, insieme all'intensità aromatica sviluppata nel corso dei cinque anni. Si tratta di una decisione che permette di mantenere in primo piano le caratteristiche dell'affinamento, senza intervenire successivamente per modificarne la concentrazione. È anche per questo che la nuova edizione si rivolge a un pubblico interessato a esplorare espressioni dell'amaro differenti da quelle più tradizionali, nelle quali il contributo del legno assume un peso determinante.

Una limited edition dedicata alle persone del liquorificio

Accanto agli aspetti produttivi, la nascita di Amara Vergine è legata anche alle persone che lavorano all'interno del liquorificio. L'edizione è stata infatti concepita come un riconoscimento per chi segue quotidianamente le diverse fasi della lavorazione, dalla produzione fino all'imbottigliamento. Un omaggio alle competenze e all'esperienza di coloro che custodiscono la ricetta di Amara e ne garantiscono la continuità, attraverso un lavoro che richiede attenzione tanto nella preparazione del liquore quanto nella gestione dei processi produttivi.

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