Con l’arrivo dell’estate aumentano i consumi di frutta fresca, verdure crude e piatti freddi, spesso considerati più leggeri e adatti alle alte temperature. Tuttavia, per alcune persone questi alimenti possono contribuire alla comparsa di bruciore di stomaco e sintomi legati al reflusso gastroesofageo. Il disturbo interessa chi presenta una risalita del contenuto gastrico verso l’esofago, dovuta a un’alterazione del funzionamento del cardias, la valvola che separa stomaco ed esofago. Quando questa barriera non funziona correttamente, i succhi gastrici possono irritare la mucosa provocando fastidio, soprattutto dopo pasti abbondanti o con alimenti poco tollerati. A spiegare il rapporto tra alimentazione estiva e reflusso è Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas San Pio X.

Reflusso in estate, anche frutta e verdura possono causare il bruciore di stomaco
Frutta fresca e verdure crude in estate: quando possono peggiorare il reflusso

Reflusso gastroesofageo, quali sono i sintomi più frequenti

Il reflusso può presentarsi occasionalmente, per esempio dopo un pasto particolarmente ricco, oppure diventare una condizione ricorrente definita malattia da reflusso gastroesofageo. «I sintomi più comuni sono il bruciore a livello dello stomaco o dell’esofago, ma possono comparire anche tosse, raucedine e una sensazione di irritazione o costrizione alla gola», spiega la nutrizionista. Durante l’estate alcune scelte alimentari possono accentuare il problema. Agrumi, pomodori e alcune verdure crude, soprattutto nelle persone predisposte, possono stimolare una maggiore produzione di succhi gastrici o risultare più difficili da tollerare.

Anche il pomodoro può
Anche il pomodoro può stimolare una maggiore produzione di succhi gastrici

Insalate estive e reflusso: attenzione agli ingredienti

Le insalate rappresentano uno dei piatti più consumati nei mesi caldi, ma non sempre sono la scelta più indicata per chi soffre di reflusso. Una combinazione con molti ingredienti può aumentare il rischio di fastidio digestivo. «Un’insalatona con tonno, uova, formaggi freschi, salumi, aceto, pomodori e cipolla può risultare più impegnativa per lo stomaco», precisa Bravo. Non è quindi la verdura in sé il problema, ma l’insieme degli ingredienti e il modo in cui vengono combinati. Anche aglio, cipolla, cibi speziati, fritti e alimenti ricchi di grassi possono favorire la comparsa dei sintomi in alcune persone.

Non sempre mangiare le insalate è una buona scelta per chi soffre di reflusso gastroesofageo
Non sempre mangiare le insalate è una buona scelta per chi soffre di reflusso gastroesofageo

Caffè, vino e cioccolato: gli alimenti da valutare

Tra le abitudini che possono influire sul reflusso rientrano anche il consumo di caffè, tè, vino, cioccolato e bevande che possono rilassare il cardias, favorendo la risalita dei succhi gastrici. Anche il fumo rappresenta un fattore di rischio perché riduce la salivazione e può compromettere la funzionalità dello sfintere che protegge l’esofago. Per chi soffre di questi disturbi, l’estate può diventare anche un momento utile per rivedere alcune abitudini alimentari. Il sovrappeso, infatti, può aumentare la pressione addominale e favorire il reflusso.

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Le regole a tavola per ridurre il rischio

Oltre alla scelta degli alimenti, conta anche il comportamento dopo il pasto. Mangiare lentamente, mantenere una posizione eretta durante la digestione ed evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato sono accorgimenti utili. «È consigliabile attendere almeno 90 minuti prima di coricarsi, anche dopo un pranzo in spiaggia o una cena all’aperto», ricorda la nutrizionista. Anche evitare abiti troppo stretti o cinture che comprimono l’addome può contribuire a ridurre la sensazione di fastidio. Il reflusso non dipende quindi soltanto da cosa si porta in tavola, ma anche da quantità, combinazioni degli alimenti e stile di vita. Una corretta gestione delle abitudini quotidiane permette spesso di godersi la stagione estiva con maggiore equilibrio.