NON SOLO RIBOLLA
Tra anfore, lunghe macerazioni e vitigni rari: alla scoperta dei vini della Slovenia
A pochi chilometri dall'Italia, la Slovenia unisce terme e vini da scoprire: dalla Rebula del Collio agli autoctoni della Valle del Vipacco, un itinerario autunnale tra sorgenti calde, cantine e orange wine sloveni
Quando le prime nebbie autunnali iniziano a ridisegnare il paesaggio, il richiamo del benessere si fa irresistibile. Esiste un luogo, a pochi chilometri dal confine italiano, dove il cambio di stagione si trasforma in un rituale lento e rigenerante. Parliamo della Slovenia, una destinazione che per noi italiani rappresenta un paradosso affascinante: geograficamente vicinissima, ma culturalmente esotica nelle sue tradizioni e, anche, nella sua cultura enologica. L’autunno sloveno è indissolubilmente legato alle sue proverbiali acque termali che qui non sono un passatempo, ma una vera e propria filosofia di vita. Immaginate di alternare i vapori benefici delle sorgenti naturali, come i trattamenti delle storiche Terme Dolenjske o i bagni nelle botti alle Terme Ptuj, alla scoperta di vini di assoluto valore.
Dalla Ribolla Gialla al Refosco: i vini sloveni che condividono le radici con il Friuli
Il legame tra la viticoltura italiana e quella slovena è un dialogo continuo, specialmente nella regione della Primorska (il Litorale sloveno), che confina direttamente con il Friuli-Venezia Giulia: il terreno è lo stesso, ossia la tipica ponca (formazione marnoso-arenacea stratificata) che caratterizza il Collio sia italiano sia sloveno (Goriška Brda).
Sauvignon, Pinot e Chardonnay: i vitigni internazionali della Slovenia
Per comprendere i vini della Slovenia dobbiamo guardare a un mosaico composto da tre grandi anime varietali. In primo luogo, i grandi vitigni internazionali: nelle zone più fresche e continentali come la valle della Drava (Podravje), varietà come il Sauvignon Blanc, lo Chardonnay, il Pinot Grigio e il Pinot Nero (qui chiamato Modri Pinot) trovano una spiccata acidità e profili di grande eleganza, anche per quanto riguarda le bollicine, decisamente di valore. Poi ci sono i vitigni di frontiera, tra i quali troviamo interessantissime declinazioni degli omologhi vini italiani. La Rebula (la nostra Ribolla Gialla) è la regina incontestata del Brda ed è spesso vinificata in legno o in anfora per estrarre complessità strutturali uniche. Lo stesso discorso vale per il Refošk (Refosco) e il Teran (Terrano), quest'ultimo un rosso sanguigno e acido che cresce sulle terre rosse del Carso (Kras), perfetto per accompagnare i robusti piatti autunnali locali.
Infine, vengono gli autoctoni, diffusi soprattutto nelle vallate più interne, come la Valle del Vipacco (Vipavska Dolina): uve rare, come Pinela e Zelen, che regalano vini sottili, freschi, dai profumi finissimi di erbe mediterranee e fiori bianchi. Spostandosi a est, nel distretto del Posavje, si incontra lo Šipon (il Furmint ungherese) e si produce il Cviček, un originale blend a bassa gradazione alcolica, ottenuto unendo varietà bianche e rosse (tra cui la locale Žametovka). Se si è alla ricerca di una esperienza che sappia riassumere questo viaggio sensoriale, il consiglio è di cercare una bottiglia di Rebula macerata di qualche anno. Servita fresca, come fosse un vino rosso leggero, sa essere la perfetta compagna di una serata d'autunno, magari dopo una giornata passata a farsi cullare dalle calde acque termali.
Dai bianchi autoctoni ai rossi del Carso e agli Orange Wines: gli altri vini sloveni da scoprire
Bianchi e Orange Wines (Litorale Sloveno - Goriška Brda)
- Movia - Veliko Belo: icona assoluta prodotta da Aleš Kristančič. Assemblaggio di Ribolla Gialla, Sauvignon e Pinot Grigio, affinato a lungo in botte. Complesso, profondo e longevo, è la massima espressione dei vini artigianali del paese.
- Marjan Simčič - Rebula Opoka: Marjan Simčič è un punto di riferimento mondiale. La linea "Opoka" (dal nome locale della ponka) propone una Ribolla Gialla elegante, con note minerali, balsamiche e una struttura impeccabile, frutto di un’attenta macerazione sulle bucce.
- Klinec - Jakot: Situato a Medana, Klinec è un maestro dei vini biologici e biodinamici macerati. Il suo Jakot (il nome speculare del Friulano/Tocai) fa una macerazione prolungata che regala un colore aranciato intenso, profumi di frutta secca e spezie.
Bianchi autoctoni (Valle del Vipacco)
- Marko Fon - Vitovska: vino teso, verticale, marino, che esprime alla perfezione la durezza calcarea e la brezza del territorio.
- Krapež - Zelen: vitigno autoctono esclusivo, lo Zelen trova in valle il suo terroir d’elezione. Krapež ne firma una versione eccellente, caratterizzata da freschezza, note erbacee pronunciate (da cui il nome Zelen, che significa "verde") e un finale agrumato.
Rossi
- Jakončič - Carolina Rdeče: uvaggio bordolese (Merlot e Cabernet Sauvignon) che matura per anni in botti di rovere. Ha un profilo internazionale ma mantiene un'anima legata al flysch (ossia la ponka) di Brda, risultando morbido, fruttato e speziato.
- Klabjan - Refosco "Black Label": nei vigneti dell'Istria slovena, Klabjan produce un Refosco monumentale, lontano dalle versioni beverine. Scuro, denso, ricco di acidità e tannini fitti, perfetto per accompagnare piatti di carne molto strutturati


