SVIZZERA DEL VINO
Merlot, non solo rosso: in Ticino lo fanno anche bianco, rosa e spumante
In Ticino il Merlot, arrivato da Bordeaux nel 1906, è diventato il vitigno simbolo del territorio. Rosso, bianco e spumante, racconta due paesaggi viticoli e un vino consumato quasi tutto in Svizzera
Indice
- 1Il Merlot arrivato da Bordeaux che è diventato il vino del Ticino
- 2Sopraceneri e Sottoceneri: due Ticino anche nel bicchiere
- 3Dal rosso al bianco: in Ticino il Merlot cambia colore
- 4Dal Merlot storico alle nuove interpretazioni: così il Ticino racconta il suo vitigno simbolo
- 5Il Merlot ticinese si beve quasi tutto in Svizzera
- 6Lugano e i grotti: dove il Merlot incontra la cucina ticinese
Il Canton Ticino è, nell’immaginario collettivo, la Svizzera a un passo da casa. Un microcosmo di efficienza e quiete dove si parla italiano ma si respira un’aria già europea. Eppure, dietro la facciata ordinata delle sue eleganti città lacustri, Lugano e Locarno su tutte, batte un cuore contadino, la cui identità si riassume in una sola parola: Merlot.
Il Merlot arrivato da Bordeaux che è diventato il vino del Ticino
Definire il Merlot un vitigno "internazionale" in Ticino è quasi un azzardo culturale. Sebbene la sua culla d'origine sia Bordeaux, è qui che questo cultivar ha trovato, a partire dal 1906, una vera e propria seconda patria. Introdotto all'inizio del Novecento per rifondare una viticoltura locale letteralmente azzerata dal dramma della fillossera, il Merlot è stato adottato dal territorio fino a occupare oggi oltre l'80% della superficie vitata cantonale.
Una scelta lungimirante dei pionieri dell'epoca, che compresero come questo lembo di terra godesse di un microclima unico: un eccezionale soleggiamento diurno, la presenza di grandi bacini lacustri (il Verbano e il Ceresio), che mitigano la temperatura invernale, e un’ottima escursione termica tra il giorno e la notte, fondamentale per conferire, tra l’altro, finezza aromatica delle uve.
Sopraceneri e Sottoceneri: due Ticino anche nel bicchiere
La geografia del Merlot ticinese si divide idealmente in due macroregioni, separate dal passo del Monte Ceneri. A nord, nel cosiddetto Sopraceneri, la viticoltura è a tratti eroica, strappata a terreni granitici e scoscesi; qui resiste ancora il fascino della tradizionale "pergola ticinese", caratterizzata dall'uso di storici pilastri di sostegno in granito locale anziché in legno o metallo. A sud del Ceneri, nel Sottoceneri (che comprende la culla del Mendrisiotto), i suoli calcarei e i profili collinari più dolci ospitano invece i moderni ed efficienti filari allevati a Guyot, sistema introdotto per favorire la massima qualità e consentire la meccanizzazione.
Dal rosso al bianco: in Ticino il Merlot cambia colore
Punta di diamante del panorama enologico ticinese è il Merlot Rosso tradizionale: un calice elegante, dai profumi intensi di frutti di bosco e spezie, spesso impreziosito da sapienti affinamenti in barrique che lo rendono capace di competere, per eleganza e longevità, con i più blasonati Merlot in purezza del mondo.
Accanto al gigante rosso si posiziona il Bianco di Merlot, una geniale intuizione locale di vinificazione in bianco delle uve, che dà vita a vini freschi e sapidi, declinati con successo anche in intriganti versioni spumantizzate (sia Metodo Classico sia Charmat) che sfruttano la struttura dell'uva rossa ricordando i grandi Blanc de Noirs. A completare la gamma c'è il Rosato di Merlot: un sorso fruttato, scattante e dalle delicate sfumature cerasuole, perfetto per anticipare la tavola.
Dal Merlot storico alle nuove interpretazioni: così il Ticino racconta il suo vitigno simbolo
Per comprendere la versatilità del Merlot del Canton Ticino, la produzione può essere letta attraverso tre filosofie produttive distinte, che uniscono tradizione e modernità. Il primo livello è rappresentato dalle cantine storiche e dai grandi interpreti che hanno portato il Merlot ticinese sulle tavole internazionali. Tra questi spicca Gialdi Vini (con il marchio Brivio), punto di riferimento per il Sottoceneri con rossi di straordinaria complessità come il "Sassi Grossi", affinato in antiche cantine ventilate scavate nella roccia del Monte Generoso. Altrettanto iconica è l'azienda Zanini (Castello Luigi), celebre per avere dimostrato al mondo come il Ticino potesse produrre vini di lusso estremo ed eccezionale eleganza.
Il secondo livello è quello delle cantine-simbolo della transizione e dell'innovazione stilistica. Ne è un esempio Tamborini Vini, pionieri nella spumantizzazione del Merlot in purezza con la raffinata linea Metodo Classico "SanZeno", capaci di armonizzare struttura e finezza. Accanto a loro troviamo l'azienda di Christian Zündel, che lavora con un approccio quasi artigianale e biodinamico, esaltando la purezza del frutto e la mineralità del territorio senza forzature. Il terzo livello è costituito dal legame indissolubile con il territorio e la formazione. Qui il punto di riferimento è l’Azienda Agraria Cantonale di Mezzana, a Coldrerio. È la scuola agraria del Cantone, il luogo in cui nel secolo scorso sono iniziate le prime sperimentazioni sul Merlot post-fillossera. Oggi Mezzana non è solo un centro didattico d'eccellenza, ma produce vini identitari che finanziano la formazione dei futuri vignaioli ticinesi, mantenendo viva la memoria storica della viticoltura locale.
Il Merlot ticinese si beve quasi tutto in Svizzera
Infine, è doverosa un’ulteriore importante considerazione. Il Merlot del Ticino, circa sei/sette milioni di bottiglie all’anno, resta quasi tutto in Svizzera: meno del 2% della produzione totale varca i confini, perché la domanda interna assorbe quasi tutto il prodotto. Poiché inoltre si tratta di un vino non propriamente economico, conviene senz’altro farne l’obiettivo di una bella gita e andare a degustarlo nelle belle terre dove nasce.
Lugano e i grotti: dove il Merlot incontra la cucina ticinese
L'autunno è il momento ideale per questa fuga oltreconfine. I mesi da settembre a novembre trasformano Lugano nel fulcro dell'enoturismo svizzero, prima con la tradizionale Festa d'Autunno, che si svolge tra vie, vicoli e piazze del centro, e poi con Vini in Villa, il salone di riferimento per il vino ticinese nella splendida cornice di Villa Ciani. È la stagione in cui i caratteristici "grotti", come si dice in Ticino, ossia le storiche osterie ricavate nelle cavità naturali della roccia, aprono le porte ai sapori forti: qui il Merlot Bianco e il Rosato sposano i formaggi d'alpeggio e i pesci di lago, mentre i rossi strutturati esaltano la polenta cotta sul camino accompagnata da brasati, spezzatini di cinghiale o dai classici salametti locali.


