L'Unione europea tutela i consumatori. Solo etichette “testate” come veritiere
Chi leggerà su un'etichetta o un messaggio promozionale che quel cibo “favorisce la circolazione sanguigna” eccetera, avrà la certezza - appena la misura sarà operativa - che l'indicazione è stata provata scientificamente e valutata positivamente dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare
Caso recente è stata la Nutella in Germania: l'Alta corte regionale di Francoforte aveva stabilito che l'etichetta della Nutella è ingannevole e metterebbe più in evidenza l'apporto di minerali e vitamine che di grassi e carboidrati. Perciò la Ferrero era stata intimata di cambiarla per non incorrere in una multa di 250mila euro per ogni vasetto messo in vendita. Sta di fatto che l'Europa sta ponendo sempre di più l'attenzione su cosa c'è realmente scritto sul retro delle confezioni. è la buona notizia per i consumatori europei che ora possono essere certi della correttezza dei messaggi sulla salute che reclamizzano i prodotti alimentari.Infatti ora, chi leggerà su un'etichetta o un messaggio promozionale che quel cibo 'favorisce la circolazione sanguigna” o ancora 'abbassa il colesterolo”, avrà la certezza - appena la misura sarà operativa - che l'indicazione è stata provata scientificamente e valutata positivamente dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. Infatti, i rappresentanti dei 27 Stati membri riuniti nel Comitato permanente per la catena alimentare, hanno sostenuto il progetto della Commissione europea sull'adozione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite, da utilizzare sui prodotti alimentari.
Particolarmente soddisfatto il commissario europeo alla salute, John Dalli, che ha tenuto a sottolineare «l'importante decisione adottata oggi». A suo parere, «i consumatori hanno il diritto a che le etichette alimentari rechino informazioni esatte e affidabili che possano aiutarli a compiere scelte più sane. Una volta approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue, questa misura - ha ricordato Dalli - aiuterà le autorità nazionali ad assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori». è stato un lavoro enorme da parte della Commissione europea e dell'Efsa, il mettere a punto una lista veritiera, in quanto scientificamente provata, di messaggi inerenti alla salute e associati agli alimenti. «Ora - ha tenuto ad aggiungere Dalli - abbiamo gli strumenti per ripulire il mercato da quelle indicazioni che attribuiscono ai prodotti benefici per la salute ingannevoli e privi di fondamento».
A suo parere inoltre, «le indicazioni fuorvianti sono una forma di concorrenza sleale, che penalizza la maggioranza degli operatori del settore alimentare che cerca di fornire ai consumatori informazioni corrette per aiutarli a prendere decisioni informate. Grazie a norme armonizzate in tutta l'Ue - ha concluso il commissario - questa misura consentirà maggiore chiarezza».
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I commenti dei lettori
1 commento su questo articolo
Anonimo
Ci sono problemi seri fra farmaci e prodotti biologici
In Italia io penso si stia diffondendo un 'sistemino' per aggirare i problemi legati all'iter di registrazione di un farmaco e al girodi vite che hanno subito ultimamente da parte dell'EFSA gli integratori (lunedì 5 dicembre u.s., infatti, i rappresentanti dei 27Stati membri riuniti nel Comitato permanente per la catena alimentare, hanno sostenuto il progetto della CommissioneEuropea sull'adozione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite, da utilizzare sui prodotti alimentari).Io ho trovato due preparazioni uso orale (sciroppi per la tosse, con grindelia, piantaggine, ecc.), Grintuss di Aboca e MucovitFluxus di Erbavita, registrate come “dispositivo medico” di classe I e mi sono domandato:1) Se un imprenditore agroalimentare si sveglia una mattina e decide di produrre uno sciroppo pediatrico per la tosse deibambini, basta che invii un'autocertificazione al Ministero della Salute?2) Poi può produrre lo sciroppo per la tosse nei locali dove generalmente prepara, lavora o trasforma i suoi prodottiagroalimentari?3) E commercializzare lo sciroppo per la tosse come "dispositivo medico CE"?4) a - scansando le relative verifiche dell’AIFA (agenzia del farmaco) sulla correttezza delle modalità di produzione (il farmacoda banco non può scansarle); b - non essendo così assoggettato alla sorveglianza di un organismo notificato (come lo sonoinvece i dispositivi medici di classe IIa, IIb e III); c - eludendo la normativa europea relativa ai medicinali vegetali tradizionali?5) E questo "dispositivo medico CE" se prescritto dal dottore ha diritto pure alla detrazione del 19%?Secondo me qualcosa non funziona! Ritengo che uno sciroppo per la tosse non agisca per effetto meccanico/barriera equindi non possa definirsi assolutamente "dispositivo medico".Io penso che prima o poi un'azienda farmaceutica vera si stancherà di veder registrare (da una Società Agricola, con tutti icontributi pubblici che percepisce) sciroppi per la tosse (uso orale) come "dispositivi medici" (effetto meccanico/barriera),perchè questa classe I (autocertificazione) diventerebbe a breve lo stratagemma di mercato per abbinare il termine "medico"e non "alimentare" (integratore alimentare) anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamentedimostrarne a priori l'efficacia secondo criteri medico-farmaceutici.A me pare una pratica commerciale scorretta (approfittando della leggerezza con la quale il Ministero della Salute noncontrolla simili registrazioni, a mio avviso non devono esistere dispositivi medici uso orale, se non al massimo per problemigastrointestinali).Video http://www.youtube.com/watch?v=OgnAwoyqn7o