Un cocktail si prepara in pochi minuti. Un Amarone ha bisogno di anni, e una cantina di novanta. Da questo contrasto, sorprendente e riuscito, è decollata la serata al Moebius di Milano, dove Cesari ha festeggiato i suoi 90 anni insieme al Gambero Rosso. Lo scenario faceva già notizia. Il locale di via Cappellini, a inizio mese, è stato proclamato secondo miglior bar del mondo e primo d'Europa nella classifica The World's 50 Best Bars 2026. Sullo sfondo del brindisi c'era poi un risultato pesante: l'Amarone della Valpolicella Classico Riserva Bosan 2017 ha ottenuto i Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2027.

Cesari ha festeggiato 90 anni e i Tre Bicchieri conquuistati con l'Amarone della Valpolicella Classico Riserva Bosan 2017
Cesari ha festeggiato 90 anni e i Tre Bicchieri conquuistati con l'Amarone della Valpolicella Classico Riserva Bosan 2017

Dal 1936 a New York, andata e ritorno

La storia comincia nel 1936 con Gerardo Cesari. La mossa decisiva arriva però negli anni Settanta: nel 1971 la cantina scommette su un vino ancora poco noto fuori dai confini, l'Amarone, e nel 1973 le prime cento casse sbarcano a New York. Da quella scommessa hanno origine cinquant'anni di vendemmie e una reputazione internazionale. Oggi Cesari fa parte del Gruppo Caviro, dal 2014, e dal 2024 vive una stagione di rinnovamento inaugurata dal direttore generale Giovanni Lai. Sono cambiati l'immagine del marchio e il progetto tecnico, mentre i vini del territorio sono stati valorizzati e la distribuzione rafforzata. Ecco i numeri: 165 ettari di vigneto in Valpolicella e 15 in Lugana, due cantine (Fumane e Cavaion Veronese), bottiglie in oltre 50 Paesi.

Una macchina del tempo a calici

Cuore della serata è stata una masterclass a quattro mani, condotta da Lai e da Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d'Italia del Gambero Rosso. Un viaggio tra annate storiche, dalla 2021 fino alla 2003, per capire come l'Amarone sia cambiato in mezzo secolo. A chiudere il percorso l'anteprima della Riserva Bosan 2017, seguita da una cena degustazione firmata dallo chef Enrico Croatti, con i vini Cesari in abbinamento.

La degustazione a Moebius
La degustazione a Moebius

I vini Cesari e la cucina del “Moebius”

«Siamo contenti di essere qui - dichiara Giuseppe Carrus, curatore della guida “Vini d'Italia del Gambero Rosso” - perché è un onore per noi del Gambero aver sviscerato i metodi produttivi e saggiato le ambizioni di Cesari, un marchio che dà luce alla Valpolicella e alla storia dell'Amarone. Accompagniamo la cantina durante le celebrazioni dei 90 anni e ci mettiamo la faccia, in un certo senso, ma siamo convinti di quel che facciamo. La cinquantesima vendemmia di Amarone Cesari e il riconoscimento dei Tre Bicchieri per l'Amarone della Valpolicella Classico Bosan Riserva 2017 costituiscono un traguardo da festeggiare a tavola, e non a caso è stato scelto il palcoscenico del Moebius di Milano, recentemente riconosciuto come secondo Best Bar al mondo e primo in Europa. Il bianco Centofilari Lugana doc 2025 ha accompagnato lo snack di benvenuto, andiamo avanti con un fresco Valpolicella doc classico 2025, sempre in abbinamento con la cucina dello chef Enrico Croatti, e auguriamo a Cesari altri 90 anni almeno di crescita e di soddisfazioni».

Giovanni Lai, direttore generale di Cesari
Giovanni Lai, direttore generale di Cesari

«L'anniversario dei 90 anni - ha proseguito Giovanni Lai, direttore generale di Cesari - lo abbiamo celebrato in giro per il mondo, presentando i nostri vini alla clientela più affezionata. Che ha apprezzato l'impostazione attuale della cantina: conferire ai vini la massima bevibilità, come potrete notare degustando il Valpolicella doc Classico 2025 in abbinamento alla tartare in salsa bernese del Moebius. Abbiamo semplificato il nostro messaggio e reso i nostri vini più accessibili a tutti, e ce ne vantiamo: durante le degustazioni dell'anniversario abbiamo provato gli accostamenti più svariati, con piatti messicani speziati, coreani e asiatici in genere, sempre ricevendo grande apprezzamento».

Tartare in salsa bernese
Tartare in salsa bernese

Quindi ha proseguito: «L'Amarone, naturalmente, è quello che ci rappresenta più di tutti e ci ha fatto conoscere a livello internazionale: questa sera, dopo aver assaggiato la Riserva 2016 e la Riserva 2017 potrete capire il perché ed eventualmente dirci che abbiamo sbagliato abbinamento, benché il biancostato all'amarone e puré di patate a me sembri un porto sicuro, per così dire. Vi chiedo di farlo senza tecnicismi e senza grandi elucubrazioni, perché, almeno quando si festeggia, la piacevolezza del vino deve venire al primo posto: già il fatto che questa cena inizi con il sorriso sulle labbra vale più di tanti discorsi e fa riflettere su quanto sia necessario riscoprire il piacere della convivialità. E state sorridendo ancor prima del terzo bicchiere, figuriamoci dopo!»

Biancostato all'Amarone
Biancostato all'Amarone

Il bis del Bosan

Il 2017 non è un exploit isolato. L'annata 2016 aveva già conquistato i Tre Bicchieri nell'edizione precedente della guida, la prima volta per questo vino. Due annate di fila confermano una vocazione. Il Bosan nasce da un vigneto storico di Marano di Valpolicella, a circa 500 metri di quota, nel cuore della zona classica. Nel bicchiere porta intensità, eleganza e capacità di evolvere nel tempo. A custodire questa memoria c'è il Caveau Bosan, inaugurato nel 2024 nella cantina di Fumane. Conserva oltre 10.000 bottiglie di annate storiche ed è pensato per appassionati e collezionisti. Accanto alla tradizione, una novità: il Valpolicella Classico Anfora 2024, presentato al Vinitaly 2026 in 1.936 bottiglie numerate, omaggio all'anno di fondazione. Il vino resta circa cinque mesi in anfora, per esaltare la purezza del frutto.

Il Valpolicella Classico Anfora 2024 è stato presentato al Vinitaly 2026 in 1.936 bottiglie numerat
Il Valpolicella Classico Anfora 2024 è stato presentato al Vinitaly 2026 in 1.936 bottiglie numerat

Il vino rosso nella tempesta

Festeggiare non significa ignorare il mondo, che naviga in acque agitate. Nel 2025 il consumo mondiale è sceso a 208 milioni di ettolitri, il 2,7% in meno dell'anno prima e il 14% sotto il livello del 2018. Negli Stati Uniti, primo mercato del pianeta, il calo è stato del 4,3%. A questo si sono sommati i dazi americani, fonti di perdite sia in volume sia in valore per la maggioranza degli esportatori. La crisi di Hormuz ha bloccato gli ordini in una ventina di mercati, per circa 80 milioni di euro l'anno, e fatto salire energia, vetro e trasporti.

I rossi corposi come l'Amarone soffrono più degli altri. Il trend si è lentamente spostato verso vini più freschi e leggeri, ed è difficile proporre a un consumatore con meno potere d'acquisto una bottiglia importante. Nel 2025 Amarone e Recioto si sono fermati a 13,58 milioni di bottiglie, il 2,4% in meno. Per la vendemmia 2026 il Consorzio ha tagliato le rese da 100 a 80 quintali per ettaro e ha deciso di mettere da parte circa il 20% dell'uva, per non inondare il mercato. Qualche segnale positivo però c'è. Tra luglio e settembre l'export di vino italiano negli Usa è cresciuto di quasi il 17% in valore, con i rossi a +33%. Il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi, invita alla prudenza: potrebbe trattarsi soprattutto di scorte che si ricostituiscono, perché i consumi americani non sono ancora ripartiti.

Amarone, dallo sbarco a New York nel 1973 ai Tre Bicchieri: Cesari punta sulla bevibilità
L'Amarone della Valpolicella Classico Riserva Bosan 2016 aveva già conquistato i Tre Bicchieri nell'edizione 2025 della guida, la prima volta per questo vino

Perché Cesari dovrebbe riuscire a saltare il fossato? Per cinque ragioni, a parer nostro.

  1. Ha un'identità riconoscibile. Due Tre Bicchieri consecutivi pesano più di una campagna pubblicitaria, e nelle crisi si salvano i marchi che hanno una storia da raccontare.
  2. Non dipende da un solo mercato. Vende in oltre cinquanta Paesi.
  3. Ha già cambiato rotta. Parlare di piacevolezza e di bevibilità, aprirsi agli abbinamenti asiatici e messicani e sperimentare con l'anfora va nella direzione in cui si sta muovendo il gusto.
  4. Ha spalle larghe. Alle spalle c'è Caviro, una delle maggiori cooperative vitivinicole italiane.
  5. Sa aspettare. L'Amarone è un vino costruito sul tempo, e il Caveau con le sue annate storiche ne è la prova.

Siccome non siamo superstiziosi, sappiamo bene che una breve disamina dei “pro” (i “contro” alla prossima puntata) rappresenta il miglior augurio per i 90 anni di un vecchietto tignoso, ben deciso a mostrare a un pianeta in tumulto tutti i sintomi di gioventù a sua disposizione.

Via Progni 81 37022 Fumane (VR) Italia