Sono entrate in vigore le modifiche al disciplinare di produzione della Doc Colli Berici, con novità che riguardano soprattutto la composizione dei vini Bianco e Rosso e le forme di allevamento. Il nuovo testo amplia infatti la possibilità di utilizzare diverse varietà nella base ampelografica e introduce la pergola per i nuovi impianti e i reimpianti in collina, non più limitata alla Garganega. Le modifiche sono diventate operative dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 19 agosto 2026 e intervengono su due aspetti che interessano direttamente le scelte dei viticoltori: la possibilità di costruire uvaggi più articolati e l'adattamento delle tecniche di coltivazione alle condizioni climatiche. «Le modifiche intendono offrire ai viticoltori maggiore libertà di interpretazione del territorio», spiegano il direttore del Consorzio Giovanni Ponchia e il presidente Silvio Dani. L'ampliamento delle varietà e delle possibilità di uvaggio, aggiungono, consente una lettura «più capillare e personale della denominazione».

Colli Berici, il nuovo disciplinare guarda al clima: pergola e nuovi uvaggi
Vino, la DOC Colli Berici cambia le regole: più varietà e pergola in collina

Colli Berici Rosso, si amplia la base ampelografica

Per il Colli Berici Rosso il disciplinare prevede ora almeno il 60% complessivo di Merlot, Tai Rosso, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. La modifica supera quindi la precedente impostazione, che prevedeva una predominanza di Merlot e Tai Rosso. Fino al 40% possono concorrere Carmenère e/o Pinot Nero, mentre le altre varietà a bacca rossa autorizzate nella provincia di Vicenza possono arrivare complessivamente a un massimo del 15%. La revisione amplia così il margine di scelta nella composizione del Rosso, lasciando ai produttori la possibilità di lavorare su combinazioni varietali differenti all'interno dei limiti fissati dalla denominazione.

Nel Bianco entrano Chardonnay e Pinot Bianco

Anche il Colli Berici Bianco cambia impostazione. Garganega, Chardonnay e Pinot Bianco possono essere utilizzati, da soli o congiuntamente, per almeno il 60% della composizione. Manzoni Bianco, Tai Bianco e Sauvignon possono invece concorrere fino al 40%, mentre le altre varietà a bacca bianca autorizzate in provincia di Vicenza possono arrivare fino al 15%. È una modifica significativa rispetto al precedente disciplinare, che costruiva la base del Bianco principalmente attorno a Garganega e Sauvignon.

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La pergola arriva su tutte le varietà in collina

L'altra modifica riguarda la forma di allevamento. La pergola, tradizionalmente prevista per la Garganega, viene ammessa per tutte le varietà nei nuovi impianti e reimpianti con giacitura collinare. La scelta assume particolare rilievo alla luce delle condizioni climatiche degli ultimi anni. La struttura della pergola permette infatti di ridurre l'esposizione diretta dei grappoli all'irraggiamento e può contribuire a preservare l'equilibrio acido delle uve. «È uno strumento concreto per affrontare le nuove sfide climatiche che possono cambiare i parametri qualitativi delle uve», sottolineano Ponchia e Dani. La questione riguarda anche la vendemmia 2026, caratterizzata da temperature elevate e un'anticipazione della raccolta. In questo contesto, la gestione della chioma e dell'esposizione dei grappoli diventa uno degli strumenti con cui i viticoltori possono intervenire sui tempi e sulle condizioni di maturazione.

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Il nuovo disciplinare presentato a Gustus 2026

L'entrata in vigore delle modifiche è stata comunicata durante la prima giornata di Gustus 2026 - Vini e Sapori di Vicenza, manifestazione dedicata alle denominazioni Colli Berici, Vicenza e Gambellara, che si è svolta al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. L'edizione ha registrato una partecipazione significativa soprattutto tra operatori del settore e appassionati, con il tutto esaurito nelle due WineLab in programma. La prima, «Il Tai Rosso tra tendenze e sfide climatiche: una vocazione al cambiamento», è stata curata da Cristian Maitan, Miglior Sommelier del Veneto 2018 e Miglior Sommelier d'Italia 2023. La seconda, «Il tempo del Gambellara: un viaggio tra carattere e longevità», è stata condotta dal wine educator Fabio Gobbi. Le modifiche al disciplinare inseriscono così la Doc Colli Berici in una fase di aggiornamento che riguarda sia le possibilità di interpretazione dei vini, attraverso una base ampelografica più ampia, sia le modalità di coltivazione, con la pergola estesa agli impianti collinari.

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